Disciplina del PTCP

Art. 89 Gli obiettivi strategici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

Per una crescita della competitività economica sostenibile del territorio provinciale si individua di base l'attivazione di processi sinergici interistituzionali sui temi e obiettivi strategici di interesse regionale quali:

  • - lo sviluppo del sistema portuale regionale della provincia di Livorno;
  • - assumere la mobilità e la logistica come fattore di incentivazione allo sviluppo;
  • - il completamento infrastrutturale del corridoio tirrenico;
  • - lo sviluppo dei territori connessi al sistema portuale regionale;
  • - le relazioni interprovinciali: Pisa, Grosseto;
  • - affermare un'economia del mare fondativa del sistema economico provinciale;
  • - affermare il ruolo della provincia quale luogo laboratorio della sostenibilità ambientale;
  • - Costruire il sistema delle relazioni territoriali fondato su una sinergia di azioni mirate;
  • - Assumere come fondativa la scalata ai gradi qualitativi superiori della vita urbana e di relazione.

Il PTC promuove la formazione del sistema di relazione delle aree protette come rete di paesaggi e ambienti da salvaguardare e valorizzare in ragione delle loro caratteristiche di qualità intrinseca e di posizione. Le politiche statutarie e strategiche relative a questo punto trovano sinergie con quelle relative al ruolo paesaggistico del territorio in generale.

È pertanto possibile immaginare scenari di governo con politiche territoriali multiobiettivo, come la relazionalità del sistema delle aree protette della provincia con il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Il riconoscimento strategico e la conseguente assunzione funzionale delle aree di relazione sono promossi dal PTC al fine di determinare una differenziazione sistemica effettiva dell'offerta di tutela e di funzionalità turistico-ricreativa delle aree protette e al tempo stesso integrarne la dotazione spaziale attraverso aree contigue con mosaici paesaggistici agroforestali. Il PTC promuove tale concezione della valorizzazione delle aree protette per l'innovativa visione dello sviluppo economico e sociale del territorio fondata sul consapevole riconoscimento delle diverse sensibilità di percezione e fruizione paesistica e ambientale del territorio e della esigenza contemporanea di assumere il primato della qualità ambientale come strategia condivisa e diffusamente praticata.

È predisposta una apposita disciplina sui valori statutari del paesaggio provinciale (cui si rinvia) che reca gli elementi essenziali per lo sviluppo di una visione strategica complessa e coordinata della valorizzazione del patrimonio paesaggistico del territorio provinciale e delle connesse strategie in coerenza con il piano paesistico regionale. Il PTC individua tre assi strategici complementari e definisce in relazione ad essi una strategia di piano unitaria e integrata per la valorizzazione del patrimonio paesaggistico della provincia. I tre assi strategici di concezione della strategia di piano sono: A- il sistema di relazione dei paesaggi protetti; B - il sistema turistico-ricreativo delle green way; C - le diversità paesaggistiche della costa.

A Il sistema di relazione dei paesaggi protetti

Definisce lo scenario strategico del sistema di relazione dei paesaggi protetti finalizzato a sviluppare una effettiva articolazione sistemica delle aree protette continentali della Provincia e tessere relazioni di complementarietà con quelle insulari del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Il sistema di relazione dei paesaggi protetti si articola in quattro sottosistemi con funzioni complementari in stretta integrazione strategica con gli assi relativi al sistema turistico-ricreativo delle greenway e a quello delle diversità paesaggistiche della costa:

· sottosistema stradale dell'accessibilità sovralocale e della distribuzione locale;

· sottosistema insediativo dei servizi di prossimità;

· sottosistema agroforestale dei mosaici paesaggistici di interesse relazionale;

· sottosistema della mobilità alternativa parte del sistema turistico-ricreativo delle

greenway.

B Il sistema turistico-ricreativo delle greenway

Definisce lo scenario strategico del sistema turistico-ricreativo delle greewnay finalizzato a sviluppare opportunità di fruizione naturalistica e culturale del paesaggio strettamente connesse alle risorse locali. Esso si fonda sulla correlazione delle risorse del patrimonio paesaggistico con le infrastrutture e le strutture che possono concorrere alla loro valorizzazione secondo forme di turismo e ricreazione differenziate per bacini e tipi di utenza guidate da un'impronta comune alternativa alle forme più tradizionali e diffuse del turismo balneare.

La disciplina specifica sulla base degli elementi statutari e sistemici individuati in:

· i paesaggi collinari dei borghi medievali;

· i paesaggi collinari delle fattorie mezzadrili;

· i paesaggi carducciani;

· i paesaggi archeominerari di Campiglia;

· i paesaggi minerari dell'Elba;

· i paesaggi archeologici di Baratti e Populonia;

· i paesaggi costieri.

C Le diversità paesaggistiche della costa

Definisce lo scenario strategico per la valorizzazione delle diversità paesaggistiche della costa volto a contrastare il diffondersi delle modalità di fruizione turistico-ricreativa di quest'ultima e prevenire in modo attivo le conseguenze di omologazione paesaggistica in ambiti paesaggistici diversificati.

Lo scenario strategico per la valorizzazione delle diversità paesaggistiche della costa è volto a contrastare l'omologazione delle modalità di fruizione turistico-ricreativa di quest'ultima

La disciplina specifica gli elementi statutari e sistemici individuati in:

· la gestione trasversale costa-entroterra delle pressioni turistico-ricreative nei territori

continentali;

· il disegno dello scenario provinciale della costa continentale;

· le linee di coordinamento con le politiche di valorizzazione sostenibile del Parco

Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Art. 90 Per una idea condivisa di territorio

Affermare un metodo condiviso di lettura del territorio quale funzione del processo di coesione sociale e di affermazione dei valori di unione.

Art. 91 Per lo sviluppo sostenibile del territorio

Affermare un idea del territorio quale insieme sistematico di luoghi afferenti la sostenibilità ambientale e assumerla nel comportamento quotidiano del fine di ciascuna azione e progettazione.

Art. 92 I raccordi con la programmazione

La Provincia assume il concetto del PTC quale luogo di attuazione della programmazione organizzando l'assegnazione delle risorse sia proprie che comunitarie mirata alla concretizzazione degli obiettivi strategici in esso affermati.

Art. 93 Obiettivi strategici per la formazione coordinata degli strumenti della pianificazione territoriale

Il PTC persegue la formazione coordinata degli strumenti della pianificazione territoriale attraverso:

  • - il costante ricorso a processi di cooperazione istituzionale, secondo quanto previsto dall'articolo 13 della presente disciplina, in particolare:
  • - attivando specifiche intese finalizzate a predeterminare linee di comportamento unitarie a scala territoriale l'adeguamento e la valutazione integrata gli strumenti della pianificazione e gli atti di governo del territorio;
  • - condividendo, su basi unitarie e predefinite, una base cognitiva attraverso la definizione di protocolli procedurali per la formazione, la valutazione, il monitoraggio e per la verifica degli strumenti di pianificazione ed atti di governo del territorio;
  • - attivando il tavolo tecnico, formato dalla Provincia e dai Comuni, previsto dall'articolo 7 della presente disciplina, per il progressivo miglioramento della qualità tecnica degli strumenti della pianificazione e degli atti di governo del territorio, nonché per garantire la progressiva assunzione delle metodologie e dei criteri condivisi e la maggiore efficacia dell'attività amministrativa;
  • - la costituzione e la condivisione:
  • - del Quadro conoscitivo per il governo del territorio provinciale di cui all'articolo 7;
  • - dell'Osservatorio provinciale per il governo del territorio ed al monitoraggio di cui all'articolo 8 della presente disciplina;
  • - il perseguimento dell'idea condivisa di territorio nonché delle finalità e degli obiettivi prestazionali indicati dai sistemi funzionali ed in particolare dal sistema funzionale degli insediamenti di cui agli articoli 33, 34 e 35 e dalla disciplina relativa al paesaggio;
  • - l'applicazione dei criteri per l'uso delle risorse essenziali, definiti dalla Parte II, Titolo V "statuto delle risorse essenziali del territorio";
  • - le specifiche strategie di cui al presente Titolo.

Art. 94 Il Programma strategico per l'organizzazione della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività"

Il PTC individua nel perseguimento operativo degli obiettivi prestazionali di cui agli articoli 33, 34, 35 e nella applicazione dei criteri per l'uso delle risorse essenziali, di cui alla Parte II Titolo V Capo V della presente disciplina gli elementi per l'organizzazione condivisa di un sistema policentrico dotato dalle "qualità" necessarie a dare concretezza alla "città policentrica toscana", individuata dal PIT come invariante strutturale in quanto fattore fondamentale dell'identità regionale.

I processi da attivare per la definizione della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività", per la loro complessa articolazione - e per l'arco di tempo medio lungo che necessariamente sottendono - richiedono uno strumento che assicuri una coerente continuità programmatica ed operativa rispetto sia alla sequenza dei Regolamenti Urbanistici e degli altri atti di governo del territorio che attuano i PS comunali, sia alla integrazione fra i molteplici aspetti della gestione amministrativa corrente e, in particolare, per armonizzare l'attività dei diversi settori coinvolti, nonché alla corretta definizione dei contenuti degli strumenti della pianificazione.

Per quanto sopra, il PTC propone, sulla base degli elementi di conoscenza acquisiti applicando i criteri di cui agli articoli 88 e 89 ed allo specifico Regolamento di cui all'articolo 10, punto A, la definizione da parte della provincia e dei comuni, per quanto di competenza,di Programmi operativi finalizzati alla progressiva concretizzazione della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività".

Il Programma operativo per la "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" si basa sullo specifico quadro conoscitivo e su una relazione analitica contenente:

  • - l'elenco aggiornato delle situazioni di degrado, in atto o potenziale - di tipo urbanistico, ambientale, funzionale e socio-economico - individuate sul territorio di competenza secondo quanto previsto dai punti B, C e D dell'articolo 90; l'elenco è ordinato secondo il grado di priorità derivante dalla importanza degli effetti indotti e dalla urgenza di superare le situazioni di degrado o di recupero di funzionalità del sistema dei servizi pubblici e privati di utilità generale;
  • - l'indicazione degli interventi e delle azioni da attivare, anche in termini di gestione,- tenendo conto delle possibili sinergie - per il superamento di ciascuna delle situazioni di degrado e per assicurare e per mantenere un adeguato livello di qualità degli insediamenti attraverso l'organizzazione, l'integrazione e l'accessibilità dei servizi e degli spazi pubblici o di uso pubblico;
  • - gli elementi per il raccordo operativo fra gli strumenti ed gli atti di governo del territorio e di essi con gli atti di programmazione.

Il Programma operativo nel definire le priorità tiene conto anche delle indicazioni e delle direttive del "Piano di indirizzo e di regolazione degli orari", concorrendo a definire e ad attuare i progetti per il coordinamento degli orari della città e per il raggiungimento degli obiettivi di cui ai punti a) e b) del secondo comma all'art. 3 della L.R. 38/1998 e successive modificazioni.

Il Programma operativo per la "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" dell'Amministrazione provinciale prende in considerazione gli elementi pertinenti di competenza e quelli di interesse sovracomunale oggetto di specifiche intese con soggetti pubblici o privati, costituisce elemento sostanziale per:

  • - determinare le priorità del Piano di azione per lo sviluppo locale;
  • - la definizione del Programma triennale dei lavoro pubblici;
  • - la definizione degli atti di governo del territorio di competenza.

Il Programma operativo per la "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" di competenza comunale costituisce base di riferimento per:

  • - la formazione del PS in relazione alla definizione di quanto richiesto dall'art. 53 della L.R. n. 1/2005, comma 2 punti c), e), comma 3 punto a), nonché comma 4;
  • - la formazione del Regolamento urbanistico in relazione alla definizione di quanto richiesto dall'art. 55 della L.R. n. 1/2005, comma 2 punti c), d), e), g), i) nonché comma 4 punti a), b), c), e);
  • - la individuazione delle aree ed ambiti sui quali operare la riqualificazione insediativa nella definizione dei Piani complessi di intervento;
  • - la individuazione delle necessità di raccordo fra comuni in relazione alla collocazione ottimale di funzioni e servizi di rango sovracomunale;
  • - la valutazione integrata del PS, Regolamento Urbanistico e degli altri atti di governo del territorio comunali incidenti sulla qualità degli insediamenti.

Il programma operativo comunale per la "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" costituiscono inoltre elemento sostanziale per:

  • - la definizione del quadro programmatico strategico di cui all'articolo 55 della L.R. n. 1/2005 in relazione alle le priorità da soddisfare nell'arco di cinque anni;
  • - la definizione del Programma triennale dei lavoro pubblici;
  • - la determinazione dei contenuti degli eventuali pubblici avvisi di cui all'articolo 13 del Regolamento regionale n. 3/R del 9 febbraio 2007e per la valutazione delle proposte e progetti pervenuti;
  • - la definizione della Disciplina per la distribuzione e localizzazione delle funzioni.

ll programma operativo è costantemente aggiornato e sottoposto a monitoraggio secondo quanto previsto dall'articolo 8 della presente disciplina.

La predisposizione ed il costante monitoraggio del programma operativo comunale per la "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" e la sua gestione secondo quanto previsto dalla presente disciplina costituiscono elemento di conformità al PIT e una delle basi sostanziali per determinare la coerenza e congruità rispetto ad esso delle scelte statutarie e strategiche del Piano strutturale e degli atti di governo del territorio comunali.