Disciplina del PTCP

Art. 81 Criteri per l'utilizzazione della risorsa "città e sistema degli insediamenti"

Il PTC individua i seguenti criteri per l'uso della risorsa città e sistema degli insediamenti:

  • - subordinare ogni previsione di nuova edificazione, di ristrutturazione urbanistica ed edilizia al rispetto di predeterminati requisiti di qualità urbana, ambientale, edilizia e di dotazione di servizi determinati attraverso processi di valutazione che considerino gli effetti a carico di tutte le risorse essenziali ed in particolare:
    • * alla individuazione delle esigenze di riqualificazione e/o di superamento di situazioni di degrado, fra quelle accertate dagli strumenti di pianificazione o dagli atti di governo del territorio, che esse devono concorrere a risolvere e superare;
    • * alla adeguata dotazione di servizi pubblici e di pubblico interesse, di infrastrutture e di sistemi idonei al trasporto pubblico di persone o merci;
    • * alla definizione di stabili confini fra il territorio edificato e quello rurale, salvaguardando e valorizzando gli spazi liberi contigui agli insediamenti esistenti;
    • * al rispetto dei valori territoriali, paesaggistici, urbanistici e edilizi riconosciuti mediante l'adozione modalità progettuali coerenti con il contesto nel quale vengono realizzate;
    • * all'uso di modalità e tipologie insediative che consentano risparmi nel consumo di suolo, il contenimento dell'impermeabilizzazione del suolo, la ricostituzione e la tutela delle riserve idriche e di tecnologie e di criteri progettuali che favoriscano il risparmio energetico, l'uso di energie rinnovabili, il risparmio di risorse idriche;
    • * al potenziamento del trasporto pubblico e del trasporto privato alternativo a quello privato motorizzato, perseguendo il corretto equilibrio e l'integrazione tra le diverse componenti modali;
    • * al rispetto ed al rafforzamento della funzionalità della struttura policentrica del sistema insediativo, evitando l'attivazione di nuove polarità alternative e concorrenti e attivando, ai sensi dell'articolo 48, comma 4, lettera a) della L.R. 1/2005 e dell'art. 12 comma 2 della disciplina del PIT, ogni possibile pratica di concertazione fra le amministrazioni interessate per ottimizzare su scala sovracomunale la pianificazione e la localizzazione degli interventi di trasformazione territoriale, anche attivando opportune modalità di perequazione compensativa fra i comuni interessati;
    • * alla promozione, negli interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, della contemporanea presenza delle diverse tipologie abitative (in proprietà, destinate alla locazione, di edilizia residenziale sociale), ove possibile anche a livello di edificio, quale fattore sostanziale per assicurare la coesione sociale;
    • * alla promozione del recupero urbanistico degli agglomerati cresciuti in modo non strutturato e disperso, dotandoli di una di una identità propria e collettiva e di adeguati servizi, tutelando gli spazi residui prevedendo, ove necessario l'attivazione di interventi di trasformazione e ristrutturazione urbana;
    • * alla assunzione per gli interventi di trasformazione e di espansione del tessuto urbano l'uso di forme attuative in grado stabilire un forte raccordo fra l'interesse pubblico - rappresentato dalla inderogabile esigenza di tutelare e rafforzare gli elementi di qualità degli insediamenti - e quello privato, quali i Piani complessi di intervento, i Programmi Complessi di Riqualificazione insediativa, ed alla applicazione dei principi della perequazione urbanistica;
    • * all'implementazione del patrimonio di verde pubblico ed im particolare arboreo per concorrere alla mitigazione degli effetti indotti dalla antropizzazione urbana;
    • * alla realizzazione, nelle aree per insediamenti produttivi, di adeguate fasce di rispetto con l'intorno, mediante la conservazione ed il potenziamento della vegetazione di margine esistente, o di nuovo impianto al fine di contribuire a contenere la diffusione di polveri e rumori e gli impatti visivi, evitando, comunque, di determinare situazioni di conflitto attraverso una impropria utilizzazione del suolo contermine;
    • * al recupero delle strutture rurali, anche ad uso ricettivo, con la conservazione dei caratteri e degli elementi architettonici di pregio, nonché delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno, perseguendo la ricomposizione paesaggistica originaria, assumendo la permanenza dei manufatti originari quale elemento di riferimento per le attività edificatorie e di sistemazione degli spazi di pertinenza;
    • * alla previsione, nei piani attuativi e di recupero e negli interventi diretti del mantenimento e del recupero delle tessiture storiche e delle trame interpoderali ai fini del controllo della forma del costruito in relazione all'area di pertinenza, alla conservazione della vegetazione esistente ed al potenziamento dei corridoi di connessione vegetale, attraverso l'impianto di nuove alberature;
    • subordinare, inoltre, ogni previsione di nuova edificazione:
    • * alla dimostrata sussistenza di ulteriori e specifiche esigenze edificatorie ed alla pertinenza delle localizzazioni scelte in termini di minor consumo di risorse territoriali ed ambientali, di massima accessibilità e contributo al superamento di situazioni di degrado;
    • * alla accertamento documentato, anche attraverso procedure di pubblico avviso, che non sussistono alternative di riutilizzazione e di riorganizzazione degli insediamenti esistenti;
    • * al superamento delle tipologie insediative monofunzionali riferibili alle lottizzazioni a scopo edificatorio destinate alla residenza urbana, non solo negli ambiti o contesti territoriali riferibili al "patrimonio collinare" od al "patrimonio costiero" cos&igrave come definiti dagli articoli 20 e 26 della Disciplina del PIT, ma sull'intero territorio;