Disciplina del PTCP

Art. 13 La cooperazione istituzionale.

Il PTC individua nella cooperazione attiva fra i livelli istituzionali lo strumento operativo più idoneo per:

  • - valorizzare le risorse locali attraverso processi di governo che tengano conto della complessità insita nel territorio, per individuare obiettivi e strategie di sviluppo sostenibile efficaci perché in grado di porre sinergicamente in sintonia le scelte locali fra loro e con i molteplici fattori non gestibili alla scala territoriale e di competenze proprie delle singole amministrazioni;
  • - per assumere, alla opportuna scala territoriale, comportamenti omogenei, coerenti e condivisi idonei a contrastare efficacemente le posizioni di rendita, ad orientare e sostenere le iniziative, la progettualità e le capacità di innovazione del settore privato verso un uso delle risorse territoriali in stabile armonia con i livelli di qualità determinati dalle collettività interessate;
  • - per individuare ed attivare modalità e procedure di formazione, valutazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e degli atti di governo del territorio che permettano di ridurre i tempi decisionali, affermando in concreto i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

Al fine di garantirne il perseguimento degli obiettivi e delle priorità per lo sviluppo individuati dal PTC, la Provincia, in concomitanza della predisposizione del Piano di Azione di Sviluppo Locale promuove specifiche Conferenze di Concertazione volte alla determinazione delle modalità di concorrenza interistituzionale per il perseguimento degli obiettivi e per la definizione delle modalità di cofinanziamento degli interventi.

La Provincia, inoltre, ritiene opportuno predisporre con i Comuni, ed eventualmente con le Province limitrofe, specifiche intese previste al fine di predeterminare, in tempi brevi, linee di comportamento unitarie a scala territoriale per adeguare gli strumenti della pianificazione e gli atti di governo del territorio in relazione alla urgenza di contenere le pressioni in atto su specifici temi ed ambiti territoriali e per gli aspetti connessi a direttive e prescrizioni contenute nel PIT incidenti sugli strumenti della pianificazione provinciale e comunale, in particolare per:

  • - definire interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e di nuova edilizia per una nuova offerta di alloggi in regime di locazione al fine di individuare proposte la cui efficacia sia valutabile a livello sovracomunale per ottenere il previsto concorso finanziario della Regione (art. 6 del PIT);
  • - attivare modalità di cooperazione interistituzionale per la programmazione e realizzazione di interventi di mobilità intra ed inter-regionale (art. 8 del PIT);
  • - promuovere concertazioni con le amministrazioni interessate, ai fini dell'articolo 48, comma 4, lettera a, della L.R. 1/2005, per ottimizzare a scala sovracomunale la pianificazione e la localizzazione degli interventi di trasformazione territoriale, e per l'attivazione di opportune modalità di concertazione perequativa territoriale (artt. 12, 15 e 19 del PIT);
  • - ottenere il concorso finanziario eventualmente previsto da programmi e piani di settore regionali per il recupero di aree produttive manifatturiere dismesse e per il completamento di quelle esistenti, individuando proposte a scala sovracomunale (art. 19 del PIT)
  • - disincentivare, assumendo iniziative omogenee a scala territoriale, le aspettative e le conseguenti iniziative di valorizzazione finanziaria nel mercato immobiliare dei beni costituenti il "patrimonio collinare" (art. 21) ed il "patrimonio insulare e marino" e per definire criteri e tipologie progettuali idonei a garantire la tutela e la persistenza della qualità del patrimonio paesaggistico, la tutela ed il corretto uso delle risorse territoriali relativamente agli interventi nei due suddetti ambiti (art. 21 e 27 del PIT);
  • - attivare gli accordi di pianificazione tra Comuni per ottimizzare le scelte localizzative e per definire modalità di perequazione intercomunale negli ambiti sovracomunali e sovraprovinciali nei quali le indicazioni del PTC rendano necessario il ricorso a tale procedura per la realizzazione dei nuovi impegni di suolo si renda necessario per la tutela attiva delle risorse agroambientali, paesaggistiche nonché socioeconomiche della Toscana rurale (art. 23 del PIT).

Infine, la Provincia ritiene necessario definire, assieme ai Comuni, protocolli procedurali per la formazione, la valutazione, il monitoraggio e per la verifica, su basi unitarie e predefinite, degli strumenti di pianificazione ed atti di governo del territorio, costituendo in tal modo una comune base cognitiva idonea a:

  • - descrivere e quantificare con criteri esaustivi ed omogenei gli elementi che concorrono a dotare il territorio delle funzionalità e delle qualità che connotano la sostenibilità dello sviluppo, permettendo così di superare il principio di "conformità" come base per regolare le relazioni interstituzionali, sostituendolo con l'accertamento - in relazione alla base cognitiva concordemente assunta - della "coerenza" fra le reciproche opzioni statutarie e strategiche e della "congruità" della loro formulazione operativa;
  • - conservare il controllo effettivo del "sistema" governo del territorio e della evoluzione dei percorsi di sviluppo sostenibile attivati;
  • - ridurre i tempi di elaborazione e di approvazione degli strumenti e degli atti, individuando forme di collaborazione in itinere quale premessa alla autocertificazione di corrispondenza alle regole comunemente assunte da parte dei soggetti titolari degli strumenti ed atti.