Disciplina del PTCP

Art. 84 Criteri per la definizione coordinata degli interventi sulla mobilità urbana ed il traffico.

Il PTC ritiene fondamentale la definizione di Piani urbani della mobilità e del traffico (PUMT) a scala sovracomunale basati su criteri e condivisi, al fine di definire progetti integrati e interventi sistematici per soddisfare i fabbisogni di mobilità con interventi idonei a contrastare le conseguenze negative sulle condizioni di salute dei cittadini e su tutti gli aspetti della vita civile e sociale derivanti dalla eccessiva presenza del traffico veicolare motorizzato nelle zone urbane, ed in particolare per:

  • - programmare e definire operativamente il sistema urbano della mobilità inteso come l'insieme organico degli interventi sulle infrastrutture viarie e di trasporto pubblico, sul sistema dei parcheggi, sul governo della domanda di trasporto, sul miglioramento del parco veicoli del TPL, sui sistemi di controllo e regolazione del traffico, sull'informazione all'utenza, sulla logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci in città;
  • - orientare la mobilità delle persone, al fine di un riequilibrio modale che favorisca l'uso del servizio pubblico e della mobilità non motorizzata;
  • - promuovere l'intermodalità nel trasporto merci e nella loro distribuzione nelle aree urbane;
  • - individuare i nodi intermodali del trasporto pubblico e realizzare interventi di potenziamento e riqualificazione;
  • - perseguire l'efficienza funzionale ed economica del sistema di trasporto pubblico;
  • - realizzare una adeguata disponibilità di infrastrutture per la sosta di interscambio tra le diverse modalità di trasporto;
  • - perseguire la riduzione degli inquinamenti acustici ed atmosferici e del consumo energetico;
  • - definire e coordinare la gestione delle risorse strutturali ed infrastrutturali esistenti;
  • - assicurare i necessari livelli di sicurezza agli utenti delle diverse modalità di trasporto;
  • - concorrere, per quanto di competenza, a concretizzare la rete dei luoghi e degli spazi della collettività ed a individuare le situazioni di incompatibilità funzionale presenti negli insediamenti;
  • - effettuare il monitoraggio del sistema della mobilità per la verifica degli effetti indotti e per una sempre più approfondita definizione delle scelte progettuali e gestionali.

Per la definizione dei PUMT si stabiliscono i seguenti criteri:

  • - assumere come riferimento nella progettazione degli interventi le diverse tipologie di utenza (residenti, pendolari, utilizzatori occasionali e turisti)
  • - predisporre, in corrispondenza dei principali accessi ai centri urbani e delle stazioni del servizio ferroviario e del trasporto pubblico a scala territoriale, la dotazione di spazi di parcheggio posti all'esterno della sede stradale con funzione di interscambio con i servizi di trasporto pubblico locale, o di mobilità pedonale e ciclabile, eventualmente differenziati con l'impiego di sistemi tariffari e di mezzi di trasporto collettivo che incentivino l'utilizzo dei parcheggi più esterni;
  • - favorire la mobilità ciclabile definendo una rete di percorsi ad essa dedicati caratterizzati da adeguata sicurezza di uso, dalla continuità sul territorio urbano e periurbano, dalla interconnessione con le principali funzioni e con i nodi di interscambio del trasporto pubblico locale;
  • - incrementare la rete dei percorsi dedicati ai pedoni, promuovendo l'accessibilità pedonale ai principali nodi di interscambio modale ed alla rete dei servizi di trasporto pubblico locale;
  • - prevedere nella localizzazione di funzioni pubbliche e private e di insediamenti residenziali, commerciali o produttivi che inducono rilevante traffico motorizzato, modalità di accesso ai parcheggi tali da non provocare effetti di rallentamento del traffico passante;
  • - aumentare la sicurezza della mobilità, per ridurre il numero degli incidenti;
  • - promuovere la conservazione all'uso pubblico e la valorizzazione delle strade vicinali.
  • - Il Piano Urbano della Mobilità e del Traffico è definito in stretta correlazione le finalità ed i criteri di cui all'art. 88 della presente disciplina.

PUMT è suddiviso in due parti, fra loro coordinate e coerenti.

La prima parte ha la funzione di strumento di programmazione di medio-lungo periodo che persegue l'obiettivo di individuare e progettare un insieme organico di interventi strutturali sui diversi aspetti della mobilità, strettamente integrato con gli assetti territoriali definiti dai PS e dai RU, ricercando, i necessari raccordi a scala provinciale e sovracomunale.

Questa parte, pertanto, costituisce atto di governo del territorio ai sensi e per gli effetti dell'art. 10 della L.R. 1/2005.

La seconda parte, definita di norma a scala comunale, costituisce lo strumento gestionale operativo per determinare gli interventi e le misure di breve periodo finalizzate alla gestione ottimale del patrimonio strutturale ed infrastrutturale esistente ed è finalizzata a:

  • - definire interventi per la moderazione della velocità, per il miglioramento della sicurezza della circolazione e la qualità urbana con l'individuazione un sistema di zone (a traffico ordinario, limitato e/o moderato) anche al fine di consentire la realizzazione di nuove aree, vie e piazze pedonalizzate;
  • - migliorare la sicurezza della circolazione attraverso la riorganizzazione e la gerarchizzazione della viabilità urbana con interventi sullo schema attuale della circolazione e per la razionalizzazione delle intersezioni, l'estensione di sensi unici di marcia veicolare e l'incremento di spazi per la sosta veicolare;
  • - regolamentare il sistema della sosta secondo criteri, anche tariffari, che favoriscano l'uso di mobilità alternative;
  • - migliorare il sistema del trasporto pubblico/collettivo individuando linee di forza salvaguardate;
  • - ridurre l'inquinamento atmosferico ed acustico legato al traffico ed a favorire il risparmio energetico;
  • - definire i Piani di azione comunale finalizzati al contenimento dell'inquinamento atmosferico indotto dal traffico.