Disciplina del PTCP

Art. 96 le strategie dei sistemi funzionali

Le strategie della competitività e funzionalità territoriale si articolano secondo i sistemi funzionali individuati dal presente piano:

Per Il sistema funzionale dell'industria:

  • * Il consolidamento industriale come scelta di programmazione e pianificazione territoriale.
  • * Accrescere la competitività attraverso una maggiore integrazione tra i luoghi di produzione e le infrastrutture.
  • * Favorire la massima intermodalità della distribuzione dei prodotti in entrata e in uscita dai luoghi di produzione e viceversa dell'immissione delle materie prime.
  • * Per favorire la competitività adeguare e incrementare le strutture infrastrutturali d'area, migliorare e agevolare i collegamenti di più poli di produzione.
  • * Esternalizzare i servizi per incrementare la crescita dell'indotto e delle sub-forniture.
  • * Facilitare l'utilizzazione delle utilities.
  • * Promuovere l'insediamento di imprese con processi produttivi orientati all'occupazione femminile accompagnati dalla localizzazione di servizi rivolti alla conciliazione dei tempi di lavoro e i tempi di vita.

Per Il sistema funzionale del commercio

  • * Sviluppare iniziative per integrare la salvaguardia degli esercizi storici o tipici in una più complessiva valorizzazione delle aree, degli assi e dei luoghi commerciali caratterizzanti il bacino territoriale di offerta dei servizi.
  • * Favorire la realizzazione dei centri commerciali naturali in funzione di una valenza funzionale sovra locale ma anche in funzione della riqualificazione urbana attraverso la dotazione contestuale di spazi della collettività.
  • * Incentivare la rete delle grandi strutture commerciali all'isola d'Elba valutando la possibilità di insediare una media struttura di vendita da localizzare a Portoferraio.
  • * Favorire l'insediamento di attività commerciali relative alla vendita di beni che richiamano identità dei luoghi nei centri storici attrattive di flussi turistici.

Per Il sistema funzionale del turismo

  • * Favorire negli strumenti urbanistici i processi e gli interventi di riqualificazione delle strutture ricettive esistenti subordinando agli ampliamenti ricettivi la realizzazione di servizi comuni e di dotazioni impiantistiche in quantità di superficie utile sufficiente a qualificare la struttura ricettiva per accoglienza destagionalizzata e in caso di soli ampliamenti per servizi e dotazioni impiantistiche mediante incentivi premializzanti in termini volumetrici o di abbattimento di oneri di urbanizzazione.
  • * Salvaguardare il ruolo dell'imprenditore agricolo professionale contrastando previsioni urbanistiche di modificazioni delle destinazioni d'uso non agricole nelle zone rurali favorendo processi di avvio di nuove iniziative imprenditoriali agrituristiche in capo all'imprenditore professionale agricolo e complementari alla conduzione del fondo. Contestualmente promuovere un percorso di valutazione sull'inserimento dell'impresa turistica nel segmento del turismo verde.
  • * Avviare processi di analisi e di studio specifici sull'accessibilità e sulla mobilità in relazione al sistema turistico e fra questo e i luoghi degli eventi e della cultura.
  • * Elaborare un programma per l'individuazione di sinergie per l'attivazione di processi di integrazione tra i servizi interni e quelli esterni a ciascuna struttura ricettiva.
  • * Monitorare costantemente la qualità ambientale dei luoghi turistici e avviare un programma di individuazione degli insediamenti privi di impianti di depurazione delle acque reflue.
  • * Attrezzare i luoghi della qualità e della percezione paesistica identitaria.
  • * Favorire un processo di interazione e integrazione del turismo con la nautica da diporto.
  • * Attivare processi di integrazione paesistica delle nuove strutture.

Per Il sistema funzionale dell'agricoltura

  • * Incentivare le sistemazioni idraulico agrarie e le tecniche agronomiche compatibili con le finalità di tutela del suolo, dei deflussi superficiali e del contesto paesaggistico
  • * Incentivare le utilizzazioni boschive e le sistemazioni idraulico forestali e dei rimboschimenti in funzione dell'assetto idrogeologico e del nuovo paesaggio rurale
  • * Mantenere una costante bonifica idraulica per la difesa del suolo
  • * Incentivare processi di interazione tra agricoltura e le aree degli habitat naturali
  • * Incentivare attività che utilizzano metodologie di agricoltura integrata
  • * Sviluppare le attività agrituristiche qualificando l'offerta nei settori della gastronomia e del turismo culturale ancorate ai valori agricoli
  • * Qualificare il sistema insediativo e produttivo rurale nelle sue forme biologiche e di qualità
  • * Favorire la bioagricoltura
  • * Incentivare la ricomposizione fondiaria e la crescita dimensionale delle aziende agricole
  • * Limitare la tendenza al frazionamento dei fondi agricoli e l'incremento di forme residenziali in aree rurali
  • * Prevedere un'idonea ripresa di forme colturali ad alto valore aggiunto, in termini di conservazione e riproduzione della biodiversità, del paesaggio, delle risorse

Per Il sistema funzionale della pesca

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  • * Favorire azioni tendenti a dotare ulteriormente di idonee infrastrutture e di spazi adeguati l'interno delle aree portuali.
  • * Incrementare le aree portuali destinate all'attività di pesca
  • * Favorire la diffusione della conoscenza dell'attività attraverso forme integrative e complementari ad altre attività.
  • * Avviare un processo di integrazione tra pesca e turismo.
  • * Promuovere la formazione dei centri integrati dei servizi della pesca nelle città portuali.

Per Il sistema funzionale dei nodi e delle reti infrastrutturali

  • * Promuovere un sistema integrato portuale Livorno-Piombino mediante il completamento del corridoio tirrenico e la messa in rete delle reciproche aree logistiche in modo tale da costituire il sistema portuale della costa toscana capace di mantenere le capacità di importazione per i mercati dell'asse del Brennero integrati dalla esportazione dei mercati dell'est dell'asse Fano-Grosseto mediante svilòuppo di banchine infrastrutture feroviarie e potenziamento delle mobilità passeggeri e della crocieristica.
  • * Le ragioni delle previsioni di sviluppo e ampliamento si interconnettono con le problematiche territoriali e urbane tali da richiedere anche in questo caso l'attivazione di un tavolo di concertazione istituzionale permanente.
  • * Nuovo PRP di Rio Marina a costituire potenziamento e miglioramento dell'accessibilità all'isola d'Elba e relativa realizzazione di strade e di circonvallazione del paese adeguata alla distribuzione del traffico veicolare connessa ad una elaborazione di un programma strategico della viabilità isolana.
  • * Attivazione di sinergie pubblico privato per la riorganizzazione e riqualificazione dei waterfront portuali strettamente connesso alle città .
  • * L'interazione tra le diverse modalità del trasporto costituisce strategia significativa e implementante della funzionalità dei collegamenti provinciali ai fini della fluidificazione della movimentazione delle merci e delle persone e per affermare il valore della conciliazione dei tempi e degli orari.
  • * Promuovere studi specifici sul superamento dell'accessibilità come questione.

Per Il sistema dei luoghi e degli spazi della collettività

  • * Procedere alla progettazione urbana attivando contemporaneamente studi sull'accessibilità ai centri della città diffusa mediante mobilità intermodale.
  • * Attivare studi per la progettazione di spazi aperti e chiusi incentivanti l'aggregazione sociale.
  • * Attivare processi di integrazione tra strumenti indicatori della qualità urbana.
  • * Attivare studi sulla percezione dell'identità locale.
  • * Promuovere la costruzione di un sistema di monitoraggio sulla qualità della vita urbana .

Per Il sistema funzionale dei rifiuti

  • * Promuovere l'educazione ambientale nelle scuole sui modi di produrre meno rifiuti.
  • * Perseguire l'individuazione degli spazi idonei allo svolgimento della funzione secondo l'articolazione territoriale suddivisa nei quattro comprensori di: Livorno, Rosignano, Piombino, Elba.

Per Il sistema funzionale delle risorse

Riguardo la risorsa idrica

Le strategie sulle risorsa sono riassumibili nel concetto applicativo della sostenibilità che l'accesso all'acqua è un diritto cosi come l'impedimento alla sua dispersione è un dovere. Pertanto:

  • * Attivare processi di monitoraggio costante della risorsa aventi anche obiettivi di protezione ambientale e di valutazione degli effetti sulle altre componenti: suolo, fauna, vegetazione, paesaggio e interazione tra i vari fattori, al fine di valutare il fabbisogno idrico delle zone di sofferenza e in specie della Bassa Val di Cecina, della Val di Cornia e dell'isola d'Elba rispetto alle popolazioni residenti e turistiche e alle attività economiche.
  • * Attivare un processo di predisposizione di strumenti giuridici urbani integrati (di edilizia, di igiene, di fornitura idrica, di scarico delle acque usate) disponenti regole, processi, modalità applicative e di installazione impiantistica finalizzate al risparmio idrico e all'uso parsimonioso dell'acqua in generale e dell'acqua potabile in particolare.
  • * Disciplinare l'erogazione a tempo nell'arco della giornata.
  • * Ottimizzare la capacità di accumulo degli impianti distributivi della risorsa idrica.
  • * Disciplinare l'emungimento dalle falde freatiche della risorsa idrica per gli usi diversi dal domestico.
  • * Attivare processi di contabilizzazione efficiente delle quantità emunta e di quella distribuita dell'acqua potabile.
  • * Incrementare le risorse idriche autoctone delle isole dell'arcipelago.
  • * Sviluppare gli utilizzi delle acque di scarico dei depuratori per uso industriale.

Riguardo la risorsa energetica

Le strategie sulla risorsa sono riassumibili nel concetto applicativo della sostenibilità di una migliore e più efficiente più pulita produzione di energia. Pertanto:

  • * Perseguire la riconversione delle centrali Enel di Livorno e Piombino da olio a gas metano.
  • * Favorire processi di riqualificazione energetica degli edifici in generale e l'installazione di impianti a utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per autoconsumo.
  • * Favorire il risparmio energetico negli impianti di pubblica illuminazione.
  • * Introdurre valutazioni e diagnosi energetiche degli edifici nei procedimenti di rilascio dei permessi di costruzione.
  • * Favorire lo sviluppo di eolico e mini eolico.
  • * Favorire lo sviluppo del fotovoltaico.
  • * Favorire lo sviluppo del solare termico.
  • * Favorire la diffusione delle sonde geotermiche e di altre tecnologie per la produzione di calore.
  • * Favorire l'impiego sostenibile delle biomasse agricole e forestali.
  • * Favorire lo sviluppo dei processi produttivi industriali di biodisel e bioetanolo.
  • * Favorire la cogenerazione a gas metano.
  • * Favorire la produzione di energia da rifiuti.
  • * Favorire azioni di mitigazione della presenza dell'impianto di rigassificatore.
  • * Predisporre adeguate misure disciplinari e di salvaguardia dei valori paesistici rurali che consentano l'insediamento di impianti di produzione di energia da fonti alternative solo se compatibili con tali valori.
  • * Favorire la realizzazione di progetti integrati per la chiusura del ciclo in contesti confinati, quali ad es. le isole minori (Gorgona, Pianosa ecc.).
  • * Miglioramento della qualità progettuale degli elettrodotti finalizzata al miglioramento ambientale entro una scala progressiva di valori di tutela, valori di cautela e valori di qualità dell'induzione magnetica e dei campi elettrici.

Per Il sistema funzionale delle aree protette

  • * Promuovere l'articolazione di una rete funzionale di collegamento tra aree protette mediante l'individuazione di corridoi ecologici coniugando la componente paesistica e quella ambientale.
  • * Promuovere la formazione di un sistema di fruizione assistita dei luoghi protetti.

Art. 97 L'articolazione territoriale: sistemi economici locali

Tendere all'erogazione dei servizi comprensoriali riconoscendo l'articolazione territoriale fondata su quattro sistemi economici locali (SEL): Area livornese, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia, Elba.

Promuovere la localizzazione dei servizi comprensoriali fondando la loro articolazione in base ai tempi di percorrenza funzionalmente ammissibili.

Attivare un processo sinergico di localizzazione di centri di servizi polifunzionali comprensoriali congruente al sistema dei tempi e degli orari di vita quotidiani.

Art. 98 Individuazione dei piani di settore

Le competenze della provincia si esplicano attraverso l'elaborazione di specifici piani di settore. Il Piano di Settore è lo strumento di analisi e di dettaglio della materia che tratta e la traduce nelle strategie di programmazione territoriale nel rispetto del presente Piano Territoriale di Coordinamento.

Sono Piani di Settore di competenza provinciale i seguenti:

  • 3.1 Piano provinciale Smaltimento Rifiuti
  • 3.2 Piano di Azione di Sviluppo Locale (PASL)
  • 3.3 Piano provinciale di Sviluppo Rurale
  • 3.4 Piano Energetico Provinciale
  • 3.5 Piano Provinciale dello Sport
  • 3.6 Piano Provinciale della Cultura
  • 3.7 Piano Provinciale di promozione turistica
  • 3.8 Piano della Pesca
  • 3.9 Piano Provinciale di Protezione Civile
  • 3.10 Piano Provinciale delle Aree Protette
  • 3.11 Piano Provinciale delle Attività Estrattive
  • 3.12 Piano Provinciale di Trasporto Pubblico Locale
  • 3.13 Piano Provinciale della Didattica e dell'Edilizia Scolastica

Art. 99 I raccordi fra il PTC ed i piani di settore

L'implementazione del quadro conoscitivo del PTC avviene attraverso l'implementazione del quadro conoscitivo di ciascun settore di competenza provinciale secondo le modalità di aggiornamento del QC stabilite dal presente Piano di elaborazioni tematiche per schede e di implementazione di ciascuna scheda relativa all'oggetto appartenente all'ambito tematico.

L'elaborazione di ciascun Piano di Settore produrrà un quadro conoscitivo di riferimento capace di fornire informazioni di aggiornamento del PTC.

Il Responsabile del Procedimento del PTC fornisce ai settori della Provincia il supporto necessario per il raccordo dei piani di settore al PTC.

La localizzazione di funzioni derivanti dalla elaborazione dei piani di settore che incidono e modificano il PTC producono i relativi effetti successivamente alla pubblicazione dell'avvenuta approvazione della variante allo strumento di pianificazione.

La variante al PTC segue le procedure di formazione stabilite dalla legge regionale.

Nei casi in cui il piano di settore introduce localizzazioni previsionali di dettaglio, dovrà essere accompagnato dalla Valutazione integrata approvata precedentemente e separatamente dal piano medesimo che stabilisca la necessità del Rapporto Ambientale. In tutti gli altri casi si prescinde dalle elaborazioni rinviando al documento allegato al presento piano.

Art. 100 Criteri e prescrizioni per la gestione, il coordinamento e l' integrazione dei piani di settore

Si richiama l'assunto che il sistema statutario funzionale delle reti, dei nodi e dei servizi si fonda sull'articolazione territoriale per aree e funzioni e ne definisce le invarianti strutturali basandosi sulle prestazioni di sistema e non del singolo bene ad eccezione del bene che costituisce valore statutario come la rete dei beni storici. Pertanto il piano di settore ancorchè individui beni diversi da quelli del PTC è dichiarabile conforme qualora non alteri la prestazione che lo Statuto definisce per quel sistema funzionale.

Ciascun Piano di Settore avrà pertanto valore di piano sovracomunale non potendosi occupare di specificità locali che esercitano la propria sfera di influenza entro i limiti di un territorio comunale. La scala territoriale provinciale è articolata per aree secondo la sfera di influenza e aggregativa di servizi comprensoriali fondati su raggi di percorrenza possibili e organizzati secondo la logica dell'accessibilità intermodale. Le scelta localizzativa di servizi segue l'impostazione del PTC secondo la massima razionalità e la migliore organizzazione territoriale derivante dalla domanda di mobilità che determina. La sostenibilità dell'accessibilità è criterio guida di ciascun piano di settore.

Divergono dal criterio guida i piani di settore aventi finalità localizzativa di funzioni obbligate.

Per ciascun Piano di Settore si individuano i seguenti criteri fondamentali.

  • - Piano provinciale Smaltimento Rifiuti: deve contenere il richiamo a prescrizioni e vincoli limitativi e ostativi all'installazione di impianti di smaltimento nei siti di interesse paesistico e ambientale individuati dal PTC.
  • - Piano di Azione di Sviluppo Locale (PASL): deve armonizzarsi alle strategie di sviluppo contenute nel documento del PTC quale migliore integrazione tra programmazione e pianificazione.
  • - Piano provinciale di Sviluppo Rurale: deve contenere specifiche strategie allo sviluppo dell'impresa agricola e alla salvaguardia del sistema funzionale produttivo agro-silvocolturale contenuto nel PTC.
  • - Piano Energetico Provinciale: deve uniformarsi alle limitazioni localizzative imposte dal presente piano declinate in un apposito regolamento che conterrà:
  • A - criteri localizzativi di carattere generale che riguardano tutte le tipologie d'impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in sintonia con le limitazioni d'indirizzo del PIER e le disposizioni del PIT;
  • B - criteri localizzativi specifici a ciascuna tipologia d'impianto (eolico, fotovoltaico, biomasse, ...) articolati in:
    • 1) Escludenti, 2) Penalizzanti, 3) Preferenziali;
  • C - il regolamento dovrebbe declinare anche alcune caratteristiche specifiche dell'impianto: distanze, altezze, colorazione, materiali, distribuzione e organizzazione spaziale;
  • D - gli obiettivi articolati in:
    • 1 - di pianificazione;
    • 2 - impiantistici".
  • - Piano Provinciale dello Sport: deve privilegiare la pianificazione di impianti a carattere sovracomunale secondo i criteri dell'accessibilità e dell'articolazione territoriale per aree provinciale.
  • - Piano Provinciale della Cultura: deve attivare processi di razionalizzazione organizzativa territoriale riducendo la frammentazione.
  • - Piano Provinciale di promozione turistica: deve incentivare l'offerta turistica destagionalizzata.
  • - Piano della Pesca: deve armonizzarsi ai principi stabiliti dallo Statuto di incentivazione di modelli organizzativi di servizio a terra a contatto con la città
  • - Piano Provinciale di Protezione Civile: individua le aree secondo l'articolazione territoriale stabilita dal PTC .
  • - Piano Provinciale delle Aree Protette: volano della sostenibilità ambientale concilia criteri di sviluppo coi presupposti della salvaguardia. Individuazione negli strumenti di propria competenza di spazi idonei al mantenimento dell'integrità fisica del territorio secondo i valori statutari e di identificazione ambientale e paesaggistica delle invarianti che lo compongono, promuovendo la medesima attività presso i Comuni.
  • - Piano Provinciale delle Attività Estrattive:individua nel dettaglio le aree di coltivazione e le effettive quantità estraibili per ciascun giacimento in un arco di tempo determinato, avendo cura di disciplinare le modalità del ripristino ambientale secondo principi di naturale declivio delle terre formulando altres&igrave indirizzi sugli eventuali utilizzi e modalità operative delle aree escavate a fine coltivazione.
  • - Piano Provinciale di Trasporto Pubblico Locale: ha il compito di individuare modalità dei collegamenti avendo cura di salvaguardare il principio dell'accessibilità ai nodi, quali contenitori di servizi comprensoriali, e del principio della funzionalità e connessioni intermodali.
  • - Piano Provinciale della Didattica e dell'Edilizia Scolastica: ha il compito di individuare tutte le funzioni connesse e complementari alla domanda formativa secondo il principio dell'accoglienza.

Art. 101 Contenuti e validità dei piani di settore.

Il Piano di Settore costituisce variante al PTC quando modifica gli obiettivi dei sistemi territoriali e funzionali ad esso legati e introduce variazioni alla disciplina delle invarianti strutturali e alla salvaguardia delle risorse in questo individuate e definite.

Il Piano di Settore non costituisce variante al PTC quando declina obiettivi tematici specifici nell'ambito delle finalità di ciascun sistema territoriale e funzionale da quest'ultimo stabiliti.

Di norma il Piano di Settore contiene l'aggiornamento del quadro conoscitivo del PTC qualora non contenuto negli aggiornamenti annuali previsti dall'art. 6 delle presenti norme ed è accompagnato dalla valutazione ambientale ad integrazione di quella contenuta nel presente piano.

Ciascun Piano di Settore conterrà gli elementi di riferimento territoriale stabiliti dal presente piano.

I contenuti pianificatori di ciascun Piano di Settore non prevalgono sui contenuti del presente strumento di pianificazione fino al momento della sua modifica.

I Piani di Settore attualmente in vigore in contrasto col PTC saranno adeguati nei tempi stabiliti da quest'ultimo nell'ambito delle presenti salvaguardie.

In caso di mancato adeguamento dei Piani di Settore prevalgono gli indirizzi, prescrizioni e criteri stabiliti dal presente piano in conformità delle norme statutarie.