Disciplina del PTCP

Art. 83 Criteri per la definizione coordinata degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio.

Al fine di conseguire gli obiettivi prestazionali indicati all'articolo 35 per la "la rete dei luoghi e degli spazi della collettività", il PTC ed in particolare per:

  • - rappresentare omogeneamente le scelte programmatiche che ciascun Comune, nella sua autonoma competenza, assumerà per concorrere alla definizione della "rete dei luoghi degli spazi della collettività", attraverso l'integrazione di una pluralità di attrezzature e servizi in grado di generare nuove sinergie e opportunità di crescita e di coesione sociale e promuovere e valorizzare fattori costitutivi della cittadinanza attiva e della qualità della vita collettiva;
  • - individuare, a scala territoriale e locale, le possibili sinergie operative fra soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di interesse pubblico, orientare ed indirizzare le diverse competenze settoriali che incidono sui livelli di qualità degli insediamenti verso obiettivi comuni e condivisi, attivare processi di semplificazione;
  • - permettere una conoscenza raffrontabile delle diverse situazioni territoriali, degli elementi di forza e di degrado presenti negli insediamenti;
  • - costituire una base raffrontabile a scala territoriale di criteri per la valutazione preventiva della sostenibilità degli atti di governo del territorio e di verifica degli effetti indotti dal governo del territorio.

Stabilisce i seguenti criteri.

A. Criteri per l'individuazione degli ambiti di riferimento per determinare la consistenza e la funzionalità delle componenti che determinano la qualità degli insediamenti. Le Unità Minime di Intervento.

Per le motivazioni espresse nel documento di piano del PTC, ed in relazione a quanto previsto dalla L.R. n. 1/2005, i comuni assumono, per la formazione degli strumenti della pianificazione, degli atti di governo del territorio nonché per gli atti amministrativi incidenti sulla risorsa "città e sistema degli insediamenti", le Unità Minime d'Intervento (UMI) non superiori a 50 Ha. quale base conoscitiva e programmatica, oltre che per assolvere a quanto previsto dall'art. 58 della L.R. n. 12005, anche al fine di:

  • - determinare la funzionalità e la qualità degli insediamenti, in relazione agli elementi previsti dall'art. 37, comma 2 punti a e b, della L.R. n. 1/2005;
  • - determinare la sussistenza delle quantità minime inderogabili previste dal DM. 1444/68 o definite dal comune;
  • - individuare le aree di degrado urbanistico, ambientale, funzionale e socioeconomico;
  • - concorrere alla individuazione delle unità territoriali organiche elementari ai fini della equilibrata distribuzione territoriale delle dotazioni necessarie a garantire la qualità dello sviluppo territoriale;
  • - determinare le dimensioni massime sostenibili per le diverse tipologie di funzioni;
  • - stabilire le regole per i mutamenti di destinazione d'uso in caso di incompatibilità con altre funzioni insediate;
  • - determinare esplicitamente le modalità con le quali i nuovi insediamenti e gli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi devono concorrere alla riqualificazione degli insediamenti esistenti ed alla prevenzione e recupero del degrado ambientale e funzionale;
  • - documentare il rispetto di quanto prescritto dall'art 3 -commi 3,4 e 5 - della L.R.. n. 1/2005;
  • - concorrere alla definizione dei contenuti e del dimensionamento del quadro previsionale strategico e dei contenuti da mettere a base di un eventuale "pubblico avviso", preliminarmente alla definizione del R.U..
  • - concorrere a determinare i contenuti del "Piano di indirizzo e di regolazione degli orari;
  • - concorrere alla implementazione la rete dei luoghi e degli spazi della collettività a scala sovracomunale e provinciale.

B. Criteri per il rilevamento omogeneo delle attività e dei servizi pubblici e privati incidenti sulla qualità di vita di vita e degli insediamenti delle loro caratteristiche funzionali e delle attività presenti negli insediamenti.

Allo scopo di individuare e qualificare le funzioni e servizi, pubblici e privati, di utilità generale presenti sul territorio comunale alle diverse scale di incidenza - di vicinato, di quartiere, urbane, comunali, sovracomunali, di area vasta - ed in particolare per:

  • - verificarne l'adeguatezza in termini di localizzazione e funzionalità in relazione al soddisfacimento del principio di equità che presuppone la possibilità, per tutti gli utenti interessati, di fruire dello stesso grado di accessibilità alle diverse tipologie di servizi, determinando gli ambiti di servizio, ottimali ed effettivi, che essi determinano;
  • - individuare possibili sinergie ed opportunità per riequilibrare, ove occorra, la distribuzione territoriale dei servizi, per determinare attraverso la loro aggregazione centralità alle diverse scale territoriali, per conseguire economie gestionali e ridurre la mobilità indotta;
  • - individuare le situazioni di degrado indotte su gli insediamenti con particolare riferimento:

* a quanto prescritto dall'art 13 del PIT in relazione i carichi indotti dal turismo e dalla concentrazione di attività terziarie ad esso connesse in modo diretto e indiretto;

* a quanto prescritto dall'art 15 del PIT circa aree da ritenere sature rispetto alla possibilità di introdurre ulteriori medie e grandi strutture di vendita;

* alla insufficiente dotazione di aree di parcheggio pertinenziali e/o di relazione privati o pubblici dei centri erogatori di servizi;

* ai volume di traffico aggiuntivo indotto ed alle conseguenti emissioni inquinanti ed acustiche;

* ad altre carenze emergenti in relazione a quanto previsto dall'articolo 3, comma 5 della L.R. n. 1/2005;

Gli strumenti della pianificazione comunale provvedono alla rilevazione:

  • - dei punti di servizio rilevanti ai fini della individuazione della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" presenti sul territorio comunale;
  • - delle funzioni di interesse collettivo e di servizio individuate fra le opere di urbanizzazione primarie e secondaria di cui all'articolo 37;
  • - dei servizi pubblici e privati di utilità generale ed in particolare ai servizi ospedalieri e sanitari, di assistenza socio sanitaria, per la istruzione di base e superiore, della pubblica amministrazione, per attività sociali, culturali, sportive, ricreative, per il culto e cimiteriali, di informazione ed accoglienza turistica, e stazioni e le fermate del sistema dei trasporti, punti per l'accesso assistito ai servizi e a Internet, ecc.;
  • - le strutture turistico ricettive alberghiere ed extra alberghiere come definite dalla L.R. 42/2000 e sue successive modificazioni;
  • - le strutture ed i luoghi, cos&igrave come definiti dalla L.R. 28/2005, destinati al commercio al dettaglio in sede fissa (esercizi di vicinato, medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita, centri commerciali, empori polifunzionali), nonché i luoghi del commercio ed i centri commerciali naturali, gli spazi destinati al commercio su aree pubbliche;
  • - i poli urbani con bacino di utenza rilevante, in quanto presenti sul territorio comunale, cos&igrave come elencati dall'art. 8 del Regolamento DPGR 9 febbraio 2007, n. 2/R;
  • - il sistema del verde cos&igrave come definito dagli artt. 11. 12, 13, 14 del Regolamento DPGR 9 febbraio 2007, n. 2/R "Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti" includendo anche le piazze, i giardini e le zone pedonali.

Provvedono, inoltre:

  • - a rilevare gli elementi che qualificano le attività individuate con i dati rilevanti per la tipologia del servizio quali:
  • - la sua classificazione funzionale (di vicinato, di quartiere, urbano, territoriale) e la sua incidenza sui tempi della città in termini di frequenza di accesso da parte degli utenti;
  • - l'utenza potenziale ed effettiva del centro ed il numero di addetti;
  • - il bacino d'utenza inteso come l'area nella quale sono insediati gli utenti

effettivi e l'eventuale delimitazione dell'ambito amministrativo di competenza

operativa del centro di servizio;

  • - la tipologia degli utenti con particolare riferimento caratteristiche ritenute

maggiormente rilevanti dal punto di vista delle scelte localizzative, quali ad

esempio il grado di mobilità dell'utenza e la frequenza di utilizzo;

  • - la possibilità di accesso telematico al servizio;
  • - a caratterizzare sotto il profilo tipologico e funzionale le strutture che ospitano

le attività rilevate al fine di valutarne l'adeguatezza funzionale e dimensionale

in relazione al servizio al quale è adibita, quali:

  • - la tipologia dell'immobile (immobile destinato esclusivamente al servizio, parte di immobile destinato anche altri servizi, parte di immobile destinato a residenza, in proprietà o in affitto);
  • - dati dimensionali, stato di consistenza, stato di uso e di conservazione, presenza di vincoli architettonici e/o ambientali, adeguatezza alle norme, la presenza di spazi accessori, ( servizi accessori, spazi verdi, parcheggi pertinenziali e a servizio specifico dell'utenza);
  • - l'insieme delle attività presenti e le loro eventuali interazioni;
  • - le informazioni relative al contesto insediativo, alle condizioni ambientali, alla compatibilità funzionale e all' accessibilità, rilevando le eventuali criticità rispetto al contesto, disfunzioni e difficoltà che emergono dalla gestione del servizio, necessità di interventi;
  • - l'adeguatezza rispetto al contenimento dei consumi energetici e idrici ed alla effettuazione della raccolta differenziata.

C. Criteri per il rilevamento omogeneo degli elementi relativi alla mobilità ed accessibilità.

Allo scopo di pervenire ad una conoscenza omogenea della effettiva consistenza e funzionalità delle diverse componenti direttamente incidenti sugli insediamenti e sulla mobilità interna ad essi, ed in particolare per:

  • - individuare il patrimonio di sedi viarie comunali e la sua destinazione e funzione, nonché delle aree adibite alle diverse tipologie di sosta dei veicoli, in relazione alla definizione di politiche di mobilità alternativa e di controllo della sosta;
  • - individuare spazi ed ambiti da riservare ad aree pedonali, piste ciclabili, corsie

protette per i servizi di trasporto pubblico;

  • - garantire sulla viabilità esistente condizioni di funzionalità, sicurezza e fluidità del traffico anche per il contenimento dell'inquinamento atmosferico e del rumore;
  • - consentire la individuazione di percorsi ottimali per l'accesso ai servizi ed alle funzioni a scala territoriale anche attraverso l'uso integrato di varie forme di mobilità;
  • - evidenziare situazioni sovracomunali che rendono opportuna la elaborazione di un piano urbano della mobilità.

gli strumenti della pianificazione comunale provvedono alla individuazione:

  • - delle componenti previste dall'articolo 10 , commi 1e 2, del Regolamento regionale "disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti n. 2/R del 9 febbraio 2007, ed alla classificazione della sedi destinate alla mobilità urbana, secondo le norme del codice della strada, in:
  • - strade urbane di scorrimento;
  • - strade urbane di quartiere;
  • - strade locali;
  • - strade vicinali;
  • - piste ciclabili;
  • - zone pedonalizzate.
  • - delle aree di sosta e di parcheggio articolate secondo quanto previsto dall'articolo 10, comma 3, del Regolamento regionale "disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti n. 2/R del 9 febbraio 2007, specificando:
  • - i parcheggi pubblici ricavati con il parziale utilizzo di preesistenti sedi stradali o piazze e quelli realizzati in sede propria adeguatamente separata dalla viabilità di scorrimento;
  • - la quantità di parcheggi pubblici riservata ad uso esclusivo dei residenti o di specifiche funzioni e servizi;
  • - la quantità di parcheggi pubblici che suppliscono alla carenza di parcheggi pertinenziali e di relazione individuata attraverso il rilevamento dei servizi, pubblici e privati, che svolgono funzioni di interesse pubblico di cui al precedente punto B.

D. Criteri per il rilevamento omogeneo degli elementi relativi sistema del verde.

Allo scopo di individuare e qualificare del sistema del verde negli insediamenti finalizzato a:

  • - mantenere ed incrementare l'insieme delle componenti vegetali interne e limitrofe agli insediamenti;
  • - conservare ed attivare connessioni fra le aree verdi esistenti o di progetto;
  • - valorizzare le aree agricole residuali e gli spazi verdi adiacenti agli insediamenti per determinare stabili confini dell'edificato ed incrementarne la qualità e concorrere alla tutela e riconoscibilità paesaggistica degli insediamenti stessi;
  • - costituire una adeguata dotazione di spazi per il tempo libero, le attività sportive, il gioco, le relazioni e gli intrattenimenti spettacoli all'aperto;
  • - concorrere alla qualificazione degli spazi urbani con adeguate forme di arredo.

Gli strumenti della pianificazione comunale provvedono alla individuazione delle diverse componenti del sistema del verde secondo quanto previsto dagli articoli da 11 a 15 del Regolamento regionale "disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti n. 2/R del 9 febbraio 2007", classificandoli funzionalmente in:

  • - aree a verde urbano pubblico;
  • - aree a verde urbano privato e spazi verdi non accessibili;
  • - verde di connettività urbana, quali:
  • - fasce di continuità;
  • - vie d'acqua;
  • - strade parco realizzate con criteri di architettura paesaggistica;
  • - aree non edificate ed aree agricole residuali di margine urbano;
  • - collegamenti pedonali o ciclabili in sede propria;
  • - aree a verde attrezzate per:
  • - attività sportive libere e legate al tempo libero;
  • - spettacoli all'aperto;
  • - intrattenimento e gioco dei ragazzi;
  • - verde di arredo.

Il Regolamento previsto dall'articolo 10 punto A. della presente disciplina, in relazione ai suddetti criteri, definisce:

  • - le modalità operative per la suddivisione dei centri abitati in Unità Minime di Intervento;
  • - le modalità operative per determinare agli ambiti di influenza effettiva e ottimale che caratterizzano i diversi centri di erogazione di servizi e le diverse funzioni;
  • - le schede per il rilevamento degli elementi di cui ai precedenti punti B, C e D e le modalità per la loro organizzazione come basi tematiche del quadro conoscitivo per il governo del territorio provinciale di cui all'articolo 7 della presente disciplina.