Disciplina del PTCP

Art. 32 Funzione e individuazione dei Sistemi e sottosistemi funzionali.

I sistemi ed i sottosistemi funzionali individuati dal PTC, Tav 2 e seguenti, sono strumentali alla individuazione della struttura organizzativa e funzionale del territorio provinciale e sono, di norma, composti da nodi di funzioni a vario livello territoriale - presenti o da attivare - e da reti di interrelazioni fra essi, che ne determinano la stato di sistema organizzato.

Essi costituiscono una base sostanziale per determinare, in coerenza fra loro, le strategie di sviluppo alle diverse scale territoriali, per indirizzare e qualificare le scelte strategiche ed operative degli atti di governo del territorio di competenza provinciale nonché dei Piani strutturali comunali e dei relativi atti di governo del territorio, per quanto attiene alla organizzazione, distribuzione e riordino delle funzioni, dei servizi e delle infrastrutture per la mobilità delle persone e delle merci, per la diffusione della conoscenza in relazione ai livelli attesi di qualità dello sviluppo.

Attraverso la loro definizione il PTC persegue pertanto lo scopo di:

  • - individuare, tenendo conto dei sistemi funzionali del PIT, una struttura organizzativa del territorio idonea ad assicurare i requisiti di attrattività, di accoglienza, di coesione sociale e territoriale, di dinamicità necessari a sia ad accrescere la competitività del territorio provinciale, sia ad affermare la parità di diritti ai cittadini nella fruizione dei servizi pubblici e privati essenziali;
  • - individuare le linee di evoluzione dei sistemi funzionali, e le interconnessioni e sinergie da attivare fra le diverse componenti, per il raccordo organico tra pianificazione territoriale e programmazione generale e settoriale dello sviluppo, determinando i conseguenti obiettivi di trasformazione territoriale e socio economica necessari per sostenerle e per consentire di verificare la coerenza fra le scelte strategiche assunte ai diversi livelli, nel rispetto dei valori statutari riconosciuti e la congruità delle azioni attivate;
  • - individuare ambiti sovracomunali e interprovinciali caratterizzati da problematiche comuni e, pertanto, idonei a promuovere il coordinamento e l'integrazione delle politiche di sviluppo sostenibile attivando le integrazioni orientate alla valorizzazione delle comuni opportunità, con il duplice effetto di potenziare le azioni di promozione dello sviluppo, e di eliminare i possibili effetti negativi di possibili posizioni concorrenziali;
  • - stabilire criteri e parametri comuni per riconoscere le potenzialità presenti, gli elementi di criticità da superare e permettere la valutazione integrata della strumentazione territoriale e di settore, e per la verifica degli effetti attesi.

Gli ambiti che costituiscono ciascuno dei sistemi o sottosistemi funzionali sono di norma non contigui fra loro, non necessariamente rappresentabili cartograficamente e possono interessare, collegandoli funzionalmente, più sistemi o sotto sistemi territoriali dei quali, comunque assumono le specifiche regole statutarie.

Il PTC articola il territorio della provincia di Livorno nei seguenti Sistemi e Sottosistemi Funzionali:

* Sistema funzionale degli insediamenti articolato in:

  • - la struttura insediativa: i nodi urbani, la città diffusa;
  • - la rete dei luoghi e degli spazi della collettività;

* Sistema funzionale delle attività economiche articolato in:

  • - produzione di beni e servizi;
  • - agricoltura;
  • - pesca;
  • - commercio;
  • - turistico - ricettivo.

* Sistema funzionale delle reti e dei nodi infrastrutturali articolato in:

  • - mobilità e della logistica;
  • - risorse idriche
  • - Rifiuti
  • - risorse energetiche

* Sistema funzionale per l'ambiente

Capo I Il sistema funzionale degli insediamenti

Art. 33 Individuazione ed obiettivi prestazionali generali del sistema.

Il PTC individua il sistema funzionale degli insediamenti, Tav. 7, come l'insieme costituito dai centri e nuclei abitati, dal patrimonio edilizio, sia di natura residenziale che produttiva e di servizio, dalle diverse componenti che ne determinano lo stato di territorio urbanizzato, dagli spazi residuali del precedente assetto rurale, ancorché non destinati a specifici usi, adiacenti e funzionalmente contigui agli insediamenti esistenti, dagli eventuali ambiti potenzialmente interessati da ulteriori espansioni del territorio urbanizzato.

Lo statuto del territorio del PTC intende perseguire attraverso scelte condivise di governo del territorio - in quanto fondate sulla cooperazione interistituzionale - l'organizzazione di un sistema policentrico dotato dalle "qualità" necessarie sia a far emergere nuovi fattori in grado di sostenere processi di sviluppo, sia a garantire la tutela attiva dei valori storici, culturali, economici e sociali che hanno originato il reticolo insediativo e determinato la rilevanza identitaria delle sue diverse componenti.

Il PTC promuove la definizione coordinata degli strumenti di pianificazione del territorio e degli atti di governo del territorio, di competenza provinciale e comunale, al fine di consolidare un quadro di comportamenti, di opportunità, di aggregazioni funzionali e di scelte strategiche idoneo concretizzare la "città policentrica toscana", individuata dal PIT come invariante strutturale in quanto fattore fondamentale dell'identità regionale, e per concorrere alla sua qualificazione.

Sono obiettivi prestazionali generali relativi al sistema funzionale degli insediamenti:

  • A. qualificare il sistema policentrico a scala provinciale come una rete coerente che, nel suo insieme, integra ambiti urbani elementari - che privilegiano gli aspetti della vita quotidiana - con ambiti multifunzionali di servizi e funzioni localizzati alle pertinenti scale territoriali, nel rispetto di predeterminati requisiti di accessibilità e della dotazione di fattori che determinano la qualità di vita e degli insediamenti;
  • B. superare il criteri numerici, atemporali ed indifferenziati, propri delle "dotazioni territoriali minime" degli standard urbanistici del DM 1444/1968, attivando processi di programmazione e di gestione della qualità degli insediamenti in grado di assicurare risposte specifiche, mirate e valutabili in termini di funzionalità, di accessibilità, di equilibrata distribuzione sul territorio, con particolare attenzione alle esigenze espresse dai diversi tipi di utenza e dalle diverse situazioni territoriali;
  • C. contrastare la dispersione insediativa generata da nuovi luoghi e nuove polarità monofunzionali, superando gli specifici fattori che hanno determinato, nelle diverse parti del territorio, i meccanismi legati alla rendita fondiaria e di posizione;
  • D. contenere l'ulteriore consumo di suolo a fini insediativi ed infrastrutturali, privilegiando le azioni di recupero del patrimonio edilizio esistente non congruamente utilizzato o in conflitto funzionale con il contesto e realizzando le trasformazioni urbanistiche e le addizioni residenziali in forme compatte e multifunzionali;
  • E. subordinando l'ulteriore impegno di suolo alla esplicita ed esaustiva dimostrazione, effettuata alla scala territoriale - comunale o sovracomunale - significativa in relazione alla tipologia ed alla dimensione degli interventi:
    • - delle specifiche esigenze che si intendono soddisfare;
    • - della non sussistenza di alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti;
    • - delle modalità con gli interventi previsti concorrono alla riqualificazione dei sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme nonché alla prevenzione ed al recupero di specifiche situazioni di degrado ambientale e funzionale.
  • F. promuovere l'evoluzione qualitativa ed il pieno utilizzo del patrimonio edilizio esistente - residenziale, produttivo, turistico, di servizio - in relazione sia alla tipologia funzionale che al contesto nel quale è inserito e l'adozione di tecniche edilizie ed impiantistiche in grado di contenere i consumi energetici ed idrici, gli effetti conseguenti alla impermeabilizzazione del suolo ed, in generale i costi di gestione e di manutenzione;
  • G. superare le contrapposizioni fra aree centrali e periferiche con interventi finalizzati alla equilibrata integrazione delle componenti insediative e sociali ed alla rimozione dei fattori di degrado edilizio ed urbanistico, privilegiando interventi che favoriscano la sostenibilità ambientale e sociale anche attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio sotto il profilo del minor consumo di risorse energetiche ed idriche e dei minori costi di manutenzione e gestione;
  • H. considerare l'adeguata dotazione di infrastrutture e di sistemi idonei al trasporto pubblico di persone e merci per accrescere l'accessibilità ai servizi di rango territoriale e l'attivazione nei centri urbani di forme di mobilità pedonale e ciclabile, come condizioni prioritarie per la localizzazione di ogni nuova previsione, o intervento di trasformazione, del sistema insediativo;
  • I. promuovere lo sviluppo dei sistemi e delle reti di informazione e di comunicazione immateriale per attivare un effettivo decentramento integrati dei servizi mediante l'installazione diffusa di punti informatici di accesso in tutti i centri abitati;
  • J. recuperare uno stabile equilibrio tra gli insediamenti ed territorio aperto, tutelando le discontinuità fisiche ancora esistente come elemento di reciproca qualità e di salvaguardia attiva dei valori paesaggistici, definendo i confini urbani mediante la individuazione di aree da destinare al sistema del verde e di ambiti nei quali intervenire con criteri di riqualificazione paesaggistica e di superamento delle situazioni di degrado urbanistico degli insediamenti;
  • K. conservare liberi gli spazi che costituiscono corridoi tra gli insediamenti urbani e i luoghi aventi valori ambientali e paesistici (boschi, riserve naturali, pinete costiere, zone dunali, scogliere,.......) e gli spazi di transizione tra gli ambiti insediativi;
  • L. assumere la perequazione urbanistica quale strumento finalizzato alla equa distribuzione dei diritti edificatori per tutte le proprietà immobiliari ricomprese in ambiti oggetto di trasformazione urbanistica o di nuovo insediamento e la perequazione fra Comuni quale strumento per migliore localizzazione di funzioni e centri di erogazione di servizi con bacino di utenza a scala sovracomunale;
  • M. attivare strumenti di perequazione territoriale per una equa ripartizione dei costi e benefici localizzativi al fine di depotenziare i fattori che determinano la rendita fondiaria e di posizione nonché la concorrenzialità fra comuni rendendo, per quanto possibile, indifferenti le scelte urbanistiche di ciascun comune dalla esigenza di reperire risorse economiche per sostenere la gestione dei servizi comunali;
  • N. assumere di criteri omogenei e condivisi per la formazione dei quadri conoscitivi relativi alla struttura del sistema degli insediamenti e dei fattori incidenti sulla loro funzionalità, quale comune base cognitiva per attivare concrete forme di collaborazione interistituzionale e territoriale, per di determinare coerenti scelte programmatiche e di gestione - sia generali che di settore - finalizzate ad individuare, superare e prevenire situazioni di degrado e a concretizzare processi di recupero e di consolidamento della qualità di vita:
  • O. Attivare percorsi partecipativi per individuare operativamente gli effettivi valori che i cittadini ritengono rilevanti ai fini:
    • - della salvaguardia e valorizzazione dell'identità locale quale concorso sostanziale per una corretta definizione del modello spaziale policentrico;
    • - di dotare i territori caratterizzati da dispersione insediativa di spazi e luoghi organizzati di aggregazione sociale che attivino un processo di riconoscibilità e di appartenenza alla comunità.
    • - del riconoscimento dell'idea di paesaggio urbano da recuperare, consolidare o superare attraverso processi di trasformazione urbanistica ed edilizia degli abitati, di localizzazione e di riorganizzazione di funzioni e di sistemi infrastrutturali, quale verifica sostanziale della loro sostenibilità;
    • - della individuazione degli interventi da attivare per il superamento delle condizioni di provvisorietà e separatezza presenti negli ambiti periferici e nelle fasce periurbane, allo scopo di individuare assetti idonei a definire stabili e funzionali confini fra il sistema urbano e quello rurale fondati su valori riconosciuti e condivisi.

Il sistema funzionale degli insediamenti si articola nei seguenti sottosistemi:

  • * la struttura insediativa: i nodi urbani, la città diffusa;
  • * la rete dei luoghi e degli spazi della collettività.

Art. 34 La struttura insediativa: i nodi urbani, la città diffusa.

Il P.T.C. identifica la seguente articolazione del sistema degli insediamenti sotto il profilo tipologico, funzionale e di relazione connesso alla localizzazione dei nodi urbani e della rete insediativa che essi determinano:

  • Sotto il profilo tipologico il PTC articola il sistema in:
    • A. Centri di più antica formazione;
    • B. Insediamenti prevalentemente residenziali o misti;
    • C. Insediamenti produttivi;
  • Sotto il profilo funzionale a scala provinciale:
    • A. nodo urbano di interesse regionale: Livorno;
    • B. nodi urbani di livello subprovinciale con funzioni complesse e/o servizi consolidati di rilevanza sovracomunale: Piombino, Cecina e Portoferraio;
    • C. nodi urbani locali con funzioni di presidio del territorio a più debole armatura, atte prevalentemente a fornire servizi di base alla popolazione insediata: Rosignano Marittimo, Collesalvetti, Bibbona, Castagneto Carducci, Campiglia, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, Campo Elba, Capoliveri, Porto Azzurro, Marciana/Marciana Marina, Rio Elba/Rio Marina, Capraia.
  • Sotto il profilo delle relazioni a scala sovra provinciale il PTC individua:
    • A. il nodo di Livorno con funzioni di caposaldo del sistema di area vasta della costa e di raccordo con l'area centrale toscana;
    • B. i nodi di Collesalvetti e di Cecina con funzioni di raccordo locale con l'adiacente territorio della provincia di Pisa;
    • C. il nodo di Piombino con funzioni di raccordo locale con l'adiacente territorio della Provincia di Grosseto.
    • D. Sono obiettivi prestazionali specifici, per le finalità di questo sottosistema, in relazione alla tipologia degli insediamenti:

A. Per i centri storici e di più antica formazione:

  • - la salvaguardia del patrimonio insediativo che esprime elementi di identificazione per la comunità, quali gli ambiti storici e di vecchio impianto, i beni di interesse architettonico, storico, archeologico e documentale, gli spazi pubblici antichi e recenti, integrando la disciplina di conservazione prevalentemente edilizia riferita a singoli episodi storico - monumentali con interventi integrati riferiti a comparti organici;
  • - il recupero della effettiva centralità dei centri di più antica formazione, garantendo il permanere di funzioni pubbliche e di rilevanza sociale e culturale negli edifici, nei luoghi e negli spazi che hanno determinato i valori fondativi ed identitari della collettività;
  • - il contrasto dei processi di espulsione della residenza stabile, prevedendo strategie di recupero e di valorizzazione delle aree e degli edifici, sia di proprietà pubblica che privata, per soddisfare esigenze di edilizia sociale e finalità di pubblico interesse complementari alla residenza ed in particolare la presenza di funzioni orientate alla soddisfazione delle esigenze della vita quotidiana e dell'integrazione civile;
  • - il rigoroso controllo dei mutamenti di destinazione d'uso e degli interventi che comunque comportano incremento dei carichi urbanistici al fine di garantire il rispetto di prestabiliti livelli di qualità e il loro concorso al miglioramento delle dotazioni che determinano la qualità degli insediamenti;
  • - la tutela della riconoscibilità paesaggistica dei centri, borghi e nuclei storici, e dell'intorno territoriale ad essi correlato, comprese le culture in abbandono, ove si configurino quali componenti paesaggistiche di pregio e come visuale da salvaguardare;
  • - il recupero alle funzioni originarie degli spazi pubblici, la libera percorribilità e la pedonalizzazione dei percorsi di rilevanza storico paesaggistica, la conservazione delle pavimentazioni tradizionali;
  • - il mantenimento della rete commerciale di vicinato e la valorizzazione dei centri commerciali naturali;
  • - la permanenza e la riqualificazione della rete commerciale di vicinato e dell'artigianato di servizio alla residenza, la valorizzazione dei centri commerciali naturali e delle attività di promozione e vendita di prodotti tipici locali;

B. Per gli insediamenti prevalentemente residenziali o misti:

  • - il rafforzamento della struttura policentrica del sistema degli insediamenti, i valori rappresentativi delle identità locali, e le gerarchie funzionali consolidate;
  • - il superamento della dispersione insediativa e della conseguente erosione del territorio rurale;
  • - la conferma ed il consolidamento del ruolo funzionale a scala territoriale dei nodi urbani;
  • - la organizzazione delle funzioni che inducono forte mobilità in ambiti caratterizzati dalla presenza di una pluralità di servizi di pubblica utilità localizzati in reciproca coerenza con i capisaldi delle reti della mobilità, onde permettere la massima accessibilità e attrattività e quale premessa alla attivazione di un sistema di trasporto collettivo basato efficienti linee di forza e nodi di interscambio adeguati ad assicurare agli spostamenti l'uso delle modalità più adeguate sotto il profilo economico e ambientale, in particolare riducendo l'uso della motorizzazione privata e dei tempi di spostamento;
  • - il coordinamento e la condivisione a scala sovracomunale di politiche di evoluzione dei nodi urbani, anche incentivando l'attivazione di strumenti di perequazione territoriale al fine di:
  • - attivare efficaci politiche per l'abitazione a basso costo ed in affitto, e per la programmazione e localizzazione di servizi e funzioni di rango territoriale perseguendo il raggiungimento di una dimensione dei poli erogatori di servizi adeguata per una loro ottimale gestione sotto il profilo economico;
  • - attribuire alle limitazioni incidenti su specifici ambiti territoriali - necessarie per la tutela della qualità paesaggistica ed ambientale, per le sistemazioni idrogeologiche, per garantire l'integrità e la rinnovabilità delle risorse idriche - il loro fondamentale valore di fattori di sviluppo sostenibile a vantaggio, e quindi a carico, di ben più vaste aree territoriali;
  • - garantire pari opportunità di sviluppo ai comuni minori e in posizione decentrata rispetto al sistema degli insediamenti.

C. Per gli insediamenti produttivi, sotto il profili del "sistema" a scala territoriale:

  • - incentivare l'effettivo radicamento delle attività produttive nel territorio in termini di crescita del tessuto locale rappresentato dalla piccola e media impresa - indotto e sub fornitura - attraverso l'organizzazione di ambiti produttivi idonei a fornire un adeguato livello di servizi, a favorire l'attivazione di reti fra imprese, a fornire i necessari supporti logistici, offrire opportunità di economie di scala;
  • - ridurre la dispersione dell'offerta insediativa ed il consumo di territorio - assicurando comunque una offerta adeguata alla domanda - attraverso la individuazione, fra quelle già esistenti o previste dagli strumenti urbanistici, di localizzazioni suscettibili di potenziamento o di interventi di riqualificazione in quanto presentano i requisiti necessari per una efficiente infrastrutturazione, per minimizzare gli impatti ambientali, permettere l'ottimizzazione del ciclo delle acque, favorire l'acquisizione delle certificazioni ambientali, per essere inserite in un sistema di servizi rivolti alla conciliazione fra tempi di lavoro e tempi di vita;
  • - attivare un rigoroso sistema di tutela delle destinazioni d'uso nelle aree produttive a favore delle attività industriali e di servizio alle imprese;
  • - attivare efficaci politiche per la localizzazione e rilocalizzazione di aree produttive.

Art. 35 La rete dei luoghi e degli spazi della collettività. (Tav. 3 e 4)

La Provincia ritiene essenziale, per l'esercizio delle proprie funzioni di raccordo fra le politiche territoriali regionali e locali e di coordinamento della formazione degli strumenti della pianificazione, l'assunzione di obiettivi e criteri comuni per determinarle e promuovere la qualità e la funzionalità degli insediamenti ai diversi livelli territoriali - locali, urbani, di area vasta - ricercando, fra tutti i soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di utilità generale, nuove sinergie e opportunità di crescita e di coesione sociale, offrendo ad ogni cittadino residente, permanentemente o temporaneamente, la possibilità di riappropriarsi degli elementi essenziali dello stare insieme determinati dalla qualità del territorio e dell'ambiente urbano, dalla fruibilità dei valori naturali, da una localizzazione di servizi adeguatamente accessibili per ridurre la mobilità indotta, assicurare il rispetto dei tempi di vita, qualificare gli ambiti di vita quotidiana.

Per quanto sopra, il PTC individua nell'insieme dei luoghi e spazi della collettività, funzionalmente connessi ed organizzati ai diversi livelli territoriali, lo strumento per determinare un diffuso e stabile livello di qualità di vita, che dia concretezza al concetto di "città policentrica toscana" e, pertanto, finalizzato a conseguire i seguenti obiettivi prestazionali :

  • - individuare nel territorio provinciale, con criteri uniformi, le diverse componenti che

concorrono a determinare nel sistema degli insediamenti i necessari requisiti di qualità urbana, ambientale, edilizia e di accessibilità;

  • - costituire una base conoscitiva, univoca e condivisa, quale componente specifica del quadro conoscitivo per il governo del territorio provinciale, assicurando un punto di riferimento centrale e condiviso per il coordinamento, l'integrazione funzionale ed operativa, la valutazione e la gestione dei piani di settore e degli atti amministrativi riferibili ai molteplici obiettivi, strumenti e criteri proposti dalla normativa nazionale, regionale e locale ed in particolare quelli attinenti:
  • - alla localizzazione, distribuzione e qualificazione delle funzioni;
  • - alla organizzazione della mobilità e del traffico a scala locale, urbana e
  • - territoriale;
  • - al Piano di indirizzo e di regolazione degli orari della città;
  • - al Piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche ed urbanistiche;
  • - alla coerente assunzione degli atti amministrativi incidenti sull'accessibilità,

sul verde e gli spazi pubblici, sul commercio, sulla regolamentazione dei

servizi al cittadino, sui temi delle pari opportunità;

  • - superare i criteri numerici e indifferenziati sottostanti agli standard urbanistici, assumendo criteri omogenei e condivisi a scala territoriale per la localizzazione degli elementi incidenti sulla qualità della vita che tengano conto di valutazioni di funzionalità, di accessibilità, di equilibrata distribuzione sul territorio e, nell'insieme, della loro effettive capacità di dare risposte alle diverse tipologie di utenza e di affermare un diffuso e stabile livello di qualità urbana;
  • - evidenziare le situazioni di degrado presenti nel sistema insediativo e determinare le esigenze e le dotazioni necessarie per il recupero di qualità degli insediamenti esistenti da assumere come obiettivo per gli interventi di trasformazione e riqualificazione urbanistica e per le previsioni che comportano nuovo impegno di suolo, ai fini del rispetto di quanto disposto dall'articolo 3, commi 3, 4 e 5 della L.R. 1/2005;
  • - individuare situazioni di valenza sovracomunale per la eventuale definizione di specifici progetti e programmi di intervento per l'incremento della qualità urbana, anche al fine attivare economie di scala e consentire l'accesso alle risorse finanziarie messe a disposizione da piani ne programmi di regionali, nazionali e comunitari;
  • - costituire un riferimento funzionale per la definizione, ai diversi livelli territoriali, di un sistema integrato di mobilità che garantisca l'accessibilità privilegiando il trasporto collettivo e la mobilità pedonale e ciclabile nei centri urbani;
  • - costituire la base sostanziale per la assicurare la corretta distribuzione sul territorio delle funzioni al fine di assicurare l'equilibrio e l'integrazione con l'organizzazione dei tempi della vita quotidiana, in modo da favorire la corretta fruizione dei servizi pubblici e privati di utilità generale;
  • - garantire la continuità programmatica, operativa e gestionale necessaria nei processi finalizzati a sostenere la crescita delle città e degli insediamenti come luogo di accoglienza, di integrazione sociale e di nuove opportunità per la comunità che l'abita e che la frequenta.

Il PTC implementa progressivamente la rete dei luoghi e spazi della collettività a scala provinciale ad opera dei Comuni, e di soggetti pubblici e privati che programmano e gestiscono servizi di pubblica utilità, per costituire una base condivisa ed articolata alle diverse scale idonea a garantire agli insediamenti i necessari livelli di qualità ed a promuovere l'organizzazione sul territorio di ambiti multifunzionali di attrezzature e servizi in grado di generare sinergie ed opportunità i promuovendo e valorizzando i fattori costitutivi della cittadinanza attiva e della qualità della vita.

A tal fine il PTC con il Titolo IV, "Statuto delle risorse essenziali" detta, con riferimento alle risorse che concorrono a qualificano la rete dei luoghi e degli spazi della collettività, specifici criteri per la sua implementazione e, con la Parte III, propone ai Comuni criteri operativi per attuare il coordinamento dei Piani strutturali, e conseguentemente degli atti di governo del territorio, al fine di conseguire sinergicamente gli obiettivi generali del "sistema funzionale degli insediamenti" e quelli specifici della rete dei luoghi e spazi della collettività".

Il PTC individua, per quanto di competenza, le seguenti aggregazioni funzionali come capisaldi della rete dei luoghi e spazi della collettività:

  • - il sistema della sanità;
  • - il sistema della cultura;
  • - il sistema della istruzione;
  • - il sistema della pubblica amministrazione e dei servizi di prevalente interesse pubblico;
  • - quali componenti che a scala territoriale integrano il sistema funzionale degli insediamenti e concorrono a qualificare la rete dei luoghi e degli spazi della collettività.

Il sistema della sanità.

È costituito, a livello provinciale, dal centro direzionale dell'ASL n.6 e da 4 zone articolate come segue:

  • - Zona livornese, che riguarda i comuni di Livorno, Collesalvetti e Capraia isola, e comprende il Presidio Ospedaliero di Livorno, due distretti, entrambi localizzati in Livorno, costituiti da 5 centri Socio-sanitari;
  • - Zona bassa val di Cecina che i comuni di Cecina, Rosignano Marittimo, Bibbona, Castagneto Carducci, oltre a sei comuni della provincia di Pisa, e comprende il Presidio Ospedaliero di Cecina ed un distretto che si articola sui centri Socio-sanitari di Cecina, Rosignano e Donoratico.
  • - Zona val di Cornia che riguarda i comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, oltre a Monteverdi Marittimo in provincia di Pisa, e comprende il Presidio Ospedaliero di Piombino ed un distretto che si articola su centri Socio-sanitari ubicati in ciascun comune;
  • - Zona Elba che riguarda gli otto comuni dell'isola e comprende il Presidio Ospedaliero di Portoferraio ed un distretto che si articola sui centri Socio-sanitari di Portoferraio, Marciana Marina, Marina di campo; Porto Azzurro e Rio Marina;

fanno inoltre parte del sistema sanitario provinciale gli uffici di sanità marittima dislocati nei porti di Livorno e Piombino

Il PTC assume questo sistema, ed in particolare la sua articolazione per ambiti territoriali delle funzioni di programmazione - attraverso le zone socio-sanitarie ed i piani di zona - e il processo di decentramento delle funzioni di assistenza finalizzato a migliorare la capacità di risposta adeguandola alla configurazione territoriale e locale degli utenti, quale base operativa per l'organizzazione funzionale dei servizi che incidono sulla qualità di vita dei cittadini, ricercando le necessarie integrazioni funzionali e sinergiche considerando l'utenza come elemento centrale.

Il sistema della cultura

Comprende in quanto rappresentativi della identità locale e collettiva:

  • - I beni costituenti il sistema storico difensivo costiero;
  • - I beni costituenti il sistema dei luoghi di culto e dei cimiteri storici
  • - Il sistema dei musei
  • - Il sistema delle biblioteche
  • - Il sistema degli archivi storici
  • - Il sistema dei teatri
  • - Il sistema dei beni archeologici

individuati dal quadro conoscitivo del PTC.

Il sistema dell'istruzione

Il PTC individua le strutture scolastiche di valenza sovracomunale, riguardante quindi l'istruzione secondaria superiore e universitaria.

Si articola su 17 istituti di scuola secondaria superiori distribuiti secondo seguenti ambiti di aggregazione e bacini di utenza potenziale

1 area livornese9 istituti52%
2 area bassa val di Cecina3 "18%
3 area val di Cornia3 "18%
4 Elba2 "12%

In generale il sistema dell'istruzione predomina una tendenza prevalente a localizzare il servizio in relazione alla presenza di popolazione e solo marginalmente ad assecondare la domanda di istruzione effettivamente proveniente dal territorio.

Per il sistema dell'istruzione, la provincia ritiene necessario procedere, in accordo con i comuni, a valutare soluzioni organizzative a scala territoriale e urbana per migliorare l'accessibilità al sistema e minimizzare gli effetti della mobilità indotta.

il sistema della pubblica amministrazione e dei servizi di prevalente interesse pubblico.

Comprende le sedi centrali e periferiche di servizi organizzati o influenti a scala territoriale quali:

  • - le sedi e gli uffici della Pubblica Amministrazione aperti al pubblico (uffici amministrativi relativi a funzioni statali, regionali e provinciali, tribunali, uffici finanziari, pubblica sicurezza, carabinieri, VV.FF e protezione civile, ecc)
  • - gli uffici relativi servizi di primario interesse pubblico (energia elettrica e gas, l trattamento dei rifiuti, distribuzione di acqua, servizi postelegrafonici e telefonici ecc.)
  • - le sedi di enti ed organizzazioni quali la Camera di Commercio, le organizzazioni di categoria ecc.)

Il sistema, nel suo complesso, è cresciuto e si è diffuso sul territorio sostanzialmente con criteri di autorefenzialità stabiliti da ciascuna funzione e senza attivare interazioni in grado di favorire una agevole accessibilità da parte dell'utenza, non tanto ai singoli servizi quanto al loro complesso.

Capo II Il sistema funzionale delle attività economiche.

Art. 36 Il Sistema funzionale della produzione di beni e servizi. Individuazione (Tav. 2.1)

È rappresentato dagli impianti storici industriali di Livorno, Rosignano Solvay, Piombino e di tutte le attività ad esso connesso come le linee di carico portuali per il prodotto greggio, le cave di calcare a San Carlo e le linee ferroviarie di connessione cosi come le cave di calcare per le acciaierie di Piombino. Storicamente sono da annoverare le miniere dell'Elba.

Si accompagnano agli impianti storici le funzioni indotte dalle "case madri" e la crescita di aree funzionalmente collegate.

Il sistema non si racchiude nell'area dello stabilimento ma coinvolge apparati insediativi funzionali alla produzione di servizi necessari alla produzione dei beni e collocati non necessariamente in ambito industriale.

Art. 36.1 Il Sistema funzionale della produzione di beni e servizi. Obiettivi prestazionali.

Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali per il consolidamento della presenza industriale:

  • - l'incentivazione del radicamento nel territorio delle imprese big player di Livorno, Rosignano, Piombino favorendo la crescita dell'indotto locale, rappresentato dalla piccola e media impresa, e l'integrazione tra industria e terziario come fonte di un duraturo sviluppo economico, risultando la dotazione dei servizi uno dei fattori determinanti ai fini delle scelte insediative;
  • - la promozione di poli industriali attrattivi di attività e funzioni esterni dal sistema urbano prevalentemente residenziale nel quale, invece, può continuare l'insediamento di piccola impresa e di servizio alla residenza la cui coesistenza con il tessuto cittadino deve potersi fondare su elementi di effettiva integrazione;
  • - la promozione di iniziative per favorire la collaborazione fra le imprese e di esse con i centri titolati all'alta formazione, alla innovazione ed alla ricerca;
  • - la riqualificazione, la riaggregazione, la integrazione funzionale e la diffusione dell'innovazione nel sistema produttivo industriale/artigianale, delle aree produttive esistenti;
  • - l'integrazione del sistema produttivo con un sistema infrastrutturale efficiente favorendo una maggiore accessibilità dei luoghi di produzione verso il sistema infrastrutturale anche mediante implementazione della intermodalità nella distribuzione delle materie prime e dei prodotti da e verso i luoghi di produzione, e l'agevolazione dei collegamenti fra più poli di produzione;
  • - esternalizzare i servizi per incrementare la crescita dell'indotto
  • - lo sviluppo di servizi comuni alle imprese, di servizi per il lavoro e l'occupazione, di servizi rivolti a conciliare i tempi di vita e di lavoro;
  • - la promozione di iniziative mirate di marketing territoriale;
  • - l'insediamento di nuove imprese e settori di elevato contenuto tecnologico;
  • - la promozione di organismi sovracomunali di gestione delle aree e di forme di gestioneunitaria delle infrastrutture e dei servizi;
  • - l'accesso ai finanziamenti previsti dalle leggi regionali e comunitarie per lo sviluppo equalificazione in senso ambientale delle attività produttive;
  • - l'accesso al sistema comunitario di ecogestione ed audit ambientale, anche promuovendo forme di certificazione riferita all'area produttiva nel suo complesso, oltre che al singolo sito produttivo.

Art. 37 Il Sistema funzionale dell' agricoltura. Individuazione (Tav. 2.2)

La superficie totale destinata alle attività agricole corrisponde a circa il 31% del territorio provinciale. L'attività agricola, nella provincia di Livorno, è ripartita in Val di Cecina (40%), Val di Cornia (43%), nelle colline interne di quest'ultima e, in misura minore, nell'Arcipelago (4%) e il resto area livornese (13%).

Le produzioni agricole prevalenti sono: cereali, ortaggi, frutta, olive e uva da vino. L'estensione forestale corrisponde al 43% della superficie territoriale totale mentre la superficie boscata compresa in aziende corrispondente al 34,1% della superficie aziendale totale.

Il mantenimento di questa condizione territoriale diventa bisogno irrinunciabile per quanto in tutte le economie avanzate il settore primario sia notevolmente ridimensionato a vantaggio del terziario e dell'industria, ma è necessario considerare le funzioni ecologiche e sociali che questa assolve e i bisogni umani che soddisfa. Le prime comprendono ad esempio il mantenimento della fertilità del suolo, la conservazione della biodiversità, il contenimento dai rischi idrogeologici, la valorizzazione degli ambienti rurali, montani e costieri; il paesaggio agrario. Le seconde includono la soddisfazione degli elementari bisogni alimentari, dei bisogni di qualità e sicurezza degli alimenti.

Il PTC assume i seguenti criteri di lettura del territorio rurale riconoscendo la preminente rilevanza strutturale e funzionale della matrice paesaggistica rurale in relazione ai valori naturalistici e ecosistemici, storici e culturali, e visuali del paesaggio contenuti nel PIT.

Il paesaggio rurale è portatore di qualità funzionali ecologiche essenziali per la conservazione della biodiversità di prioritario interesse per la qualità della vita delle Comunità locali.

Esso risulta inoltre avere potenzialità peculiari in relazione alla tematica complessa della qualità paesaggistica degli insediamenti, dei quali il paesaggio rurale comprende il contesto di scala vasta e quello di prima corona (insediamenti aggregati) o di matrice (insediamenti sparsi).

Da tale punto di vista, il paesaggio rurale, in ragione dei gradi espressi di storicità e naturalità diffuse e di quelli potenziali di qualità ecosistemica e morfologica, può divenire il soggetto strategico prioritario per una equilibrata strutturazione a contenuto paesistico del sistema insediativo policentrico della Provincia.

La sua valenza di potenziale tessuto ri-costituente del paesaggio è infatti associata a capacità di diffusione e di permeazione delle qualità ad esso progressivamente conferibili non presenti in altre configurazioni in considerazione dell'evoluzione storica del territorio agricolo legata essenzialmente all'attività produttiva umana che ne ha determinato l'attuale stato di percezione.

Il PTC promuove lo sviluppo di politiche rurali a spettro paesaggistico non conservazionistico, ma determinato a differenziarsi dall'omologazione dei processi di diffusione insediativa della costa da non trasferire nell'accezione della carenza di qualità paesistica a ricomprendere i territori rurali. In relazione all'obiettivo generale della multifunzionalità dell'agricoltura espresso dalla nuova politica agricola comunitaria e dal piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, il PTC promuove l'adozione sistematica e coordinata attraverso il regolamento di criteri condivisi,finalizzati anche all'introduzione di categorie di servizi compatibili con l'idea di paesaggio rurale.

Art. 37.1 Il Sistema funzionale dell' agricoltura. Obiettivi prestazionali.

Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali:

  • - favorire gli investimenti in produzione di qualità e soprattutto quelle tese al recupero di produzioni colturali dismesse, in particolare nelle Isole, che costituiscono stimolo ad ulteriori coerenti investimenti e attivano processi di valorizzazione dei prodotti locali;
  • - limitare l'introduzione di funzioni in antitesi nel territorio rurale mediante destinazioni d'uso diverse dalla funzione agraria e favorendo il ruolo multifunzionale dell'imprenditore agricolo professionale con attività complementari a quella aziendale.
  • - riconoscere e valorizzare la connessione tra turismo e ruralità in specie nelle aree di produzioni di eccellenza (parte orientale dell'area livornese, val di Cecina, val di Cornia, isola d'Elba) favorendo la valorizzazione dei prodotti locali ed il recupero del patrimonio edilizio rurale esistente riconoscendo l'attività agrituristica come specificità del territorio agricolo;
  • - sostenere la presenza di produzioni di eccellenza attivando specifici filoni di ricerca e di marketing;
  • - favorire una gestione multifunzionale del territorio extraurbano;
  • - garantire la conservazione attiva del patrimonio paesaggistico di tutto il territorio rurale secondo i principi stabiliti negli obiettivi di qualità e dei valori del presente piano.
  • - ridurre la negatività dei processi di riconversione delle aree rurali verso funzioni sostitutive anche promuovendo il recupero agli usi agricoli delle aree sottoposte ad usi non rurali mediante il loro trasferimento in aree compatibili;
  • - contrastare processo di frammentazione fondiaria generato dalle posizioni di rendita e di valorizzazione connesse all'incremento di residenza turistica sconnessa dall'attività agricola;
  • - salvaguardare le risorse genetiche autoctone;
  • - favorire il ruolo di presidio ambientale della presenza umana nelle zone più marginali

La Provincia ritiene che un obiettivo primario del PTC sia quello di promuovere la definizione condivisa di criteri per la individuazione a livello comunale dell'articolazione che qualificano il territorio agricolo secondo quanto previsto dall'articolo 40 della L.R. n. 1/2005 e, quindi, per un omogeneo riconoscimento sul territorio provinciale:

  • - delle zone con esclusiva o prevalente funzione agricola articolate in sottozone che tengano conto anche della caratterizzazione sociale, ambientale e paesaggistica;
  • - degli specifici valori e peculiarità - di tipo imprenditoriale, paesaggistico e di assetto agrario storicizzato, sociale, boschivo e selviculturale, ecc. - che concorrono a qualificare determinati ambiti territoriali come zone ad esclusiva funzione agricola e, quindi, come risorsa essenziale del territorio, limitata e non riproducibile;
  • - delle aree rurali connotate da caratteristiche, in atto o potenziali, di residualità, evidenziano i fattori che ne determinano lo stato;
  • - della regolamentazione degli usi ricreativi e della disciplina dei veicoli a motore fuoristrada

Ai fini di quanto sopra la Provincia ritiene determinante la predisposizione dello specifico regolamento avente valore anche di Regolamento Forestale Provinciale, da redigersi in sintonia con le disposizioni e definizioni regionali, previsto all'articolo 10 della presente disciplina quale strumento idoneo a formulare, di concerto coi Comuni e le associazioni del settore, quale premessa alla definizione della disciplina attinente al dimensionamento dei Piani di Miglioramento Agricolo in relazione alla dimensione aziendale e alla collocazione nelle diverse tipologie di funzione delle aree agricole.

I parametri dimensionali terranno di conto delle tipologie produttive agricole articolate come segue:

  • - aree a prevalente indirizzo produttivo cerealicolo/foraggiero;
  • - aree a prevalente indirizzo orticolo e florovivaistico;
  • - aree a prevalente interesse selvicolturale;
  • - aree a prevalente indirizzo olivicolo, vitivinicolo, frutticolo.
  • - aree boscate a prevalente attività di raccolta dei prodotti senza modificazioni del soprasuolo e quelle soggette ad attività periodiche di ceduazione e taglio";

Tale articolazione sarà dettagliata, mediante una specifica ricognizione, per tener conto dello stato del territorio agricolo e delle diverse componenti funzionali individuate, con particolare riferimento alla individuazione delle:

  • - aree vocate alla conservazione degli assetti agrari storicizzati (appoderamenti, reticolo idraulico storico)
  • - connesse a specifiche filiere quali le strade del vino e zone di produzione dell'olio di qualità;
  • - vocate a produzioni tipiche locali e di eccellenza;
  • - strutture produttive connesse all'agricoltura e di trasformazione dei prodotti agricoli, ma prive di connotato aziendale agricolo;
  • - presenza, idoneità ed accessibilità di servizi all'agricoltura.

Il Regolamento conterrà, inoltre, la definizione di criteri per:

  • - la progettazione dell'edilizia rurale, e per il relativo dimensionamento connesso alle diverse tipologie di funzioni e la per la localizzazione in relazione alle dominanti morfologiche e vegetali ed alla presenza di corpi idrici
  • - specificare i caratteri di sostenibilità da garantire con gli interventi;
  • - definire le misure di salvaguardia dei caratteri storici originari quali il recupero e la conservazione funzionale di sistemazioni agrarie, di ciglionature, muri a secco, siepi o filari di alberature tradizionalmente utilizzate nell'agricoltura toscana;
  • - prevedere l'impiego di specifiche tecniche agronomiche e di ingegneria naturalistica in particolari situazioni orografiche;
  • - individuare le attività compatibili con gli obiettivi stabiliti dal presente piano al fine di salvaguardare ed incrementare il reddito dell' impresa agricola;
  • - contrastare e disincentivare la frammentazione aziendale e l'abbandono delle dotazioni patrimoniali immobiliari che favoriscono destinazioni d'uso concorrenziali al sistema agricolo.
  • - determinare forme di incentivo favorire processi di accorpamento funzionale e produttivo
  • - determinare la compatibilità con le funzioni agricole - e con le prescrizioni statutarie di qualità del paesaggio contenute nel PIT e nel presente piano - di impianti tecnologici, in particolare per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili eccedenti l'autoconsumo ;
  • - evitare forme di degrado relativamente agli effetti scenico-percettivi che caratterizzano il paesaggio e gli insediamenti rurali attraverso la definizione di specifiche prescrizioni da osservare nella definizione di piani attuativi (PMAA, Piani di Recupero) e degli interventi diretti (ampliamenti, nuove edificazioni):
  • - per il recupero delle tessiture storiche e delle trame interpoderali, per il controllo della forma del costruito in relazione all'area di pertinenza, per la conservazione della vegetazione esistente ed il potenziamento dei corridoi di connessione vegetale,
  • - per la conservazione dei caratteri architettonici delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno, dove la permanenza dei manufatti originari costituisca elemento di riferimento per le attività edificatorie e di sistemazione degli spazi di pertinenza;
  • - per incentivare il recupero delle strutture rurali anche ad uso ricettivo, con conservazione degli elementi architettonici di pregio e la ricomposizione paesaggistica originaria con particolari prescrizioni per la conservazione dei caratteri architettonici delle tipologie coloniche tipiche e delle sistemazioni paesaggistiche degli spazi aperti e dell'intorno.
  • - regolamentare gli usi del soprassuolo delle superfici agricole colonizzate e quelle soggette a processi di colonizzazione da arbusteti o da individui arborei.

Fino all'approvazione del Regolamento provinciale si applicano le disposizioni del Capo III del Titolo IV della L.R. n.1 del 2005 e relativo Regolamento di attuazione.

Art. 38 Il Sistema funzionale della pesca. Individuazione.

Il sistema è molto frazionato ed è investita delle problematiche riguardanti l'intero comparto della pesca a livello nazionale oltre quelle specifiche del contesto ambientale in cui essa opera. Molte condizioni minano l'attività a cominciare dalle questioni relative all'invecchiamento e all'obsolescenza della flotta, dai meccanismi di mercato e dalla valorizzazione e commercializzazione del prodotto, dalla formazione professionale, ma anche dalla basa produttività delle specie demersali e dall'assenza di pesca "industriale". In ultimo e non secondario, la polverizzazione o la mancanza di strutture di servizio e portuali alla pesca, che frammentano il comparto e ne disperdono energia

Art. 38.1 Il Sistema funzionale della pesca. Obiettivi prestazionali.

Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali:

  • - Consolidare il comparto attrezzando appositamente aree portuali di attracco dei pescherecci associate a servizi per l'attività.
  • - Razionalizzare i punti di attracco dei pescherecci organizzando appositi centri servizi portuali della pesca associati a aree di vendita del prodotto integrati con la città in specie quelle di Livorno, Marina di Cecina, Piombino, Portoferraio, Porto Azzurro e Marina di Campo;
  • - Per tutto il sistema occorre attivare e/o rafforzare procedimenti di monitoraggio riguardanti le catture massime sostenibili per specie, le catture per unità di sforzo, l'ambiente per specie ittiche. Attivare la zonazione delle zone di pesca per le diverse modalità operative e quelle riservate alle nursery delle varie specie ittiche.
  • - Integrare l'attività della pesca con l'attività turistica;
  • - Contribuire al conseguimento di un equilibrio duraturo tra le risorse alieutiche e lo sfruttamento delle medesime;
  • - Rafforzare la competitività delle strutture e lo sviluppo di imprese economicamente valide nel settore;
  • - Migliorare la qualità e la valorizzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;

Art. 39 Il Sistema funzionale del commercio. Individuazione (Tav.2.1)

Le linee evolutive in atto nel sistema incidono modo particolare sulla riduzione della capacità attrattiva dei centri urbani.

La generale tendenza allo sviluppo di medie/grandi strutture di vendita depotenzia l'organizzazione capillare e la funzione di servizio del singolo negozio a vantaggio di concentrazioni periferiche la cui accessibilità è fondata sull'uso incondizionato del mezzo mobile privato.

Il riconoscimento e l'organizzazione di Centri Commerciali Naturali è condizione necessaria, ma non sufficiente alla riqualificazione dei centri urbani se non adeguatamente accompagnata da un processo di valorizzazione dei luoghi contestualmente alla singola attività.

Il sistema funzionale del commercio è strettamente connesso a quanto questo PTC indica per l'accessibilità ai centri urbani in generale e per la loro riqualificazione in particolare.

Art. 39.1 Il Sistema funzionale del commercio. Obiettivi prestazionali.

Il PTC individua per questo sistema funzionale, per concorrere alle finalità della "rete dei luoghi e degli spazi della collettività" assunte dal presente Piano, i seguenti obiettivi prestazionali:

  • - favorire la crescita del sistema dei negozi di vicinato, allargato ai servizi alla persona, e l'incentivazione della vendita a domicilio, in particolare per beni di prima necessità, nelle aree non urbane a densità abitativa rarefatta;
  • - promuovere negozi di vicinato adibiti ad empori in zone a densità abitativa ridotta (< 100 ab.x Km.q) anche in relazione al loro ruolo di aggregazione sociale;
  • - promuovere la attivazione dei Centri Naturali Commerciali attraverso la qualificazione del loro contesto urbano e la riqualificazione delle singole strutture di vendita;
  • - considerare prioritaria la necessità di assicurare ai negozi di vicinato una adeguata accessibilità sia inserendoli in percorsi di mobilità pedonale e ciclabile, sia prevedendo aree di sosta veicolare adeguate;
  • - Riqualificare e adeguare le grandi strutture commerciali esistenti integrando i centri con i processi di mobilità e della sosta migliorandone l'accessibilità urbane.
  • - Nelle nuove localizzazioni delle medie e grandi strutture di vendita, favorire quelle che attivano processi di integrazione d'area sovracomunale ai quali sia agevole l'accessibilità dalle reti infrastrutturali e la possibilità di scambi intermodali

Art. 40 Il Sistema funzionale turistico - ricettivo. Individuazione (Tav. 2.1)

Il sistema soffre della qualità dell'offerta di base che si attesta su strutture ricettive di categoria medio- bassa con bassa quantità di numero di camere per struttura e in molti casi prive di dotazioni impiantistiche primarie, come il riscaldamento, che accentuano la stagionalizzazione dell'attività, ed inoltre :

l'assenza di un sistema coordinato tra impresa turistica e imprese di servizi di base al turista che dequalifica l'offerta;

l'assenza di strutture di alta qualità cui attribuire ruoli internazionali di richiamo;

Le difficoltà di accesso ai luoghi di soggiorno come fattore di diffidenza verso il sistema locale;

Una incerta mobilità tra i luoghi di soggiorno e i luoghi interni della cultura e degli eventi che inibiscono la mobilità territoriale e del sistema turistico cui fa capo;

Art. 40.1 Il Sistema funzionale turistico - ricettivo. Obiettivi prestazionali.

Il PTC individua per questo sistema funzionale i seguenti obiettivi prestazionali:

  • - Il consolidamento e destagionalizzazione dell'organizzazione strutturale dell'offerta di soggiorno attraverso la qualificazione delle strutture ricettive esistenti mediante adeguamenti dotazionali e ampliamento dei servizi interni a ciascuna struttura ricettiva
  • - Rafforzamento del concetto di impresa mediante organizzazione gestionale unitaria di ciascuna struttura ricettiva
  • - Rafforzamento del concetto di complementarietà alla conduzione aziendale agricola dell'attività agrituristica
  • - Mantenimento della qualità ambientale e dei valori paesistici dei luoghi (depurazione delle acque reflue dei centri abitati, qualità batteriologica delle acque di balneazione in primo luogo) come fattore di competitività
  • - L'implementazione dell'accessibilità, soprattutto alle isole dell'arcipelago, mediante una riqualificazione infrastrutturale e del trasporto pubblico locale
  • - Favorire la mobilità interna ai luoghi di soggiorno e villeggiatura e tra questi e i luoghi della cultura e degli eventi
  • - Amplificare la catena dei cosiddetti prodotti turistici
  • - Disincentivare processi di trasformazioni immobiliari tendenti alla riduzione del ruolo di impresa.

Capo III Il sistema delle reti e dei nodi infrastrutturali.

Art. 41 Il Sistema funzionale per la mobilità e la logistica. Individuazione e obiettivi generali (Tav. 6 e 7)

Il sistema funzionale è determinante per le attività produttive portuali, commerciali, turistiche e non può essere affrontato senza una idea dello sviluppo e della competitività territoriale che si vuol perseguire.

Sono di interesse provinciale le seguenti infrastrutture, per la cui realizzazione, modifica e sostituzione occorre attivare un processo di concertazione istituzionale:

  • - l'Autostrada A12;
  • - la SGC Firenze - Pisa - Livorno;
  • - le SS n. 1Aurelia e n. 398,
  • - le SR n. 206, n. 68 e n. 398 per Suvereto;
  • - la rete delle strade provinciali;
  • - il canale Scolmatore d'Arno come via d'acqua, il Canale dei Navicelli;
  • - le vie d'acqua costituite dai fossi medicei di Livorno e dai tratti terminali del Cornia
  • - l'intera rete ferroviaria;
  • - la rete del trasporto pubblico marittimo dell'arcipelago toscano,
  • - le funicolari del Santuario di Montenero e del monte Capanne;
  • - la metropolitana di superficie del comprensorio Livorno-Collesalvetti

È inoltre di interesse provinciale che siano salvaguardati quali obiettivi prioritari della competitività territoriale tracciati individuati per:

  • - l'ampliamento delle sezioni stradali della SGC Variante Aurelia
  • - l'incremento dei binari ferroviari sulla linea Pisa/Livorno/Roma
  • - il collegamento diretto tra la linea ferroviaria di servizio del porto di Livorno con l'interporto di Guasticce e la linea Pisa/Collesalvetti/Vada, nuovi fasci di binari tra Livorno Calambrone e il porto e di realizzare un raccordo tra la linea Pisa-Collesalvetti-Vada in direzione di Pontedera e raddoppio della Pisa-Collesalvetti-Vada
  • - l'ampliamento dello scalo ferroviario di Vada, da trasformare e sviluppare come polo logistico di secondo livello a servizio dell'intera area della Val di Cecina
  • - l'ampliamento dello scalo ferroviario di Campiglia, da trasformare e sviluppare come polo logistico di secondo livello a servizio dell'intera area della Val di Cornia, dell'Isola d'Elba e dell'area delle Colline Metallifere.

Sono di interesse provinciale i seguenti nodi quali punti di maggior rilievo del sistema infrastrutturale provinciale e regionale:

  • - i porti di Livorno, di Piombino, di Portoferraio, di Rio Marina, di Capraia;
  • - le funzioni intermodali e logistiche dell'Interporto di Guasticce, delll'Autoporto del Faldo degli scali ferroviari di Vada e di Venturina;
  • - l'aeroporto di Marina di Campo
  • - i nodi urbani di scala regionale: Livorno, Piombino
  • - i nodi urbani di scala provinciale:Rosignano, Cecina, Portoferraio, Campiglia, Collesalvetti,

Gli obiettivi generali che il PTC individua, sono la crescita economica ed il potenziamento della competitività complessiva del territorio mediante un più efficace organizzazione del sistema dei nodi - e dei singoli nodi - che rafforzi e qualifichi la sua precipua funzione di cardine fra gli insediamenti e le reti infrastrutturali, determinante per la mobilità di persone e merci - sia all'interno dei centri, sia nelle relazioni alle diverse scale territoriali -, ed una loro armonica organicità funzionale con il sistema delle reti.

In particolare il PTC ritiene essenziale il concorso di questo sistema funzionale per:

  • - potenziare il trasporto delle persone predisponendo nodi in interscambio modale funzionali alla integrazione delle diverse modalità di trasporto pubblico e di interscambio con i mezzi di trasporto privato;
  • - organizzare nodi di interscambio modale per le merci allo scopo di favorire il loro trasporto per ferrovia o per nave, contenendo l'uso dei mezzi su gomma a brevi distanze e minimizzando i tempi di interscambio modale;
  • - organizzare nodi di interscambio per la distribuzione delle merci nelle maggiori aree urbane mediante mezzi meno ingombranti e meno inquinanti.

Capo IV Il sistema delle risorse.

Art. 42 Il Sistema funzionale delle risorse idriche. Individuazione (Tav.5)

È l'insieme dei corpi idrici cui il sistema funzionale insediativo attinge mediante opere di captazione (sorgenti) e emungimento (pozzi) per convogliarle mediante opere di adduzione (acquedotto) ai luoghi di distribuzione. Il sistema si fonda su una risorsa in parte contenuta nel territorio provinciale in bacini idrici sotterranei

Del sistema preme evidenziare l'organizzazione che attiene agli aspetti funzionali come la dislocazione degli impianti idrici di emungimento e sorgente e quelli adduttori. L'organizzazione funzionale della risorsa idrica da distribuire è elemento fondamentale alla "funzionalità" degli insediamenti ritenendo connessa e pertinenziale alla risorsa anche la modalità con cui viene distribuita e gestita.

La risorsa idrica è bene essenziale.

Art. 42.1 Il Sistema funzionale delle risorse idriche. Obiettivi prestazionali.

Garantire una adeguata fornitura idrica giornaliera procapite mediante la riduzione delle dispersioni, che non dovrebbero superare la misura del 15% dei prelievi annui, assicurando il recupero del rimanente 25% , ammontante a circa 10 milioni di mc annui, corrispondenti a circa 86 litri giornalieri procapite

Nelle nuove aree insediative assicurare la fornitura di acqua potabile da destinare al solo consumo umano. L'attivazione di processi virtuosi di risparmio idrico e riciclaggio di acque per usi non domestici diviene obiettivo prioritario.

Art. 43 Il Sistema funzionale dei rifiuti. Individuazione (Tav. 11)

Il sistema deve poter corrispondere a precise sollecitazioni e dinamiche numeriche e la sua organizzazione territoriale deve poter soddisfare lo smaltimento dei rifiuti prodotti sul territorio.

Le invarianti strutturali sono rappresentate dai quattro sistemi attuali di smaltimento:

Livorno, Rosignano, Piombino, Elba.

Le prestazioni di sistema devono poter corrispondere alla migliore razionalizzazione della raccolta e dello smaltimento in sintonia con il piano di settore provinciale.

Anche in questo caso la ripartizione territoriale segue la logica del bacino d'utenza e i pesi che questo determina nell'organizzazione della raccolta conferimento e smaltimento. Quel che preme sotto il profilo pianificatorio non è l'organizzazione del servizio che attiene ad altri ruoli quanto i carichi insediativi e gli effetti indotti della localizzazione dei siti di smaltimento.

Art. 43.1 Il Sistema funzionale dei rifiuti. Obiettivi.

L'attivazione un processo di riduzione della produzione dei rifiuti mediante tecniche appropriate relative all'autorizzazione di nuovi insediamenti.

Le prestazioni di sistema devono poter corrispondere alla migliore razionalizzazione della raccolta e dello smaltimento in sintonia con il piano di settore provinciale.

L'articolazione territoriale del sistema si fonda sul migliore rapporto tra raccolta e distanza al conferimento.

Art. 44 Il Sistema funzionale delle risorse energetiche. Individuazione (Tav.10)

Parimenti è da considerare la risorsa energetica, i luoghi della sua produzione e la sua distribuzione.

Si affacciano proposte di nuovi insediamenti di produzione di energia da fonti alternative rinnovabili e la locazione di questi impianti crea non pochi problemi di compatibilità con alcuni programmi strategici territoriali in zona agricola. Aree ad eccellente produzione vitivinicola o olivicola, produzioni ortaggere ad alta intensità e i processi che investono alcune aree di riconversione colturale possono essere messe in discussione dall'innesto di processi di risalita della rendita per la realizzazione di campi fotovoltaici, eolici, impianti per l'utilizzazione di biomasse , etc.

Art. 44.1 Il Sistema funzionale delle risorse energetiche. Obiettivi.

Diviene obiettivo prioritario di sistema la riconversione della grandi centrali elettriche all'uso di fonti energetiche non solide: perseguire la riconversione delle centrali Enel di Livorno e Piombino da olio a gas metano

Favorire processi di riqualificazione energetica degli edifici in generale e l'installazione di impianti a utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per autoconsumo

Favorire il risparmio energetico negli impianti di pubblica illuminazione

Introdurre valutazioni e diagnosi energetiche degli edifici nei procedimenti di rilascio dei permessi di costruzione

Favorire lo sviluppo di eolico e mini eolico

Favorire lo sviluppo del fotovoltaico

Favorire lo sviluppo del solare termico

Favorire la diffusione delle sonde geotermiche e di altre tecnologie per la produzione di calore

Favorire l'impiego sostenibile delle biomasse agricole e forestali

Favorire lo sviluppo dei processi produttivi industriali di biodisel e bioetanolo

Favorire la cogenerazione a gas metano

Favorire la produzione di energia da rifiuti

Favorire la realizzazione del rigassificatore

Predisporre adeguate misure disciplinari e di salvaguardia dei valori paesistici rurali che consentano l'insediamento di impianti di produzione di energia da fonti alternative solo se compatibili con tali valori

  • - Favorire la realizzazione di progetti integrati per la chiusura del ciclo in contesti confinati, quali ad es. le isole minori (Gorgona, Pianosa ecc.)

Miglioramento della qualità progettuale degli elettrodotti finalizzata al miglioramento ambientale entro una scala progressiva di valori di tutela, valori di cautela e valori di qualità dell'induzione magnetica e dei campi elettrici.

Art. 45 Il Sistema funzionale delle aree protette (Tav. 8)

Appartiene al sistema funzionale l'organizzazione dei parchi non in quanto ambiti naturali quanto invece organizzazioni culturali della natura che si innestono nel complesso sistema della qualità della vita: urbana, del tempo libero, della ricreazione.

Il sistema delle aree protette verdi contribuisce agli aspetti di funzionalità sistemica di tutto il territorio provinciale e ad esso appartengono i parchi, le riserve naturali, le aree naturali protette di interesse locale, ma anche il sistema natura 2000 e i Siti di Interesse Regionale.

La rete ecologica assume funzione di connettore tra i territori sia relativamente agli aspetti ambientali ma anche quelli paesistici.

Art. 45.1 Il Sistema funzionale delle aree protette . Obiettivi.

Il sistema si propone di costituire una rete ecologica idonea ad impostare una corretta strategia di sviluppo sostenibile coniugando diversità naturali e culturali.

Il sistema garantisce la dotazione di strutture efficienti, favorisce l'educazione ambientale, promuove l'offerta di servizi adeguati:

  • - Ripristini ambientali per la conservazione delle risorse e della biodiversità
  • - Recupero del patrimonio edilizio per l'accoglienza, la raccolta documentaria, la didattica, la ricerca, la promozione;
  • - Sentieri ed itinerari tematici