Disciplina del PTCP

Art. 11 Una idea condivisa di territorio.

Per svolgere in modo utile, in quanto capace di generare qualità della vita e progresso socio-economico, il proprio ruolo di coordinamento delle politiche territoriali espressi dalla Regione con gli strumenti della pianificazione comunale, il PTC propone alla collettività provinciale la necessità di perseguire una idea condivisa di territorio come riferimento per scelte di governo del territorio fondate sulla sostenibilità dello sviluppo, sulla costante valutazione integrata degli effetti e sulla partecipazione dei cittadini.

I principi che il PTC assume per sostanziare una idea condivisa di territorio su cui fondare i propri valori statutari ed orientare le scelte strategiche e le azioni che incidono sulle risorse del territorio, sulla qualità di vita, sulla coesione sociale sono:

A. "Un territorio che sa valorizzarsi":

  • - rafforzando i caratteri positivi dell'identità provinciale e determinando le condizioni per il recupero dei ritardi strutturali;
  • - proponendosi come soggetto attivo nelle dinamiche complesse in atto a livello mondiale per cogliere nuove opportunità di lavoro e di benessere sociale;
  • - assicurando uno stabile equilibrio fra attività produttive, ambiente naturale e qualità di vita;
  • - promuovendo ed accrescendo le risorse naturali, paesaggistiche, culturali, umane e imprenditoriali di cui dispone;
  • - promuovendo l'innovazione dei settori economici e delle funzioni territoriali ed urbane con interventi che rendano effettive le potenzialità che gli insediamenti ed il territorio sono in grado di esprimere.

B. "Un territorio che assume i principi della sostenibilità":

  • - come condizione inderogabile e come obiettivo di riferimento per qualificare le scelte di sviluppo e di trasformazione;
  • - come principio informatore non solo della programmazione e della pianificazione territoriale, ma anche di tutte le attività amministrative che quotidianamente concorrono a determinare la tutela ed il corretto uso delle risorse territoriali e la qualità di vita dei cittadini;

C. "Un territorio accogliente" in quanto capace di:

  • - affermare una società più inclusiva, in grado di far crescere le opportunità per i cittadini che la abitano;
  • - attrarre nuove iniziative e progettualità imprenditoriali, nuove risorse umane qualificate, nuovi flussi turistici;
  • - fare della diversità e della pluralità di visioni e di saperi elementi determinanti per sostenere il suo sviluppo e porsi come parte attiva della "città policentrica toscana" proposta dal PIT.

D. "Un territorio che sa rinnovarsi" stimolando la crescita di una nuova forma urbana, fondata su un sistema di spazi e luoghi della collettività, fortemente integrato con le funzioni insediate in grado di:

  • - dare effettiva sostanza alle attese di qualità della vita espresse dai cittadini;
  • - dar vita ad un insieme di ambiti privilegiati di incontro e di riferimento identitario di facile accessibilità e di ampia fruizione per tutti, come presupposto per la coesione sociale;
  • - restituire a chi ci vive e lavora il tempo sottrattogli dalle disfunzioni strutturali e gestionali di servizi organizzati su presupposti autoreferenziali.

E. "Un territorio che realizza il suo futuro con i cittadini", riconoscendo nella partecipazione della comunità un momento di sostanziale legittimazione delle scelte in grado di rendere condivisa e quindi efficace l'azione dell'amministrazione.

Art. 12 I principi per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Il PTC assume come fondativo il presupposto che lo sviluppo sostenibile non sia un insieme di scelte e di azioni stabilite oggi in via definitiva per consolidare un desiderato scenario futuro immutabile, poiché molteplici elementi, ed i valori ad essi associati, su cui necessariamente si basa sono destinati a modificarsi nel tempo.

Considera, pertanto, lo sviluppo sostenibile come un processo che deve essere, continuamente verificabile e verificato, in grado non solo di tendere allo scenario oggi definito, ma anche di garantirne la costante attualità. Un processo alla cui definizione concorrono necessariamente una molteplicità di soggetti e riconosce la partecipazione come momento sostanziale per la sua definizione ed attivazione.

Pertanto, il concetto di "governo del territorio" non può riferirsi soltanto all'applicazione di norme e regole amministrative e procedurali che attribuiscono a specifici soggetti competenze e responsabilità gestibili autonomamente, pur nel rispetto delle procedure "formali" stabilite, ma assume pienezza di significato solo fondandosi su percorsi attivi di cooperazione territoriale e istituzionale che sostanzino la sussidiarietà e l'autonomia locale.

Il PTC assume che il valore reale, il soggetto, che sostanzia il concetto di governo del territorio sia il territorio stesso - nella sua più ampia accezione di risorsa, materiale e culturale, imprescindibile e unitaria nella quale una collettività si riconosce, e su cui progetta il suo futuro sostenibile - superando, ogni qual volta ciò sia necessario ed opportuno, i "vincoli" formali dei confini amministrativi, per definire scelte adeguate alla complessità insita nei processi di uso e trasformazione del territorio.

Per quanto sopra la Provincia di Livorno ritiene che per governare il territorio con processi di sviluppo sostenibile sia necessario che:

  • - siano riconosciuti, descritti e tutelati i valori che costituiscono l'identità del territorio come patrimonio della collettività da trasmettere alle future generazioni e, come tali, caratterizzati da una sostanziale permanenza nel tempo;
  • - le scelte della programmazione e della pianificazione si basino su una definizione unitaria, condivisa e costantemente verificata degli scenari di riferimento e degli obiettivi strategici di medio e lungo periodo;
  • - sia necessaria l'assunzione costante di politiche attive di cooperazione interistituzionale per ricercare, alle opportune scale territoriali, soluzioni ottimali ai temi dello sviluppo, in particolare per quanto riferibile all'art 11 della presente disciplina;
  • - il processo di formazione, valutazione, gestione e verifica dei piani e programmi sia considerato una attività permanente, adeguatamente strutturata ed organizzata per coglier le possibili sinergie, recepire le aspettative della popolazione attraverso idonee forme di partecipazione, aggiornare il quadro conoscitivo per il governo del territorio e, quindi gli scenari di sviluppo, valutare le oggettive condizioni di sostenibilità, attivare le forme di cooperazione interistituzionale più opportune.

Il PTC, direttamente ed attraverso gli strumenti di pianificazione del territorio dei Comuni e gli atti di governo propri e di ogni altro soggetto pubblico orienta, e per quanto di competenza subordina, lo svolgimento delle attività pubbliche e private che incidono sul territorio e sull'utilizzazione delle risorse territoriali ed ambientali alla attivazione di processi di sviluppo sostenibile del territorio provinciale finalizzati alla:

  • - valorizzazione e il miglioramento della qualità ambientali, paesaggistiche, urbane, relazionali e sociali presenti e potenziali ed il superamento delle situazioni di degrado territoriale, ambientale, urbanistico, edilizio, socio - economico, geofisico e funzionale che determinano una qualità di vita insoddisfacente per le generazioni presenti e per quelle future;
  • - equilibrata distribuzione sul territorio delle funzioni e dei servizi pubblici e privati, la loro integrazione funzionale a scala locale e territoriale nonché la loro accessibilità, quali presupposti per una effettiva integrazione tra il sistema di organizzazione degli spazi e il sistema di organizzazione dei tempi di vita e di lavoro e nella promozione del benessere della collettività;
  • - costante ricerca di cooperazione e di sinergia con i soggetti pubblici e privati per migliorare la funzionalità e promuovere l'innovazione della pubblica amministrazione, per orientare gli investimenti e la corretta utilizzazione delle risorse al fine di accrescere le potenzialità a sostegno delle strategie di sviluppo del territorio;
  • - promozione di modalità insediative, infrastrutturali meno esigenti in termini di consumi di risorse territoriali ed energetiche;
  • - costante e contestuale valutazione della sostenibilità degli obiettivi e delle azioni sotto i profili ambientale, territoriale, sociale ed economico, e della salute umana per determinare le interrelazioni, attivare sinergie, risolvere conflitti nell'uso delle risorse e garantire livelli minimi di qualità prefissati;

Art. 13 La cooperazione istituzionale.

Il PTC individua nella cooperazione attiva fra i livelli istituzionali lo strumento operativo più idoneo per:

  • - valorizzare le risorse locali attraverso processi di governo che tengano conto della complessità insita nel territorio, per individuare obiettivi e strategie di sviluppo sostenibile efficaci perché in grado di porre sinergicamente in sintonia le scelte locali fra loro e con i molteplici fattori non gestibili alla scala territoriale e di competenze proprie delle singole amministrazioni;
  • - per assumere, alla opportuna scala territoriale, comportamenti omogenei, coerenti e condivisi idonei a contrastare efficacemente le posizioni di rendita, ad orientare e sostenere le iniziative, la progettualità e le capacità di innovazione del settore privato verso un uso delle risorse territoriali in stabile armonia con i livelli di qualità determinati dalle collettività interessate;
  • - per individuare ed attivare modalità e procedure di formazione, valutazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e degli atti di governo del territorio che permettano di ridurre i tempi decisionali, affermando in concreto i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

Al fine di garantirne il perseguimento degli obiettivi e delle priorità per lo sviluppo individuati dal PTC, la Provincia, in concomitanza della predisposizione del Piano di Azione di Sviluppo Locale promuove specifiche Conferenze di Concertazione volte alla determinazione delle modalità di concorrenza interistituzionale per il perseguimento degli obiettivi e per la definizione delle modalità di cofinanziamento degli interventi.

La Provincia, inoltre, ritiene opportuno predisporre con i Comuni, ed eventualmente con le Province limitrofe, specifiche intese previste al fine di predeterminare, in tempi brevi, linee di comportamento unitarie a scala territoriale per adeguare gli strumenti della pianificazione e gli atti di governo del territorio in relazione alla urgenza di contenere le pressioni in atto su specifici temi ed ambiti territoriali e per gli aspetti connessi a direttive e prescrizioni contenute nel PIT incidenti sugli strumenti della pianificazione provinciale e comunale, in particolare per:

  • - definire interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e di nuova edilizia per una nuova offerta di alloggi in regime di locazione al fine di individuare proposte la cui efficacia sia valutabile a livello sovracomunale per ottenere il previsto concorso finanziario della Regione (art. 6 del PIT);
  • - attivare modalità di cooperazione interistituzionale per la programmazione e realizzazione di interventi di mobilità intra ed inter-regionale (art. 8 del PIT);
  • - promuovere concertazioni con le amministrazioni interessate, ai fini dell'articolo 48, comma 4, lettera a, della L.R. 1/2005, per ottimizzare a scala sovracomunale la pianificazione e la localizzazione degli interventi di trasformazione territoriale, e per l'attivazione di opportune modalità di concertazione perequativa territoriale (artt. 12, 15 e 19 del PIT);
  • - ottenere il concorso finanziario eventualmente previsto da programmi e piani di settore regionali per il recupero di aree produttive manifatturiere dismesse e per il completamento di quelle esistenti, individuando proposte a scala sovracomunale (art. 19 del PIT)
  • - disincentivare, assumendo iniziative omogenee a scala territoriale, le aspettative e le conseguenti iniziative di valorizzazione finanziaria nel mercato immobiliare dei beni costituenti il "patrimonio collinare" (art. 21) ed il "patrimonio insulare e marino" e per definire criteri e tipologie progettuali idonei a garantire la tutela e la persistenza della qualità del patrimonio paesaggistico, la tutela ed il corretto uso delle risorse territoriali relativamente agli interventi nei due suddetti ambiti (art. 21 e 27 del PIT);
  • - attivare gli accordi di pianificazione tra Comuni per ottimizzare le scelte localizzative e per definire modalità di perequazione intercomunale negli ambiti sovracomunali e sovraprovinciali nei quali le indicazioni del PTC rendano necessario il ricorso a tale procedura per la realizzazione dei nuovi impegni di suolo si renda necessario per la tutela attiva delle risorse agroambientali, paesaggistiche nonché socioeconomiche della Toscana rurale (art. 23 del PIT).

Infine, la Provincia ritiene necessario definire, assieme ai Comuni, protocolli procedurali per la formazione, la valutazione, il monitoraggio e per la verifica, su basi unitarie e predefinite, degli strumenti di pianificazione ed atti di governo del territorio, costituendo in tal modo una comune base cognitiva idonea a:

  • - descrivere e quantificare con criteri esaustivi ed omogenei gli elementi che concorrono a dotare il territorio delle funzionalità e delle qualità che connotano la sostenibilità dello sviluppo, permettendo così di superare il principio di "conformità" come base per regolare le relazioni interstituzionali, sostituendolo con l'accertamento - in relazione alla base cognitiva concordemente assunta - della "coerenza" fra le reciproche opzioni statutarie e strategiche e della "congruità" della loro formulazione operativa;
  • - conservare il controllo effettivo del "sistema" governo del territorio e della evoluzione dei percorsi di sviluppo sostenibile attivati;
  • - ridurre i tempi di elaborazione e di approvazione degli strumenti e degli atti, individuando forme di collaborazione in itinere quale premessa alla autocertificazione di corrispondenza alle regole comunemente assunte da parte dei soggetti titolari degli strumenti ed atti.

Art. 14 La partecipazione

Il PTC riconosce nella partecipazione attiva dei cittadini alla definizione delle scelte programmatiche, progettuali e di gestione, nonché ai processi di valutazione degli effetti indotti un sostanziale momento di legittimazione delle opzioni politiche e un fattore determinante per garantirne la effettiva efficacia e realizzazione.

Scopo della partecipazione, oltre quello istituzionale della trasparenza dei procedimenti, è quello di contribuire alla qualità ed alla completezza delle informazioni creando una base di conoscenza esaustiva e condivisa quale presupposto delle scelte di governo e gestione del territorio, per evidenziare ogni informazione rilevante per generare opportunità di sviluppo sostenibile ed attivare sinergie e interdisciplinarietà, per evidenziare e risolvere conflitti nell'uso delle risorse essenziali del territorio, per determinare il livello di qualità della vita atteso dai cittadini e verificare le linee operative per conseguirlo.

Ai fini della partecipazione la Provincia richiama ed assume:

  • - quanto disposto in materia dalla L.R. 1/2005
  • - i contenuti le indicazioni e le regole riferibili al governo del territorio di cui al D. Lgs. n. 152/2006 per quanto attiene al recepimento della direttiva 2001/42 CE;
  • - i principi e le finalità generali, nonché le disposizioni direttamente incidenti in materia di territorio, della L.R. 27.12.2007 "norme sulla partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali";

La partecipazione è attivata per il tramite del garante della comunicazione di cui all'articolo 19 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1.

Art. 15 Gli obiettivi generali del PTC.

Il PTC per affermare valori di riferimento ed i principi che connotano l'idea condivisa di territorio individua, i seguenti obiettivi generali da perseguire attraverso la definizione degli elementi statutari del territorio e delle linee di sviluppo strategico degli strumenti della pianificazione:

  • - la tutela, la valorizzazione e la gestione sostenibile delle risorse territoriali ed ambientali quali fattori fondamentali per la promozione ed il sostegno delle potenzialità e delle tendenze locali allo sviluppo;
  • - lo sviluppo di un sistema di città equilibrato e policentrico, promuovendo la massima integrazione funzionale e sinergica tra i diversi territori della provincia;
  • - lo sviluppo delle potenzialità dei territori collinari, della fascia costiera e delle aree agricole nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale ad esse peculiari;
  • - la crescita di competitività del sistema produttivo provinciale coniugando all' impresa l'accessibilità alla ricerca e all'innovazione, alla logistica e alla infrastrutturazione.
  • - la crescita del territorio provinciale come luogo di accoglienza, di coesione ed integrazione sociale e di nuove opportunità per le comunità ed i cittadini che vi risiedono e che la frequentano, di effettiva affermazione delle pari opportunità;
  • - la promozione di un diffuso e stabile livello di qualità della vita urbana e rurale finalizzato ad assicurare la migliore accessibilità ai beni e servizi pubblici e di interesse pubblico, creare sinergie fra le diverse componenti, sostanziare i principi del decentramento, della innovazione e dell'efficacia amministrativa, della partecipazione, dei diritti alla scelta dei tempi di vita, della coesione e dell'interazione sociale, etnica e culturale;
  • - un adeguato livello sicurezza delle persone e dei beni rispetto ai fattori di rischio connessiall'utilizzazione del territorio;
  • - L'assunzione del paesaggio come valore fondativo, culturale ed attivo, prima ancora che vincolistico, su cui basare i principi e degli obiettivi generali di qualità territoriale e da assumere come cardine condiviso dalle comunità locali e dalla Provincia di Livorno per il coordinamento territoriale dell'attività di pianificazione e di gestione del territorio;
  • - una qualità insediativa ed edilizia, opportunamente differenziata nei diversi ambiti territoriali, che garantisca la salvaguardia dell'ambiente naturale, la riduzione dei consumi energetici, la sanità ed il benessere dei fruitori, l'eliminazione delle barriere architettoniche, il diritto all'autodeterminazione delle scelte di vita.