Disciplina del PTCP

Art. 77 Gli obiettivi indirizzi e prestazioni generali

I boschi sono individuati in apposito elaborato cartografico sulla copertura vegetale per i quali valgono le disposizioni della L.R.. 39/2000, come modificata dalla L.R. 1/2003, e dello specifico regolamento.

Parimenti vengono salvaguardati, ancorché non identificati in appositi elaborati, gli arbusteti e le siepi devono garantire un alto livello di diversità floristica e faunistica e la permeabilità del sistema a livello di specie e di habitat, nonché una loro diffusione tra aree boscate ed aree aperte.

Le radure, le garighe e le praterie naturali o seminaturali, devono mantenere la caratteristica degli spazi aperti.

La presenza di vegetazione acquatica e ripariale tipica dei sistemi fluviali deve garantire l'efficienza di scorrimento delle acque del corso fluviale e nelle zone umide non costituire impedimento alla naturale fomazione di specchi acquei.

Le aree boscate individuate nel PTC sono implementate dai Comuni con la verifica degli usi del suolo annessa ai quadri conoscitivi dei propri strumenti urbanistici. Il PTC assume la verifica di dettaglio effettuata dai Comuni come implementazione del proprio quadro conoscitivo.

Per favorire attività agricole di qualità in ambiti determinati, possono essere predisposti specifici piani delle funzioni con la previsione di recupero alle attività agricole di aree abbandonate al ciclo naturale e, quindi, classificabili come boschi di ritorno, previa dimostrazione della qualità agropedologica dei suoli, della preesistenza di sistemazioni agrarie, della compensazione con nuovi impianti boschivi anche in sistemi territoriali diversi.

In associazione alle pratiche di intervento per il miglioramento paesaggistico dei sistemi insediativi e delle campagne, il PTC promuove il principio essenziale di piantare alberi secondo quantità e qualità paesaggisticamente rilevanti e significative, definite attraverso idonei progetti e programmi di attuazione degli stessi, secondo una mirata pianificazione di coordinamento delle entità spaziali, temporali ed economiche dei singoli interventi. La predisposizione di un progetto e programma strategico di equipaggiamento vegetale del paesaggio su base provinciale, con appropriati collegamenti alla programmazione economica può costituire uno strumento di coordinamento delle diverse azioni che gli enti effettuano sul territorio per le loro specifiche competenze (strade, fiumi, impianti tecnologici, opere idrauliche, attrezzature generali, eccetera) con potenziali ricadute di grande rilievo sulla qualità delle opere e di quella paesaggistica del territorio provinciale.

Si indicano obiettivi specifici

  • - protezione, integrazione e potenziamento dei sistemi vegetati di margine per la funzione ecologica e paesaggistica di protezione lungo le infrastrutture, per il mantenimento della partizione della tessitura agraria storica e per la garanzia di una capillare rete connettiva per lo spostamento della fauna selvatica;
  • - protezione, conservazione e incremento qualitativo e quantitativo delle formazioni vegetali ripariali, anche con opere di forestazione naturalistica che possono concorrere alla realizzazione di fasce tampone per la protezione delle acque superficiali dagli agenti inquinanti rilasciati dalle colture agrarie e dalle aree produttive limitrofe ai corsi d'acqua;
  • - In considerazione del valore ecologico di prati pascolo, erbari ed incolti, si auspicano interventi programmati di sfalci, potature e lavorazione dei terreni per limitare l'interferenza con le stagioni riproduttive ed avviare ad una conduzione rispettosa dei cicli biologici, per il mantenimento di un alto grado di biodiversità e di qualità paesaggistico-ambientale.

La Provincia assume, mediante integrazione del Regolamento previsto dall'art. 37, i seguenti criteri per la gestione della vegetazione ripariale del reticolo idrografico minore.

La tutela della rete idrografica si attua mediante la conservazione della vegetazione di sponda, la riduzione delle azioni di manutenzione non selettive sulla flora e sulla fauna (scavi e sfalci meccanici attuati in periodi riproduttivi o di letargo, asportazione di specie vegetali rare assieme alle invadenti, ecc.) ed anche con la conservazione di una minima portata di acqua in tutte le stagioni (predisponendo eventuali piccoli bacini di accumulo in estate); in particolare il controllo e la riduzione della captazione di acqua è fondamentale per il mantenimento di una "portata minima vitale".

Ai fini di una più ampia e integrata tutela ambientale occorre vietare l'abbattimento e l'espianto dei boschi riparali e in genere della vegetazione igrofila nelle aree di pertinenza fluviale, salvo che per comprovate ragioni fitosanitarie tali da compromettere la stabilità idraulica delle opere e dei manufatti, come arginature , briglie, ponti ecc.".

Recependo quanto indicato dalla Del.C.R. 155/1997, nella progettazione degli interventi lungo i corsi d'acqua dovrà assumersi quale aspetto vincolante la conservazione delle caratteristiche di naturalità dell'alveo fluviale, degli ecosistemi e delle fasce verdi ripariali, il rispetto delle aree di naturale espansione e relative zone umide collegate. A tal fine occorre limitare gli abbattimenti soltanto agli esemplari di alto fusto morti, pericolanti, debolmente radicati, che potrebbero costituire un potenziale pericolo in quanto facilmente scalzabili e asportabili in caso di piena. I tagli di vegetazione in alveo devono essere effettuati preferibilmente nel periodo tardo-autunnale ed invernale, escludendo tassativamente il periodo marzo-giugno in cui è massimo il danno all'avifauna nidificante e all'ecosistema fluviale.

Occorre vietare la modifica o la manomissione degli alvei, se non per la regolazione del regime idrico. L'alveo dei corpi d'acqua dovrà essere mantenuto in condizioni di efficienza idraulica o ripristinato garantendo sempre la sezione naturale.

Gli argini del reticolo devono essere conservati e mantenuti in quanto parti integranti del sistema sia per i suoi aspetti idraulici sia perché costituiscono un insieme di valore paesaggistico e insediativo; deve essere perseguito il ripristino delle condizioni ambientali e paesaggistiche in presenza di situazioni di degrado e di alterazione.