Disciplina del PTCP

Art. 72 Individuazione ed articolazione della risorsa.

I rischi legati al suolo si pongono nei due termini fondamentali della difesa idraulica e difesa idrogeologica entrambe di stretta competenza delle Autorità di bacino che hanno un riferimento territoriale amministrativo connesso all'opera idraulica che travalica i confini amministrativi in cui sono suddivisi gli enti locali. Ciò pone la necessità di una forte collaborazione interistituzionale fondata essenzialmente sulla condivisione dei metodi di lettura e di definizione delle tematiche.

Art. 73 Gli obiettivi indirizzi e prestazioni generali

  • - utilizzare metodologie e tecniche d'ingegneria naturalistica per interventi a tutela del suolo e per la prevenzione dei rischi idrogeologici;
  • - definire priorità per interventi a tutela delle acque sotterranee e la prevenzione dall'inquinamento;
  • - definire priorità per interventi a tutela delle acque superficiali e la prevenzione dall'inquinamento;
  • - incentivare la conservazione ed il mantenimento del reticolo idrografico e dei canali agricoli di deflusso delle acque attraverso la creazione di una fascia di rispetto da sottrarre alle lavorazioni con mezzi meccanici. È vietato interrompere e/o impedire il deflusso superficiale dei fossi e dei canali nelle aree agricole, sia con opere definitive sia provvisorie, senza prevedere un nuovo e/o diverso recapito per le acque di scorrimento intercettate.
  • - Tutti i tipi di impianti artificiali previsti dovranno essere realizzati con modalità atte a consentire una corretta regimazione delle acque superficiali. In particolare i materiali impiegati per le pavimentazioni dovranno favorire l'infiltrazione nel terreno e comunque la ritenzione temporanea delle acque di precipitazione.
  • - Gli impianti artificiali dovranno essere realizzati in modo da non alterare la funzionalità idraulica del contesto in cui si inseriscono garantendo il mantenimento dell'efficienza della rete di convogliamento e di recapito delle acque superficiali.
  • - Elevare la qualità delle acque in generale e ridurre le pressioni sulla risorsa attraverso i seguenti criteri:
  • - protezione ed il miglioramento ecologico e morfologico complessivo dei corsi d'acqua attraverso il recupero di spazi agli alvei, il ripristino di andamento meandrico, il rallentamento del deflusso delle acque ed il mantenimento dei livelli di deflusso minimo vitale.
  • - Tutte le opere di ingegneria realizzate ai fini di messa in sicurezza di aree soggette ad esondazione devono essere realizzate mediante tecniche di ingegneria naturalistica secondo modalità idonee alla conduzione degli ecosistemi fluviali ad un progressivo recupero di naturalità e di capacità di autoregolazione e protezione.
  • - Tutte le nuove opere di regimazione idraulica (briglie, traverse, argini, difese spondali) previste per i corsi d'acqua saranno finalizzate al riassetto dell'equilibrio idrogeologico, al ripristino della funzionalità della rete del deflusso superficiale, alla messa in sicurezza dei manufatti e delle strutture, alla rinaturalizzazione spontanea, al miglioramento generale della qualità ecobiologica e al favorimento della fruizione pubblica. Le opere dovranno essere concepite privilegiando le tecniche costruttive proprie dell'ingegneria naturalistica.
  • - Tutti gli interventi che coinvolgono parti di terreno agricolo dovranno essere volti al mantenimento dell'efficienza del sistema delle canalizzazioni, provvedendo in ogni caso al ripristino della loro funzionalità laddove questa risulti essere stata manomessa.
  • - Si individuano le seguenti priorità di natura idraulica: interventi agrario/forestali; interventi sulla regimazione delle portate; realizzazione di casse di laminazione e/o espansione; e di natura idrogeologica: Limitare interventi su pendii a forte accelerazione; Salvaguardare le pinete costiere e le aree boscate; Salvaguardia idrogeologica dei versanti.

Art. 74 Obiettivi indirizzi e prestazioni statutarie per gli arenili

La Provincia ritiene fondamentale formulare linee guida di utilizzazione degli arenili al fine di omogeneizzare la risorsa suolo nello specifico contesto.

Le linee costituiscono un elemento centrale per la realizzazione di attività sostenibile nelle aree costiere. I contenuti riguardano:

  • - la definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso, modalità di utilizzo, ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel rispetto delle caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse aree interessate, delle locali condizioni di fragilità e vulnerabilità e dell'integrità geomorfologica e paesaggistica delle zone costiere.
  • - uno studio mirato alla caratterizzazione ambientale, paesaggistica e naturalistica delle aree costiere e marine presenti nel territorio comunale finalizzato alla individuazione di condizioni di fragilità, vulnerabilità e trasformabilità/utilizzo delle aree.
  • - Per il raggiungimento delle finalità sopra indicate si dovrà preventivamente procedere:
  • - Individuazione, mappatura e caratterizzazione delle aree costiere (sia a mare che a terra) con elevati valori naturalistici e paesaggistici e/o condizioni di fragilità ambientale, naturalistica e geomorfologica.
  • - Individuazione delle aree costiere (sia a mare che a terra) da sottoporre a tutela e quelle per le quali è consentita la permanenza, la riqualificazione ed eventuale sviluppo dei servizi e delle attrezzature.
  • - Regolamentazione di eventuali servizi nautici pubblici per il collegamento di differenti località costiere, che garantisca la tutela delle aree ad elevato valore naturalistico o caratterizzati da specifiche fragilità, aree nelle quali deve essere vietato il raggiungimento sia da terra che da mare.
  • - Regolamentazione dell'atterraggio delle imbarcazioni e dei mezzi da diporto che consenta di evitare o comunque di ridurre l'impatto sugli habitat marini costieri ed in particolare di quelli a maggior interesse conservazionistico (quale ad esempio le praterie a Posidonia oceanica). A tal fine dovranno essere vietati gli ancoraggi nei fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica, realizzando, ad esempio, campi boe nelle aree interessate da questo habitat.
  • - Regolamentazione dell'accesso da terra alle diverse spiagge, individuando le più idonee modalità in funzione delle loro peculiarità ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e geomorfologiche.
  • - Regolamentazione dei parcheggi prossimi alle spiagge.

Art. 75 Obiettivi indirizzi e prestazioni statutarie per gli approdi turistici

La Provincia ritiene fondamentale formulare Linee guida relative alla realizzazione e gestione di approdi sostenibili al fine di omogeneizzare la risorsa suolo nello specifico contesto.

L'approdo dovrebbe qualificarsi come di tipo "ecologico" ad alta compatibilità ambientale, in grado anche di attrarre un turismo nautico "sensibile".

Tra gli elementi da condizionare: la progettazione della illuminazione secondo le indicazione della legge regionale toscana sull'inquinamento luminoso, la realizzazione di punti di rifornimento carburante, un efficiente sistema di raccolta di rifiuti assimilabili agli urbani per singole frazioni (indifferenziato, vetro, plastica, carta), la regolamentazione e controllo degli scarichi delle imbarcazioni ormeggiate (divieto di scarico a mare, da realizzarsi qualora possibile mediante sigillo degli scarichi a mare, il posizionamento dei pontili galleggianti in modo da evitare il danneggiamento di habitat marini di fondale (come le praterie di posidonia), ad esempio mediante l'adozione, qualora realizzabile, di sistemi di ancoraggio diversi dai corpi morti. Tra gli altri accorgimenti: dotare l'approdo di un efficace sistema informativo rivolto ai diportisti (realizzato mediante pannelli illustrativi, volantini, cartine, ecc.), con indicata la localizzazione dei recipienti per la raccolta differenziata dei rifiuti (carta, vetro, plastica, ecc.) e dei rifiuti pericolosi (oli esausti, batterie, razzi scaduti, ecc..), le azioni da intraprendere per prevenire l'inquinamento delle acque, azioni volte a contribuire al risparmio di risorse naturali (evitando ad esempio inutili sprechi di acqua e di energia elettrica), ecc.

L'inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante una serie di adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo verso il basso e schermatura verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e limitazione dell'intensità luminosa, utilizzazione di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per l'accensione solo al passaggio di persone o automezzi negli eventuali parcheggi.