Disciplina del PTCP

Art. 69 Articolazione della risorsa (superficiale, sotterranea, marina)

Acque superficiali

Prevenire, ridurre l'inquinamento e risanare i corpi idrici.

Conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi.

Perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili.

Mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici nonché di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.

Obiettivo principale è il mantenimento della qualità delle acque che si ottiene attuando un monitoraggio continuo di verifica dei seguenti indicatori:

l'indice LIM (Livello di Inquinamento da Macrodescrittori) rappresenta la sintesi della qualità chimica e batteriologica del corso d'acqua.

l'indice IBE (Indice Biotico Esteso) rappresenta la qualità biologica.

l'indice SecA (Stato Ecologico Ambientale) costituisce lo stato ecologico, definito dal risultato peggiore tra LIM e IBE.

La classificazione delle acque superficiali si articola in 5 classi di qualità (1°cl.-qualità elevata; 2°cl.-qualità buona; 3°cl.-qualità sufficiente; 4°cl.-qualità scadente; 5°cl.-qualità pessima).

Valutare il buon funzionamento degli impianti di depurazione e degli scarichi in generale.

Acque marine

I litorali della Provincia di Livorno sono inseriti, in generale, tra quelli della zona b), caratterizzati da un discreto idrodinamismo e da condizioni oceanografiche favorevoli alla possibilità di mescolamento delle acque e di dispersione degli inquinanti definiti in:

  • - carico organico potenziale
  • - carichi trofici (contenuti di fosforo e azoto)

Lungo le coste toscane i parametri che determinano la qualità delle acque, relativamente alla balneazione, sono prevalentemente quelli batteriologici, che non hanno una vera rilevanza di tipo sanitario, ma servono per valutare la potenziale pericolosità delle acque per la salute pubblica, in quanto legati alla presenza di contaminazione civile e fecale delle acque.

Viene esaminata la situazione dei sedimenti, rappresentati dalla frazione pelitica, relativamente al loro chimismo (metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici).

Acque sotterranee

La valutazione dello stato ambientale dei corpi idrici sotterranei si basa su misure di tipo qualitativo (stato chimico) e di tipo quantitativo soprattutto degli acquiferi significativi della provincia di Livorno basandosi sulle 5 classi (0 impatto nullo con impronta idrochimica naturale,1 impatto antropico nullo, 2 impatto ridotto, 3 impatto significativo, 4 impatto rilevante) rilevando alcune criticità per la presenza di cloruri, boro, nitrati, ferro:

Acquifero del Cornia.

Acquifero di San Vincenzo.

Acquifero carbonatico dell'Elba.

Acquifero costiero tra il f. Fine e il f. Cecina.

Acquifero costiero tra il f. Cecina e San Vincenzo.

Art. 70 Gli obiettivi, indirizzi e prestazioni generali. Criteri

Elevare la qualità delle acque in generale e ridurre le pressioni sulla risorsa:

protezione ed il miglioramento ecologico e morfologico complessivo dei corsi d'acqua attraverso il recupero di spazi agli alvei, il ripristino di andamento meandrico, il rallentamento del deflusso delle acque ed il mantenimento dei livelli di deflusso minimo vitale.

Tutte le opere di ingegneria realizzate ai fini di messa in sicurezza di aree soggette ad esondazione devono essere realizzate mediante tecniche di ingegneria naturalistica secondo modalità idonee alla conduzione degli ecosistemi fluviali e ad un progressivo recupero di naturalità e di capacità di autoregolazione e protezione.

Tutte le nuove opere di regimazione idraulica (briglie, traverse, argini, difese spondali) previste per i corsi d'acqua saranno finalizzate al riassetto dell'equilibrio idrogeologico, al ripristino della funzionalità della rete del deflusso superficiale, alla messa in sicurezza dei manufatti e delle strutture, alla rinaturalizzazione spontanea, al miglioramento generale della qualità ecobiologica e al favorimento della fruizione pubblica. Le opere dovranno essere concepite privilegiando le tecniche costruttive proprie dell'ingegneria naturalistica.

Tutti gli interventi che coinvolgono parti di terreno agricolo dovranno essere volti al mantenimento dell'efficienza del sistema delle canalizzazioni, provvedendo in ogni caso al ripristino della loro funzionalità laddove questa risulti essere stata manomessa.

Elevare la qualità delle acque in generale e ridurre le pressioni sulla risorsa attraverso i seguenti criteri:

  • - protezione ed il miglioramento ecologico e morfologico complessivo dei corsi d'acqua attraverso il recupero di spazi agli alvei, il ripristino di andamento meandrico, il rallentamento del deflusso delle acque ed il mantenimento dei livelli di deflusso minimo vitale.

La Provincia ai fini del perseguimento degli obiettivi statutari della risorsa provvede ad emanare un regolamento che persegua la riduzione dei consumi, la tutela della risorsa, la prevenzione delle crisi idriche attraverso:

  • * la definizione di direttive omogenee in materia di rilascio di concessioni per l'utilizzo di acqua pubblica
  • * la definizione di criteri per la determinazione dei canoni
  • * la disciplina degli usi domestici delle acque sotterranee in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 96 comma 11 del Dlgs 152/2006.
  • * La definizione degli obblighi di installazione e manutenzione in regolare stato di funzionamento di idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d'acqua pubblica derivati, in corrispondenza dei punti di prelievo e, ove presente, di restituzione
  • * gli obblighi e le modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni dell'Autorità concedente per il loro successivo inoltro alla regione ed alle Autorità di bacino competenti.
  • * La definizione di criteri per la costituzione di riserve di acqua.
  • * La definizione di criteri per il riutilizzo delle acque

Assume definizioni per omogeneizzare l'interpretazione normativa sugli usi della risorsa idrica: domestico, irriguo,potabile, produzione di beni e servizi, civile, ittiogenico, idroelettrico.

Assume altres&igrave categorie d'uso specifiche.

Il Regolamento conterrà gli usi soggetti a provvedimento autorizzatorio, la disciplina degli emungimenti e la regolazione dei prelievi, disponendo prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative attraverso un piano di regolamentazione degli usi come contributo all'aggiornamento del quadro conoscitivo degli strumenti di pianificazione e programmazione di competenza.

La Provincia acquisisce le informazioni necessarie per affinare il bilancio idrico e verificare l'incidenza del sistema dei prelievi e delle restituzioni sui deficit quantitativi in atto e tutte le informazioni utili alla verifica dei volumi di prelievo concessi ed alla eventuale revisione dei parametri essenziali della derivazione per consentire la gestione dinamica del riparto della disponibilità idriche al verificarsi di fenomeni di crisi idrica.

Art. 71 Indirizzi e prescrizioni statutarie

Gli strumenti della pianificazione territoriale e gli atti di governo del territorio dei comuni valutano i fabbisogni per ogni intervento previsto suddivisi in idropotabili, civili, produttivi ed indicano le soluzioni proposte come risposta a tali fabbisogni, differenziate per tipologia, assumendo il principio che l'acqua è dedicata prevalentemente al consumo umano idropotabile. La verifica di disponibilità della risorsa idrica è effettuata presso la Provincia.

Al fine di incentivare il risparmio della risorsa destinata al consumo dei comparti agricolo ed industriale si dovrà tenere di conto:

  • a) Nella disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio, gli atti di governo del territorio prevedono la realizzazione di sistemi di accumulo di acqua meteorica, della relativa rete di distribuzione e dei conseguenti punti di presa per il successivo riutilizzo.
  • b) I comuni individuano le modalità d'intervento di trasformazione urbanistica ed edilizia per i quali è obbligatoria la realizzazione di sistemi di captazione filtro e accumulo di acque meteoriche da utilizzare a servizio di insediamenti produttivi per scopi diversi da quello potabile
  • c)La costituzione di riserve è obbligatoria, per gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia individuati dai Comuni, nelle aree in cui l'approvvigionamento idropotabile sia effettuato, anche in parte, mediante prelievo:

* da corpi idrici superficiali o sotterranei individuati quali corpi idrici a portata critica, a grave deficit di bilancio idrico o soggetti ad ingressione di acqua marina dal piano di tutela delle acque di cui all'articolo 121 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale) ovvero dalle autorità di bacino competenti;

* da corpi idrici ricadenti in zone vulnerabili da nitrati di origine agricola istituite ai sensi dell'articolo 92 del d.lgs. 152/2006;

* da acquiferi significativi classificati in stato di qualità ambientale scadente, cos&igrave come definito dal piano di tutela delle acque.

  • d) Il dimensionamento delle strutture di accumulo è valutato con riferimento alla massima superficie coperta dei fabbricati, tenuto conto della presenza di eventuali ulteriori aree scolanti.
  • e) Per l'allocazione delle strutture di accumulo finalizzate alla costituzione delle riserve si tiene conto della qualità dell'acqua che può essere raccolta e si privilegia la raccolta di quella proveniente dalle coperture.Serbatoi di acque di prima pioggia

La Provincia definisce il seguente criterio di lettura della vulnerabilità delle acque sotterranee:

suddivisione in categorie di vulnerabilità della falda in funzione della stratigrafia litologica del sottosuolo, gli acquiferi sotterranei, le aree di vulnerabilità della falda, le aree interessate da fenomeni d'inquinamento da nitrati nei tipi:

tipo 1

Sistemi acquiferi liberi in alluvioni da grossolane a medie, od in materiali fortemente alterati e/o risedimentati, privi di efficace protezione in superficie e, talora, soggiacenti ad agglomerati di centri di pericolo (urbanizzato).

Sistemi acquiferi liberi in complessi ghiaioso/sabbiosi, talvolta debolmente cementati, dotati di elevata permeabilità, con scarsa copertura di suolo attivo.

Sistemi acquiferi liberi in rocce prevalentemente carbonatiche e solfatiche fessurate, e più o meno carsificate, con soggiacenza notevole, forti acclività superficiali, scarsa copertura, in posizione plano-altimetrica tale da non essere in contatto con la rete idrografica principale.

tipo 2

Sistemi acquiferi liberi, semiconfinati o confinati, generalmente caratterizzati da notevole anisotropia ed eterogeneità, protetti in superficie da una copertura scarsamente permeabile, a tratti impermeabile.

Sistemi acquiferi liberi in rocce cristalline fratturate, con scarsa protezione di suolo e di insaturo, elevata capacità di ingestione, media capacità di flusso.

tipo 3

Sistemi acquiferi in complessi a granulometria media o medio-bassa, più o meno compattati o debolmente cementati, generalmente in posizione dominante rispetto alla rete idrografica, sovente poggianti su confinanti impermeabili. Le aree d'affioramento di questi complessi costituiscono sovente piccole unità prive di continuità con gli acquiferi maggiori.

Sistemi acquiferi in arenarie e complessi conglomeratico-arenacei, caratterizzati da vulnerabilità variabile da media a bassa, a seconda dello stato di fratturazione e della percentuale di materiali marnosi presenti.

tipo 4

Complessi flyschoidi argillo/marnosi e marnoso/arenacei, complessi epimetamorfici, con propagazione degli inquinanti, scarsa anche se variabile da membro a membro.

Argilloscisti, argille varicolori, argille più o meno sovraconsolidate e sabbiose, marne: gli inquinanti sversati, in funzione dell'acclività della superficie topografica, ristagnano o raggiungono direttamente le acque superficiali che li spostano e li distribuiscono in funzione della complessità del reticolo drenante.

Per ciascun tipo valgono le seguenti prescrizioni:

tipo 1

  • - evitare la localizzazione d'infrastrutture e/o impianti potenzialmente inquinanti quali:discariche di R.S.U, stoccaggio di sostanze inquinanti, depuratori, depositi di carburanti, pozzi neri a dispersione, spandimenti di liquami e fanghi, l'uso di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti devono essere regolamentati e controllati in modo che i quantitativi siano quelli strettamente necessari, l'autorizzazione al pascolamento intensivo ed all'allevamento debbono essere regolamentati e controllati avendo cura che la pratica e la permanenza non siano eccessivi,
  • - attività estrattive di cava;
  • - fognature alloggiate in manufatti a tenuta;
  • - progressivo adeguamento e, possibilmente, trasferimento, in modo da produrre un consistente miglioramento della situazione di attività esistenti al momento d'entrata in vigore della presente normativa,comportanti Centri Di Pericolo (CDP, cioè tutte le attività di cui all'art. 6 del DPR. 236/88), quali fattori di potenziale vulnerabilità delle falde idriche;
  • - le limitazioni di cui al primo capoverso possono essere superate solo a seguito di specifiche indagini geognostiche ed idrogeologiche, estese ad un significativo intorno dell'area interessata, effettuate seconda la procedura metodologica riportata al successivo comma 5;
  • - caratterizzazione idrogeologica della copertura satura ed insatura effettuabile attraverso l'esecuzione di prospezioni geomeccaniche e geof&igravesiche, nonché di prove di permeabilità in sito;
  • - valutazione del parametro inf&igraveltrazione ed individuazione delle aree di ricarica dell'acquifero.

tipo 2

  • - evitare l'insediamento d'infrastrutture e/o attività potenzialmente inquinanti di cui all'elenco descritto nel precedente punto al primo capoverso. È, inoltre, opportuno subordinare eventuali insediamenti alla realizzazione d'idonee opere ed accorgimenti, espressamente finalizzati all'eliminazione del livello del rischio (scarico effluenti a norma di legge, recapito finale in impianti di depurazione, idonee opere d'impermeabilizzazione e raccolta di liquidi ecc.).

tipo 3

  • - valutare l'insediamento d'infrastrutture e/o attività potenzialmente inquinanti, come quelle descritte al precedente punto al primo capoverso, tramite specifiche indagini geognostiche ed idrogeologiche (estese ad un significativo intorno dell'area interessata), effettuate secondo la procedura metodologica riportata di seguito. È, poi, opportuno subordinare l'insediamento alla realizzazione d'idonee opere ed accorgimenti espressamente finalizzati all'eliminazione del livello del rischio per le falde.

tipo 4

  • - La trasformazione, o l'attività costituente CDP, è ammessa previa certificazione che definisce lo stato di bassa vulnerabilità delle falde idriche. Ciò mediante uno studio idrogeologico di dettaglio esteso ad un significativo intorno dell'area interessata, effettuato secondo la procedura metodologica riportata di seguito.

Per le aree interessate da inquinamento da nitrati si richiamano le norme individuate nelle conclusioni della relazione a supporto delle indagini condotte: "Le linee d'intervento da perseguire per il risanamento della falda costiera" e "Criteri generali e norme tecniche per la delimitazione delle aree di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano ..." del Ministero dell'Ambiente, ovvero si tratta di operare con specifica trattazione e determinazione di prescrizioni ed indirizzi per la realizzazione degli scarichi e per lo svolgimento delle attività agricole.