Disciplina del PTCP

Art. 80 Individuazione della risorsa "Città e sistema degli insediamenti". Finalità.

Lo Statuto del PTC per la risorsa "Città e il sistema degli Insediamenti" incide sul "sistema funzionale degli insediamenti", e sul "sistema funzionale delle reti infrastrutturali e dei nodi" nelle loro diverse articolazioni e sui sistemi territoriali i quali possono specificare indirizzi, obiettivi e criteri relativi ai diversi contesti, che integrano quelli del presente Capo V.

Per quanto argomentato nel Documento di piano, il PTC individua nella esigenza di perseguire l'obiettivo del recupero qualitativo degli insediamenti e della attivazione di linee di sviluppo sostenibile, un momento di interesse unitario della Provincia al fine di assolvere alla propria funzione di coordinamento fra le politiche territoriali della Regione e gli strumenti della pianificazione comunale, nonché di promozione della formazione coordinata di questi ultimi e per attivare percorsi di valutazione integrata esaustivi perché fondati su indicatori univoci.

I livelli minimi prestazionali e di qualità che la risorsa deve assicurare, nel rispetto delle prestazioni definite per le altre risorse territoriali in quanto pertinenti, sono quelle espressi dagli obiettivi prestazionali indicati negli articoli 33, 34 e 35 della presente disciplina.

A tali fine specifica i criteri da assumere, nella definizione degli strumenti di governo del territorio, per concorrere al consolidamento della "città policentrica toscana" individuata dal PIT come invariante strutturale ed alla definizione dello "statuto della città toscana" per:

* tutelare la riconoscibilità paesaggistica delle città e degli insediamenti al fine di stabilire rapporti sinergici e di reciproca sostenibilità fra l'universo urbano e l'universo rurale postulati dal PIT ;

  • - promuovere un sistema policentrico caratterizzato, ai diversi livelli territoriali, da una adeguata dotazione di funzioni e di relazioni in grado di proiettarsi, come valore d'insieme, in uno scenario di opportunità di sviluppo a scala regionale nazionale e internazionale, individuando alle opportune scale territoriali la consistenza e la distribuzione dei fattori che, in relazione alle diverse funzioni ed ai diversi livelli di utenza, concorrono nel loro insieme interrelato a determinare la qualità dei sistemi insediativi, superando il criterio numerico, atemporale, indifferenziato, e largamente disatteso, proprio degli standard urbanistici del d.m. 1444/68 mediante:
  • - la determinazione univoca degli ambiti di riferimento rispetto ai quali valutare le situazioni di degrado da rimuovere e prevenire ed evidenziare le potenzialità da valorizzare a sostegno di scelte evolutive e di gestione - sia generali che di settore - finalizzate a perseguire una adeguata qualità della vita, favorire la coesione sociale e garantire agevole accessibilità ai diversi livelli di servizio e la riduzione della mobilità obbligata;
  • - il superamento della casualità che ha portato nel tempo alla diffusione di centri erogatori di servizi pubblici e privati che svolgono funzioni di pubblica utilità, promuovendo alle diverse scale un sistema di centralità funzionali - i luoghi e gli spazi della collettività - in grado di attivare sinergie per meglio corrispondere alle esigenze dell'utenza e per conseguire risparmi di gestione;
  • - la definizione di quadri di riferimento, omogenei alle diverse scale territoriali, per determinare e valutare le azioni di trasformazione e riqualificazioni urbanistica, nonché le nuove previsioni di impegno del suolo a fini insediativi ed infrastrutturali, nel rispetto delle regole espresse dall'art. 3 dellaL.R. 1/2005 territorio e le disposizioni per la tutela e la valorizzazione egli insediamenti di cui all'art. 37 della citata legge regionale;
  • - il coordinamento e l'integrazione funzionale fra l'elaborazione dei Piani di indirizzo e di regolazione degli orari, la localizzazione e distribuzione delle funzioni, l'organizzazione della mobilità alle diverse scale territoriali al fine di garantire la massima accessibilità alle diverse tipologie di utenza.

Il PTC assume come fattori che determinano la qualità degli insediamenti quelli individuati dall' art 37 della L.R. 1/2005 e dal Regolamento DPGR 9 febbraio 2007, n. 2/R recante "Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti" con le specificazioni e ed argomentazioni contenute nel Documento di piano.

In particolare si individuano i seguenti criteri:

  • - considerare l'adeguata dotazione di infrastrutture e di sistemi idonei al trasporto pubblico di persone o merci, come condizione prioritaria per la localizzazione di ogni nuova previsione o intervento di trasformazione di carattere insediativo;
  • - promuovere il potenziamento del trasporto pubblico e del trasporto privato alternativo a quello privato motorizzato, perseguendo il corretto equilibrio e l'integrazione tra le diverse componenti modali;
  • - assumere la perequazione urbanistica quale criterio finalizzato al perseguimento degli obiettivi individuati dal piano strutturale ed alla equa distribuzione dei diritti edificatori per tutte le proprietà immobiliari ricomprese in ambiti oggetto di trasformazione urbanistica o di nuovo insediamento;
  • - garantire agli interventi di nuova edificazione, di ristrutturazione urbanistica ed edilizia ed ai restauri un livello di qualità coerente con il contesto nel quale vengono realizzati e promuovendo l'uso di tecnologie e di criteri progettuali finalizzati al risparmio energetico e della risorsa idrica;
  • - incentivare all'impiego di tecniche di bioarchitettura e di risparmio energetico e l'uso di energie rinnovabili per le nuove costruzioni, i recuperi e le ristrutturazioni del patrimonio edilizio esistente, nel rispetto dei valori territoriali, paesaggistici, urbanistici e edilizi riconosciuti;
  • - assicurare nelle parti diverse parti del territorio l'applicazione di quanto previsto dal Regolamento di attuazione dell'articolo 37, comma 3, della L.R. 1/2005 "Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti".

Art. 81 Criteri per l'utilizzazione della risorsa "città e sistema degli insediamenti"

Il PTC individua i seguenti criteri per l'uso della risorsa città e sistema degli insediamenti:

  • - subordinare ogni previsione di nuova edificazione, di ristrutturazione urbanistica ed edilizia al rispetto di predeterminati requisiti di qualità urbana, ambientale, edilizia e di dotazione di servizi determinati attraverso processi di valutazione che considerino gli effetti a carico di tutte le risorse essenziali ed in particolare:
    • * alla individuazione delle esigenze di riqualificazione e/o di superamento di situazioni di degrado, fra quelle accertate dagli strumenti di pianificazione o dagli atti di governo del territorio, che esse devono concorrere a risolvere e superare;
    • * alla adeguata dotazione di servizi pubblici e di pubblico interesse, di infrastrutture e di sistemi idonei al trasporto pubblico di persone o merci;
    • * alla definizione di stabili confini fra il territorio edificato e quello rurale, salvaguardando e valorizzando gli spazi liberi contigui agli insediamenti esistenti;
    • * al rispetto dei valori territoriali, paesaggistici, urbanistici e edilizi riconosciuti mediante l'adozione modalità progettuali coerenti con il contesto nel quale vengono realizzate;
    • * all'uso di modalità e tipologie insediative che consentano risparmi nel consumo di suolo, il contenimento dell'impermeabilizzazione del suolo, la ricostituzione e la tutela delle riserve idriche e di tecnologie e di criteri progettuali che favoriscano il risparmio energetico, l'uso di energie rinnovabili, il risparmio di risorse idriche;
    • * al potenziamento del trasporto pubblico e del trasporto privato alternativo a quello privato motorizzato, perseguendo il corretto equilibrio e l'integrazione tra le diverse componenti modali;
    • * al rispetto ed al rafforzamento della funzionalità della struttura policentrica del sistema insediativo, evitando l'attivazione di nuove polarità alternative e concorrenti e attivando, ai sensi dell'articolo 48, comma 4, lettera a) della L.R. 1/2005 e dell'art. 12 comma 2 della disciplina del PIT, ogni possibile pratica di concertazione fra le amministrazioni interessate per ottimizzare su scala sovracomunale la pianificazione e la localizzazione degli interventi di trasformazione territoriale, anche attivando opportune modalità di perequazione compensativa fra i comuni interessati;
    • * alla promozione, negli interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, della contemporanea presenza delle diverse tipologie abitative (in proprietà, destinate alla locazione, di edilizia residenziale sociale), ove possibile anche a livello di edificio, quale fattore sostanziale per assicurare la coesione sociale;
    • * alla promozione del recupero urbanistico degli agglomerati cresciuti in modo non strutturato e disperso, dotandoli di una di una identità propria e collettiva e di adeguati servizi, tutelando gli spazi residui prevedendo, ove necessario l'attivazione di interventi di trasformazione e ristrutturazione urbana;
    • * alla assunzione per gli interventi di trasformazione e di espansione del tessuto urbano l'uso di forme attuative in grado stabilire un forte raccordo fra l'interesse pubblico - rappresentato dalla inderogabile esigenza di tutelare e rafforzare gli elementi di qualità degli insediamenti - e quello privato, quali i Piani complessi di intervento, i Programmi Complessi di Riqualificazione insediativa, ed alla applicazione dei principi della perequazione urbanistica;
    • * all'implementazione del patrimonio di verde pubblico ed im particolare arboreo per concorrere alla mitigazione degli effetti indotti dalla antropizzazione urbana;
    • * alla realizzazione, nelle aree per insediamenti produttivi, di adeguate fasce di rispetto con l'intorno, mediante la conservazione ed il potenziamento della vegetazione di margine esistente, o di nuovo impianto al fine di contribuire a contenere la diffusione di polveri e rumori e gli impatti visivi, evitando, comunque, di determinare situazioni di conflitto attraverso una impropria utilizzazione del suolo contermine;
    • * al recupero delle strutture rurali, anche ad uso ricettivo, con la conservazione dei caratteri e degli elementi architettonici di pregio, nonché delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno, perseguendo la ricomposizione paesaggistica originaria, assumendo la permanenza dei manufatti originari quale elemento di riferimento per le attività edificatorie e di sistemazione degli spazi di pertinenza;
    • * alla previsione, nei piani attuativi e di recupero e negli interventi diretti del mantenimento e del recupero delle tessiture storiche e delle trame interpoderali ai fini del controllo della forma del costruito in relazione all'area di pertinenza, alla conservazione della vegetazione esistente ed al potenziamento dei corridoi di connessione vegetale, attraverso l'impianto di nuove alberature;
    • subordinare, inoltre, ogni previsione di nuova edificazione:
    • * alla dimostrata sussistenza di ulteriori e specifiche esigenze edificatorie ed alla pertinenza delle localizzazioni scelte in termini di minor consumo di risorse territoriali ed ambientali, di massima accessibilità e contributo al superamento di situazioni di degrado;
    • * alla accertamento documentato, anche attraverso procedure di pubblico avviso, che non sussistono alternative di riutilizzazione e di riorganizzazione degli insediamenti esistenti;
    • * al superamento delle tipologie insediative monofunzionali riferibili alle lottizzazioni a scopo edificatorio destinate alla residenza urbana, non solo negli ambiti o contesti territoriali riferibili al "patrimonio collinare" od al "patrimonio costiero" cos&igrave come definiti dagli articoli 20 e 26 della Disciplina del PIT, ma sull'intero territorio;

Art. 82 Criteri per la tutela della riconoscibilità paesaggistica delle città e degli insediamenti.

Il PTC individua nella riconoscibilità paesaggistica della "città toscana" un momento determinante per tutelare, recuperare e valorizzare l'integrazione fra la componente urbana e quella rurale come condizione essenziale per la sostenibilità del governo del territorio livornese e come fattore di reciproca qualità.

I Piani strutturali, sulla base dei contenuti dell'atlante dei paesaggi provinciali e degli specifici approfondimenti effettuati dai loro quadri conoscitivi, si conformano ai criteri di lettura paesistica stabilito dagli appositi elaborati allegati al presente piano ed in particolare:

  • - conservano le discontinuità esistenti per evitare la saturazione degli insediamenti e per la salvaguardia delle visuali paesaggistiche, limitando lo sviluppo degli insediamenti lineari;
  • - individuano specifiche porzioni di territorio da progettare come aree ecologiche attrezzate, al fine di evitare la dispersione degli insediamenti e come incentivo per interventi specifici e complessi di riqualificazione paesaggistica;
  • - incentivano interventi di recupero dei borghi e nuclei storici, e di tipi di colture in abbandono ove costituiscano componenti paesaggistiche di pregio;
  • - definiscono prescrizioni per gli ambiti territoriali che concorrono alla tutela e valorizzazione dei beni storici ed archeologici presenti.

Art. 83 Criteri per la definizione coordinata degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio.

Al fine di conseguire gli obiettivi prestazionali indicati all'articolo 35 per la "la rete dei luoghi e degli spazi della collettività", il PTC ed in particolare per:

  • - rappresentare omogeneamente le scelte programmatiche che ciascun Comune, nella sua autonoma competenza, assumerà per concorrere alla definizione della "rete dei luoghi degli spazi della collettività", attraverso l'integrazione di una pluralità di attrezzature e servizi in grado di generare nuove sinergie e opportunità di crescita e di coesione sociale e promuovere e valorizzare fattori costitutivi della cittadinanza attiva e della qualità della vita collettiva;
  • - individuare, a scala territoriale e locale, le possibili sinergie operative fra soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di interesse pubblico, orientare ed indirizzare le diverse competenze settoriali che incidono sui livelli di qualità degli insediamenti verso obiettivi comuni e condivisi, attivare processi di semplificazione;
  • - permettere una conoscenza raffrontabile delle diverse situazioni territoriali, degli elementi di forza e di degrado presenti negli insediamenti;
  • - costituire una base raffrontabile a scala territoriale di criteri per la valutazione preventiva della sostenibilità degli atti di governo del territorio e di verifica degli effetti indotti dal governo del territorio.

Stabilisce i seguenti criteri.

A. Criteri per l'individuazione degli ambiti di riferimento per determinare la consistenza e la funzionalità delle componenti che determinano la qualità degli insediamenti. Le Unità Minime di Intervento.

Per le motivazioni espresse nel documento di piano del PTC, ed in relazione a quanto previsto dalla L.R. n. 1/2005, i comuni assumono, per la formazione degli strumenti della pianificazione, degli atti di governo del territorio nonché per gli atti amministrativi incidenti sulla risorsa "città e sistema degli insediamenti", le Unità Minime d'Intervento (UMI) non superiori a 50 Ha. quale base conoscitiva e programmatica, oltre che per assolvere a quanto previsto dall'art. 58 della L.R. n. 12005, anche al fine di:

  • - determinare la funzionalità e la qualità degli insediamenti, in relazione agli elementi previsti dall'art. 37, comma 2 punti a e b, della L.R. n. 1/2005;
  • - determinare la sussistenza delle quantità minime inderogabili previste dal DM. 1444/68 o definite dal comune;
  • - individuare le aree di degrado urbanistico, ambientale, funzionale e socioeconomico;
  • - concorrere alla individuazione delle unità territoriali organiche elementari ai fini della equilibrata distribuzione territoriale delle dotazioni necessarie a garantire la qualità dello sviluppo territoriale;
  • - determinare le dimensioni massime sostenibili per le diverse tipologie di funzioni;
  • - stabilire le regole per i mutamenti di destinazione d'uso in caso di incompatibilità con altre funzioni insediate;
  • - determinare esplicitamente le modalità con le quali i nuovi insediamenti e gli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi devono concorrere alla riqualificazione degli insediamenti esistenti ed alla prevenzione e recupero del degrado ambientale e funzionale;
  • - documentare il rispetto di quanto prescritto dall'art 3 -commi 3,4 e 5 - della L.R.. n. 1/2005;
  • - concorrere alla definizione dei contenuti e del dimensionamento del quadro previsionale strategico e dei contenuti da mettere a base di un eventuale "pubblico avviso", preliminarmente alla definizione del R.U..
  • - concorrere a determinare i contenuti del "Piano di indirizzo e di regolazione degli orari;
  • - concorrere alla implementazione la rete dei luoghi e degli spazi della collettività a scala sovracomunale e provinciale.

B. Criteri per il rilevamento omogeneo delle attività e dei servizi pubblici e privati incidenti sulla qualità di vita di vita e degli insediamenti delle loro caratteristiche funzionali e delle attività presenti negli insediamenti.

Allo scopo di individuare e qualificare le funzioni e servizi, pubblici e privati, di utilità generale presenti sul territorio comunale alle diverse scale di incidenza - di vicinato, di quartiere, urbane, comunali, sovracomunali, di area vasta - ed in particolare per:

  • - verificarne l'adeguatezza in termini di localizzazione e funzionalità in relazione al soddisfacimento del principio di equità che presuppone la possibilità, per tutti gli utenti interessati, di fruire dello stesso grado di accessibilità alle diverse tipologie di servizi, determinando gli ambiti di servizio, ottimali ed effettivi, che essi determinano;
  • - individuare possibili sinergie ed opportunità per riequilibrare, ove occorra, la distribuzione territoriale dei servizi, per determinare attraverso la loro aggregazione centralità alle diverse scale territoriali, per conseguire economie gestionali e ridurre la mobilità indotta;
  • - individuare le situazioni di degrado indotte su gli insediamenti con particolare riferimento:

* a quanto prescritto dall'art 13 del PIT in relazione i carichi indotti dal turismo e dalla concentrazione di attività terziarie ad esso connesse in modo diretto e indiretto;

* a quanto prescritto dall'art 15 del PIT circa aree da ritenere sature rispetto alla possibilità di introdurre ulteriori medie e grandi strutture di vendita;

* alla insufficiente dotazione di aree di parcheggio pertinenziali e/o di relazione privati o pubblici dei centri erogatori di servizi;

* ai volume di traffico aggiuntivo indotto ed alle conseguenti emissioni inquinanti ed acustiche;

* ad altre carenze emergenti in relazione a quanto previsto dall'articolo 3, comma 5 della L.R. n. 1/2005;

Gli strumenti della pianificazione comunale provvedono alla rilevazione:

  • - dei punti di servizio rilevanti ai fini della individuazione della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" presenti sul territorio comunale;
  • - delle funzioni di interesse collettivo e di servizio individuate fra le opere di urbanizzazione primarie e secondaria di cui all'articolo 37;
  • - dei servizi pubblici e privati di utilità generale ed in particolare ai servizi ospedalieri e sanitari, di assistenza socio sanitaria, per la istruzione di base e superiore, della pubblica amministrazione, per attività sociali, culturali, sportive, ricreative, per il culto e cimiteriali, di informazione ed accoglienza turistica, e stazioni e le fermate del sistema dei trasporti, punti per l'accesso assistito ai servizi e a Internet, ecc.;
  • - le strutture turistico ricettive alberghiere ed extra alberghiere come definite dalla L.R. 42/2000 e sue successive modificazioni;
  • - le strutture ed i luoghi, cos&igrave come definiti dalla L.R. 28/2005, destinati al commercio al dettaglio in sede fissa (esercizi di vicinato, medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita, centri commerciali, empori polifunzionali), nonché i luoghi del commercio ed i centri commerciali naturali, gli spazi destinati al commercio su aree pubbliche;
  • - i poli urbani con bacino di utenza rilevante, in quanto presenti sul territorio comunale, cos&igrave come elencati dall'art. 8 del Regolamento DPGR 9 febbraio 2007, n. 2/R;
  • - il sistema del verde cos&igrave come definito dagli artt. 11. 12, 13, 14 del Regolamento DPGR 9 febbraio 2007, n. 2/R "Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti" includendo anche le piazze, i giardini e le zone pedonali.

Provvedono, inoltre:

  • - a rilevare gli elementi che qualificano le attività individuate con i dati rilevanti per la tipologia del servizio quali:
  • - la sua classificazione funzionale (di vicinato, di quartiere, urbano, territoriale) e la sua incidenza sui tempi della città in termini di frequenza di accesso da parte degli utenti;
  • - l'utenza potenziale ed effettiva del centro ed il numero di addetti;
  • - il bacino d'utenza inteso come l'area nella quale sono insediati gli utenti

effettivi e l'eventuale delimitazione dell'ambito amministrativo di competenza

operativa del centro di servizio;

  • - la tipologia degli utenti con particolare riferimento caratteristiche ritenute

maggiormente rilevanti dal punto di vista delle scelte localizzative, quali ad

esempio il grado di mobilità dell'utenza e la frequenza di utilizzo;

  • - la possibilità di accesso telematico al servizio;
  • - a caratterizzare sotto il profilo tipologico e funzionale le strutture che ospitano

le attività rilevate al fine di valutarne l'adeguatezza funzionale e dimensionale

in relazione al servizio al quale è adibita, quali:

  • - la tipologia dell'immobile (immobile destinato esclusivamente al servizio, parte di immobile destinato anche altri servizi, parte di immobile destinato a residenza, in proprietà o in affitto);
  • - dati dimensionali, stato di consistenza, stato di uso e di conservazione, presenza di vincoli architettonici e/o ambientali, adeguatezza alle norme, la presenza di spazi accessori, ( servizi accessori, spazi verdi, parcheggi pertinenziali e a servizio specifico dell'utenza);
  • - l'insieme delle attività presenti e le loro eventuali interazioni;
  • - le informazioni relative al contesto insediativo, alle condizioni ambientali, alla compatibilità funzionale e all' accessibilità, rilevando le eventuali criticità rispetto al contesto, disfunzioni e difficoltà che emergono dalla gestione del servizio, necessità di interventi;
  • - l'adeguatezza rispetto al contenimento dei consumi energetici e idrici ed alla effettuazione della raccolta differenziata.

C. Criteri per il rilevamento omogeneo degli elementi relativi alla mobilità ed accessibilità.

Allo scopo di pervenire ad una conoscenza omogenea della effettiva consistenza e funzionalità delle diverse componenti direttamente incidenti sugli insediamenti e sulla mobilità interna ad essi, ed in particolare per:

  • - individuare il patrimonio di sedi viarie comunali e la sua destinazione e funzione, nonché delle aree adibite alle diverse tipologie di sosta dei veicoli, in relazione alla definizione di politiche di mobilità alternativa e di controllo della sosta;
  • - individuare spazi ed ambiti da riservare ad aree pedonali, piste ciclabili, corsie

protette per i servizi di trasporto pubblico;

  • - garantire sulla viabilità esistente condizioni di funzionalità, sicurezza e fluidità del traffico anche per il contenimento dell'inquinamento atmosferico e del rumore;
  • - consentire la individuazione di percorsi ottimali per l'accesso ai servizi ed alle funzioni a scala territoriale anche attraverso l'uso integrato di varie forme di mobilità;
  • - evidenziare situazioni sovracomunali che rendono opportuna la elaborazione di un piano urbano della mobilità.

gli strumenti della pianificazione comunale provvedono alla individuazione:

  • - delle componenti previste dall'articolo 10 , commi 1e 2, del Regolamento regionale "disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti n. 2/R del 9 febbraio 2007, ed alla classificazione della sedi destinate alla mobilità urbana, secondo le norme del codice della strada, in:
  • - strade urbane di scorrimento;
  • - strade urbane di quartiere;
  • - strade locali;
  • - strade vicinali;
  • - piste ciclabili;
  • - zone pedonalizzate.
  • - delle aree di sosta e di parcheggio articolate secondo quanto previsto dall'articolo 10, comma 3, del Regolamento regionale "disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti n. 2/R del 9 febbraio 2007, specificando:
  • - i parcheggi pubblici ricavati con il parziale utilizzo di preesistenti sedi stradali o piazze e quelli realizzati in sede propria adeguatamente separata dalla viabilità di scorrimento;
  • - la quantità di parcheggi pubblici riservata ad uso esclusivo dei residenti o di specifiche funzioni e servizi;
  • - la quantità di parcheggi pubblici che suppliscono alla carenza di parcheggi pertinenziali e di relazione individuata attraverso il rilevamento dei servizi, pubblici e privati, che svolgono funzioni di interesse pubblico di cui al precedente punto B.

D. Criteri per il rilevamento omogeneo degli elementi relativi sistema del verde.

Allo scopo di individuare e qualificare del sistema del verde negli insediamenti finalizzato a:

  • - mantenere ed incrementare l'insieme delle componenti vegetali interne e limitrofe agli insediamenti;
  • - conservare ed attivare connessioni fra le aree verdi esistenti o di progetto;
  • - valorizzare le aree agricole residuali e gli spazi verdi adiacenti agli insediamenti per determinare stabili confini dell'edificato ed incrementarne la qualità e concorrere alla tutela e riconoscibilità paesaggistica degli insediamenti stessi;
  • - costituire una adeguata dotazione di spazi per il tempo libero, le attività sportive, il gioco, le relazioni e gli intrattenimenti spettacoli all'aperto;
  • - concorrere alla qualificazione degli spazi urbani con adeguate forme di arredo.

Gli strumenti della pianificazione comunale provvedono alla individuazione delle diverse componenti del sistema del verde secondo quanto previsto dagli articoli da 11 a 15 del Regolamento regionale "disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti n. 2/R del 9 febbraio 2007", classificandoli funzionalmente in:

  • - aree a verde urbano pubblico;
  • - aree a verde urbano privato e spazi verdi non accessibili;
  • - verde di connettività urbana, quali:
  • - fasce di continuità;
  • - vie d'acqua;
  • - strade parco realizzate con criteri di architettura paesaggistica;
  • - aree non edificate ed aree agricole residuali di margine urbano;
  • - collegamenti pedonali o ciclabili in sede propria;
  • - aree a verde attrezzate per:
  • - attività sportive libere e legate al tempo libero;
  • - spettacoli all'aperto;
  • - intrattenimento e gioco dei ragazzi;
  • - verde di arredo.

Il Regolamento previsto dall'articolo 10 punto A. della presente disciplina, in relazione ai suddetti criteri, definisce:

  • - le modalità operative per la suddivisione dei centri abitati in Unità Minime di Intervento;
  • - le modalità operative per determinare agli ambiti di influenza effettiva e ottimale che caratterizzano i diversi centri di erogazione di servizi e le diverse funzioni;
  • - le schede per il rilevamento degli elementi di cui ai precedenti punti B, C e D e le modalità per la loro organizzazione come basi tematiche del quadro conoscitivo per il governo del territorio provinciale di cui all'articolo 7 della presente disciplina.

Art. 84 Criteri per la definizione coordinata degli interventi sulla mobilità urbana ed il traffico.

Il PTC ritiene fondamentale la definizione di Piani urbani della mobilità e del traffico (PUMT) a scala sovracomunale basati su criteri e condivisi, al fine di definire progetti integrati e interventi sistematici per soddisfare i fabbisogni di mobilità con interventi idonei a contrastare le conseguenze negative sulle condizioni di salute dei cittadini e su tutti gli aspetti della vita civile e sociale derivanti dalla eccessiva presenza del traffico veicolare motorizzato nelle zone urbane, ed in particolare per:

  • - programmare e definire operativamente il sistema urbano della mobilità inteso come l'insieme organico degli interventi sulle infrastrutture viarie e di trasporto pubblico, sul sistema dei parcheggi, sul governo della domanda di trasporto, sul miglioramento del parco veicoli del TPL, sui sistemi di controllo e regolazione del traffico, sull'informazione all'utenza, sulla logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci in città;
  • - orientare la mobilità delle persone, al fine di un riequilibrio modale che favorisca l'uso del servizio pubblico e della mobilità non motorizzata;
  • - promuovere l'intermodalità nel trasporto merci e nella loro distribuzione nelle aree urbane;
  • - individuare i nodi intermodali del trasporto pubblico e realizzare interventi di potenziamento e riqualificazione;
  • - perseguire l'efficienza funzionale ed economica del sistema di trasporto pubblico;
  • - realizzare una adeguata disponibilità di infrastrutture per la sosta di interscambio tra le diverse modalità di trasporto;
  • - perseguire la riduzione degli inquinamenti acustici ed atmosferici e del consumo energetico;
  • - definire e coordinare la gestione delle risorse strutturali ed infrastrutturali esistenti;
  • - assicurare i necessari livelli di sicurezza agli utenti delle diverse modalità di trasporto;
  • - concorrere, per quanto di competenza, a concretizzare la rete dei luoghi e degli spazi della collettività ed a individuare le situazioni di incompatibilità funzionale presenti negli insediamenti;
  • - effettuare il monitoraggio del sistema della mobilità per la verifica degli effetti indotti e per una sempre più approfondita definizione delle scelte progettuali e gestionali.

Per la definizione dei PUMT si stabiliscono i seguenti criteri:

  • - assumere come riferimento nella progettazione degli interventi le diverse tipologie di utenza (residenti, pendolari, utilizzatori occasionali e turisti)
  • - predisporre, in corrispondenza dei principali accessi ai centri urbani e delle stazioni del servizio ferroviario e del trasporto pubblico a scala territoriale, la dotazione di spazi di parcheggio posti all'esterno della sede stradale con funzione di interscambio con i servizi di trasporto pubblico locale, o di mobilità pedonale e ciclabile, eventualmente differenziati con l'impiego di sistemi tariffari e di mezzi di trasporto collettivo che incentivino l'utilizzo dei parcheggi più esterni;
  • - favorire la mobilità ciclabile definendo una rete di percorsi ad essa dedicati caratterizzati da adeguata sicurezza di uso, dalla continuità sul territorio urbano e periurbano, dalla interconnessione con le principali funzioni e con i nodi di interscambio del trasporto pubblico locale;
  • - incrementare la rete dei percorsi dedicati ai pedoni, promuovendo l'accessibilità pedonale ai principali nodi di interscambio modale ed alla rete dei servizi di trasporto pubblico locale;
  • - prevedere nella localizzazione di funzioni pubbliche e private e di insediamenti residenziali, commerciali o produttivi che inducono rilevante traffico motorizzato, modalità di accesso ai parcheggi tali da non provocare effetti di rallentamento del traffico passante;
  • - aumentare la sicurezza della mobilità, per ridurre il numero degli incidenti;
  • - promuovere la conservazione all'uso pubblico e la valorizzazione delle strade vicinali.
  • - Il Piano Urbano della Mobilità e del Traffico è definito in stretta correlazione le finalità ed i criteri di cui all'art. 88 della presente disciplina.

PUMT è suddiviso in due parti, fra loro coordinate e coerenti.

La prima parte ha la funzione di strumento di programmazione di medio-lungo periodo che persegue l'obiettivo di individuare e progettare un insieme organico di interventi strutturali sui diversi aspetti della mobilità, strettamente integrato con gli assetti territoriali definiti dai PS e dai RU, ricercando, i necessari raccordi a scala provinciale e sovracomunale.

Questa parte, pertanto, costituisce atto di governo del territorio ai sensi e per gli effetti dell'art. 10 della L.R. 1/2005.

La seconda parte, definita di norma a scala comunale, costituisce lo strumento gestionale operativo per determinare gli interventi e le misure di breve periodo finalizzate alla gestione ottimale del patrimonio strutturale ed infrastrutturale esistente ed è finalizzata a:

  • - definire interventi per la moderazione della velocità, per il miglioramento della sicurezza della circolazione e la qualità urbana con l'individuazione un sistema di zone (a traffico ordinario, limitato e/o moderato) anche al fine di consentire la realizzazione di nuove aree, vie e piazze pedonalizzate;
  • - migliorare la sicurezza della circolazione attraverso la riorganizzazione e la gerarchizzazione della viabilità urbana con interventi sullo schema attuale della circolazione e per la razionalizzazione delle intersezioni, l'estensione di sensi unici di marcia veicolare e l'incremento di spazi per la sosta veicolare;
  • - regolamentare il sistema della sosta secondo criteri, anche tariffari, che favoriscano l'uso di mobilità alternative;
  • - migliorare il sistema del trasporto pubblico/collettivo individuando linee di forza salvaguardate;
  • - ridurre l'inquinamento atmosferico ed acustico legato al traffico ed a favorire il risparmio energetico;
  • - definire i Piani di azione comunale finalizzati al contenimento dell'inquinamento atmosferico indotto dal traffico.