Disciplina del PTCP

Art. 37.1 Il Sistema funzionale dell' agricoltura. Obiettivi prestazionali.

Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali:

  • - favorire gli investimenti in produzione di qualità e soprattutto quelle tese al recupero di produzioni colturali dismesse, in particolare nelle Isole, che costituiscono stimolo ad ulteriori coerenti investimenti e attivano processi di valorizzazione dei prodotti locali;
  • - limitare l'introduzione di funzioni in antitesi nel territorio rurale mediante destinazioni d'uso diverse dalla funzione agraria e favorendo il ruolo multifunzionale dell'imprenditore agricolo professionale con attività complementari a quella aziendale.
  • - riconoscere e valorizzare la connessione tra turismo e ruralità in specie nelle aree di produzioni di eccellenza (parte orientale dell'area livornese, val di Cecina, val di Cornia, isola d'Elba) favorendo la valorizzazione dei prodotti locali ed il recupero del patrimonio edilizio rurale esistente riconoscendo l'attività agrituristica come specificità del territorio agricolo;
  • - sostenere la presenza di produzioni di eccellenza attivando specifici filoni di ricerca e di marketing;
  • - favorire una gestione multifunzionale del territorio extraurbano;
  • - garantire la conservazione attiva del patrimonio paesaggistico di tutto il territorio rurale secondo i principi stabiliti negli obiettivi di qualità e dei valori del presente piano.
  • - ridurre la negatività dei processi di riconversione delle aree rurali verso funzioni sostitutive anche promuovendo il recupero agli usi agricoli delle aree sottoposte ad usi non rurali mediante il loro trasferimento in aree compatibili;
  • - contrastare processo di frammentazione fondiaria generato dalle posizioni di rendita e di valorizzazione connesse all'incremento di residenza turistica sconnessa dall'attività agricola;
  • - salvaguardare le risorse genetiche autoctone;
  • - favorire il ruolo di presidio ambientale della presenza umana nelle zone più marginali

La Provincia ritiene che un obiettivo primario del PTC sia quello di promuovere la definizione condivisa di criteri per la individuazione a livello comunale dell'articolazione che qualificano il territorio agricolo secondo quanto previsto dall'articolo 40 della L.R. n. 1/2005 e, quindi, per un omogeneo riconoscimento sul territorio provinciale:

  • - delle zone con esclusiva o prevalente funzione agricola articolate in sottozone che tengano conto anche della caratterizzazione sociale, ambientale e paesaggistica;
  • - degli specifici valori e peculiarità - di tipo imprenditoriale, paesaggistico e di assetto agrario storicizzato, sociale, boschivo e selviculturale, ecc. - che concorrono a qualificare determinati ambiti territoriali come zone ad esclusiva funzione agricola e, quindi, come risorsa essenziale del territorio, limitata e non riproducibile;
  • - delle aree rurali connotate da caratteristiche, in atto o potenziali, di residualità, evidenziano i fattori che ne determinano lo stato;
  • - della regolamentazione degli usi ricreativi e della disciplina dei veicoli a motore fuoristrada

Ai fini di quanto sopra la Provincia ritiene determinante la predisposizione dello specifico regolamento avente valore anche di Regolamento Forestale Provinciale, da redigersi in sintonia con le disposizioni e definizioni regionali, previsto all'articolo 10 della presente disciplina quale strumento idoneo a formulare, di concerto coi Comuni e le associazioni del settore, quale premessa alla definizione della disciplina attinente al dimensionamento dei Piani di Miglioramento Agricolo in relazione alla dimensione aziendale e alla collocazione nelle diverse tipologie di funzione delle aree agricole.

I parametri dimensionali terranno di conto delle tipologie produttive agricole articolate come segue:

  • - aree a prevalente indirizzo produttivo cerealicolo/foraggiero;
  • - aree a prevalente indirizzo orticolo e florovivaistico;
  • - aree a prevalente interesse selvicolturale;
  • - aree a prevalente indirizzo olivicolo, vitivinicolo, frutticolo.
  • - aree boscate a prevalente attività di raccolta dei prodotti senza modificazioni del soprasuolo e quelle soggette ad attività periodiche di ceduazione e taglio";

Tale articolazione sarà dettagliata, mediante una specifica ricognizione, per tener conto dello stato del territorio agricolo e delle diverse componenti funzionali individuate, con particolare riferimento alla individuazione delle:

  • - aree vocate alla conservazione degli assetti agrari storicizzati (appoderamenti, reticolo idraulico storico)
  • - connesse a specifiche filiere quali le strade del vino e zone di produzione dell'olio di qualità;
  • - vocate a produzioni tipiche locali e di eccellenza;
  • - strutture produttive connesse all'agricoltura e di trasformazione dei prodotti agricoli, ma prive di connotato aziendale agricolo;
  • - presenza, idoneità ed accessibilità di servizi all'agricoltura.

Il Regolamento conterrà, inoltre, la definizione di criteri per:

  • - la progettazione dell'edilizia rurale, e per il relativo dimensionamento connesso alle diverse tipologie di funzioni e la per la localizzazione in relazione alle dominanti morfologiche e vegetali ed alla presenza di corpi idrici
  • - specificare i caratteri di sostenibilità da garantire con gli interventi;
  • - definire le misure di salvaguardia dei caratteri storici originari quali il recupero e la conservazione funzionale di sistemazioni agrarie, di ciglionature, muri a secco, siepi o filari di alberature tradizionalmente utilizzate nell'agricoltura toscana;
  • - prevedere l'impiego di specifiche tecniche agronomiche e di ingegneria naturalistica in particolari situazioni orografiche;
  • - individuare le attività compatibili con gli obiettivi stabiliti dal presente piano al fine di salvaguardare ed incrementare il reddito dell' impresa agricola;
  • - contrastare e disincentivare la frammentazione aziendale e l'abbandono delle dotazioni patrimoniali immobiliari che favoriscono destinazioni d'uso concorrenziali al sistema agricolo.
  • - determinare forme di incentivo favorire processi di accorpamento funzionale e produttivo
  • - determinare la compatibilità con le funzioni agricole - e con le prescrizioni statutarie di qualità del paesaggio contenute nel PIT e nel presente piano - di impianti tecnologici, in particolare per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili eccedenti l'autoconsumo ;
  • - evitare forme di degrado relativamente agli effetti scenico-percettivi che caratterizzano il paesaggio e gli insediamenti rurali attraverso la definizione di specifiche prescrizioni da osservare nella definizione di piani attuativi (PMAA, Piani di Recupero) e degli interventi diretti (ampliamenti, nuove edificazioni):
  • - per il recupero delle tessiture storiche e delle trame interpoderali, per il controllo della forma del costruito in relazione all'area di pertinenza, per la conservazione della vegetazione esistente ed il potenziamento dei corridoi di connessione vegetale,
  • - per la conservazione dei caratteri architettonici delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno, dove la permanenza dei manufatti originari costituisca elemento di riferimento per le attività edificatorie e di sistemazione degli spazi di pertinenza;
  • - per incentivare il recupero delle strutture rurali anche ad uso ricettivo, con conservazione degli elementi architettonici di pregio e la ricomposizione paesaggistica originaria con particolari prescrizioni per la conservazione dei caratteri architettonici delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno.
  • - regolamentare gli usi del soprassuolo delle superfici agricole colonizzate e quelle soggette a processi di colonizzazione da arbusteti o da individui arborei.

Fino all'approvazione del Regolamento provinciale si applicano le disposizioni del Capo III del Titolo IV della L.R. n.1 del 2005 e relativo Regolamento di attuazione.