Disciplina del PTCP

Art. 56 Invarianti strutturali del sistema funzionale delle aree protette

Costituiscono invarianti strutturali le aree protette rappresentate nella tavola 8 del presente piano,i SIR:

Padule di Suese e Biscottino

Calafuria

Monte Pelato

Tomboli di Cecina

Padule di Bolgheri

Boschi di Bolgheri e Bibbona

Monte Calvi di Campiglia

Promontorio di Piombino e Monte Massoncello

Padule Orti Bottagone

Bandite di Follonica

Monte Capannello e Zone umide di Mola e Schiopparello

Monte Capannello e Promontorio dell'Enfola

Cerboli e Palmaiola

Isola di Gorgona

Isola di Capraia

Isola di Pianosa

Isola di Montecristo

I parchi: Poggetti, Monti livornesi, Oasi della Contessa, Macchia della Magona, Parco archeologico minerario di San Silvestro,Rifugio faunistico Padule di Bolgheri, Parco del Fiume Cecina, Parco archeologico di Baratti e Populonia, Parco di Montioni, Oasi Orti Bottagone, Parco della Sterpaia, Il parco minerario di Rio Marina.

Le aree protette marine di Capraia, Gorgona, Montecristo, Pianosa e quelle antistanti la scogliera di Calafuria, Baratti a Salivoli, Pomonte, Promontorio di Capoliveri , Palmaiola e Cerboli, promontorio dell'Enfola.

Le praterie di Posidonia risultanti dagli studi specifici.

Le aree dunali: spiagge bianche di Rosignano Solvay, tra podere Terra Nuova/ la Torraccia e San Vincenzo, tra San Vincenzo e Punta del Tesorino, golfo di Baratti, tra Follonica e Piombino, golfo di Marina di Campo.

La copertura forestale e le pinete costiere come risultante dalle carte del documento dello Statuto.

Il viale dei Cipressi di Bolgheri.

I corsi d'acqua elencati nel documento di piano.

Costituiscono altres&igrave invarianti strutturali i corridoi visivi individuati nella carta dei valori paesaggistici del territorio provinciale, le vie panoramiche e i siti paesaggistici contenenti connotati identitari del paesaggio provinciale.

Del sistema insediativo costituiscono invarianti strutturali le aree di discontinuità insediativa quale valore percettivo e di indicatore della qualità urbana.

A questo sistema appartengono inoltre:

La scogliera del Romito, il parco della Vecchia Aurelia tra Antignano e Castiglioncello, nei tratti non urbanizzati tra Cecina e San Vincenzo, il viale della Principessa fino a Fiorentina, il Parco di Rimigliano.

La rete delle via d'acqua del sistema umido della pianura settentrionale e quella del sistema umido della pianura meridionale.

La qualità batteriologica delle acque di balneazione.

I bacini idrografici del sottosuolo.

Sono parte integrante la rete ecologica, le stazioni di rilevamento delle specie e degli habitat, individuati nel progetto RE.NA.TO.

Sono inoltre invarianti strutturali provinciali riferite al patrimonio protetto quelle costituenti l'ossatura primaria su cui il disegno di piano fonda la sostenibilità delle politiche di governo.

Le norme statutarie del paesaggio contenute nell'apposita disciplina (cui si rinvia) recano l'indentificazione geografica delle caratteristiche prestazionali delle invarianti definite a livello di pianificazione territoriale provinciale (PTC):

1 Identità geomorfologica e naturale.

Identifica la Relazione morfologica ed ecosistemica tra i rilievi e le vallecole perpendicolari alla linea di costa, il sistema costiero dell'ambito dunale, spiagge ed affioramenti rocciosi e la pianura bonificata.

2 Identità della matrice e permanenza degli elementi di differenziazione

Identifica la Relazione ecosistemica e funzionale tra aree boscate, aree agricole intercluse e margini arbustati.

3 La matrice biopermeabile della visività paesistica

Identifica il ruolo funzionale nella connessione tra costa ed entroterra.La relazione ecosistemica e funzionale tra la costa e le aree boscate dell'entroterra, con valore di potenziamento del sistema di connessione ecologica e paesaggistica quale caratterizzazione e specificità della struttura territoriale provinciale disposta parallelamente

alla linea di costa.

4 Identità culturale della pianura

intesa come coerenza morfologica e funzionale della tessitura dei paesaggi agrari planiziali di bonifica:

Identifica la Relazione morfologica e funzionale tra il reticolo dei canali irrigui e la tessitura del paesaggio agrario.

5 Identità culturale della collina

intesa come coerenza morfologica e funzionale dei paesaggi agrari collinari con sistemazioni idrauliche ed insediamento aggregato.

Identifica la Relazione morfologica e funzionale delle residuali colture arborate su terrazzamento in relazione ai nuclei urbani minori.

6 Identità degli insediamenti aggregati in contiguità con la permanenza di articolati mosaici agrari e forestali

Identifica la Relazione morfologica e funzionale degli elementi di caratterizzazione dei borghi pedemontani, dei centri di pianura e del sistema degli appoderamenti, in relazione al contesto paesaggistico.

7 Identità tipologica ed integrità funzionale del reticolo viario storico e dei relativi caratteri visuali.

Identifica la Relazione funzionale e di fruizione del territorio utile a garantire l'accessibilità e la fruizione delle risorse attraverso il sistema delle strade storiche di rilievo storico-culturale e di pregio paesaggistico e panoramico, compresi i collegamenti veloci (Aurelia, autostrada, ferrovia) e la rete minore, e ne determina il grado percettivo.

8 Identità delle aree di relazione tra paesaggi protetti.

Identifica la Relazione funzionale e verifica delle potenzialità del sistema connettivo di reticolarità ecologica attraverso il potenziamento di elementi ecosistemici minori (rete dei fossi, residuali di vegetazione riparia, filari alberati, etc) del paesaggio ordinario.

9 Identità dei contesti di diretta pertinenza dei beni culturali soggetti a tutela

Identifica la relazione funzionale e verifica la sussistenza di elementi di connessione tra i beni d'interesse storico culturale vincolati ed i contesti paesaggistici ordinari.