Disciplina del PTCP

Art. 33 Individuazione ed obiettivi prestazionali generali del sistema.

Il PTC individua il sistema funzionale degli insediamenti, Tav. 7, come l'insieme costituito dai centri e nuclei abitati, dal patrimonio edilizio, sia di natura residenziale che produttiva e di servizio, dalle diverse componenti che ne determinano lo stato di territorio urbanizzato, dagli spazi residuali del precedente assetto rurale, ancorché non destinati a specifici usi, adiacenti e funzionalmente contigui agli insediamenti esistenti, dagli eventuali ambiti potenzialmente interessati da ulteriori espansioni del territorio urbanizzato.

Lo statuto del territorio del PTC intende perseguire attraverso scelte condivise di governo del territorio - in quanto fondate sulla cooperazione interistituzionale - l'organizzazione di un sistema policentrico dotato dalle "qualità" necessarie sia a far emergere nuovi fattori in grado di sostenere processi di sviluppo, sia a garantire la tutela attiva dei valori storici, culturali, economici e sociali che hanno originato il reticolo insediativo e determinato la rilevanza identitaria delle sue diverse componenti.

Il PTC promuove la definizione coordinata degli strumenti di pianificazione del territorio e degli atti di governo del territorio, di competenza provinciale e comunale, al fine di consolidare un quadro di comportamenti, di opportunità, di aggregazioni funzionali e di scelte strategiche idoneo concretizzare la "città policentrica toscana", individuata dal PIT come invariante strutturale in quanto fattore fondamentale dell'identità regionale, e per concorrere alla sua qualificazione.

Sono obiettivi prestazionali generali relativi al sistema funzionale degli insediamenti:

  • A. qualificare il sistema policentrico a scala provinciale come una rete coerente che, nel suo insieme, integra ambiti urbani elementari - che privilegiano gli aspetti della vita quotidiana - con ambiti multifunzionali di servizi e funzioni localizzati alle pertinenti scale territoriali, nel rispetto di predeterminati requisiti di accessibilità e della dotazione di fattori che determinano la qualità di vita e degli insediamenti;
  • B. superare il criteri numerici, atemporali ed indifferenziati, propri delle "dotazioni territoriali minime" degli standard urbanistici del DM 1444/1968, attivando processi di programmazione e di gestione della qualità degli insediamenti in grado di assicurare risposte specifiche, mirate e valutabili in termini di funzionalità, di accessibilità, di equilibrata distribuzione sul territorio, con particolare attenzione alle esigenze espresse dai diversi tipi di utenza e dalle diverse situazioni territoriali;
  • C. contrastare la dispersione insediativa generata da nuovi luoghi e nuove polarità monofunzionali, superando gli specifici fattori che hanno determinato, nelle diverse parti del territorio, i meccanismi legati alla rendita fondiaria e di posizione;
  • D. contenere l'ulteriore consumo di suolo a fini insediativi ed infrastrutturali, privilegiando le azioni di recupero del patrimonio edilizio esistente non congruamente utilizzato o in conflitto funzionale con il contesto e realizzando le trasformazioni urbanistiche e le addizioni residenziali in forme compatte e multifunzionali;
  • E. subordinando l'ulteriore impegno di suolo alla esplicita ed esaustiva dimostrazione, effettuata alla scala territoriale - comunale o sovracomunale - significativa in relazione alla tipologia ed alla dimensione degli interventi:
    • - delle specifiche esigenze che si intendono soddisfare;
    • - della non sussistenza di alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti;
    • - delle modalità con gli interventi previsti concorrono alla riqualificazione dei sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme nonché alla prevenzione ed al recupero di specifiche situazioni di degrado ambientale e funzionale.
  • F. promuovere l'evoluzione qualitativa ed il pieno utilizzo del patrimonio edilizio esistente - residenziale, produttivo, turistico, di servizio - in relazione sia alla tipologia funzionale che al contesto nel quale è inserito e l'adozione di tecniche edilizie ed impiantistiche in grado di contenere i consumi energetici ed idrici, gli effetti conseguenti alla impermeabilizzazione del suolo ed, in generale i costi di gestione e di manutenzione;
  • G. superare le contrapposizioni fra aree centrali e periferiche con interventi finalizzati alla equilibrata integrazione delle componenti insediative e sociali ed alla rimozione dei fattori di degrado edilizio ed urbanistico, privilegiando interventi che favoriscano la sostenibilità ambientale e sociale anche attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio sotto il profilo del minor consumo di risorse energetiche ed idriche e dei minori costi di manutenzione e gestione;
  • H. considerare l'adeguata dotazione di infrastrutture e di sistemi idonei al trasporto pubblico di persone e merci per accrescere l'accessibilità ai servizi di rango territoriale e l'attivazione nei centri urbani di forme di mobilità pedonale e ciclabile, come condizioni prioritarie per la localizzazione di ogni nuova previsione, o intervento di trasformazione, del sistema insediativo;
  • I. promuovere lo sviluppo dei sistemi e delle reti di informazione e di comunicazione immateriale per attivare un effettivo decentramento integrati dei servizi mediante l'installazione diffusa di punti informatici di accesso in tutti i centri abitati;
  • J. recuperare uno stabile equilibrio tra gli insediamenti ed territorio aperto, tutelando le discontinuità fisiche ancora esistente come elemento di reciproca qualità e di salvaguardia attiva dei valori paesaggistici, definendo i confini urbani mediante la individuazione di aree da destinare al sistema del verde e di ambiti nei quali intervenire con criteri di riqualificazione paesaggistica e di superamento delle situazioni di degrado urbanistico degli insediamenti;
  • K. conservare liberi gli spazi che costituiscono corridoi tra gli insediamenti urbani e i luoghi aventi valori ambientali e paesistici (boschi, riserve naturali, pinete costiere, zone dunali, scogliere,.......) e gli spazi di transizione tra gli ambiti insediativi;
  • L. assumere la perequazione urbanistica quale strumento finalizzato alla equa distribuzione dei diritti edificatori per tutte le proprietà immobiliari ricomprese in ambiti oggetto di trasformazione urbanistica o di nuovo insediamento e la perequazione fra Comuni quale strumento per migliore localizzazione di funzioni e centri di erogazione di servizi con bacino di utenza a scala sovracomunale;
  • M. attivare strumenti di perequazione territoriale per una equa ripartizione dei costi e benefici localizzativi al fine di depotenziare i fattori che determinano la rendita fondiaria e di posizione nonché la concorrenzialità fra comuni rendendo, per quanto possibile, indifferenti le scelte urbanistiche di ciascun comune dalla esigenza di reperire risorse economiche per sostenere la gestione dei servizi comunali;
  • N. assumere di criteri omogenei e condivisi per la formazione dei quadri conoscitivi relativi alla struttura del sistema degli insediamenti e dei fattori incidenti sulla loro funzionalità, quale comune base cognitiva per attivare concrete forme di collaborazione interistituzionale e territoriale, per di determinare coerenti scelte programmatiche e di gestione - sia generali che di settore - finalizzate ad individuare, superare e prevenire situazioni di degrado e a concretizzare processi di recupero e di consolidamento della qualità di vita:
  • O. Attivare percorsi partecipativi per individuare operativamente gli effettivi valori che i cittadini ritengono rilevanti ai fini:
    • - della salvaguardia e valorizzazione dell'identità locale quale concorso sostanziale per una corretta definizione del modello spaziale policentrico;
    • - di dotare i territori caratterizzati da dispersione insediativa di spazi e luoghi organizzati di aggregazione sociale che attivino un processo di riconoscibilità e di appartenenza alla comunità.
    • - del riconoscimento dell'idea di paesaggio urbano da recuperare, consolidare o superare attraverso processi di trasformazione urbanistica ed edilizia degli abitati, di localizzazione e di riorganizzazione di funzioni e di sistemi infrastrutturali, quale verifica sostanziale della loro sostenibilità;
    • - della individuazione degli interventi da attivare per il superamento delle condizioni di provvisorietà e separatezza presenti negli ambiti periferici e nelle fasce periurbane, allo scopo di individuare assetti idonei a definire stabili e funzionali confini fra il sistema urbano e quello rurale fondati su valori riconosciuti e condivisi.

Il sistema funzionale degli insediamenti si articola nei seguenti sottosistemi:

  • * la struttura insediativa: i nodi urbani, la città diffusa;
  • * la rete dei luoghi e degli spazi della collettività.

Art. 34 La struttura insediativa: i nodi urbani, la città diffusa.

Il P.T.C. identifica la seguente articolazione del sistema degli insediamenti sotto il profilo tipologico, funzionale e di relazione connesso alla localizzazione dei nodi urbani e della rete insediativa che essi determinano:

  • Sotto il profilo tipologico il PTC articola il sistema in:
    • A. Centri di più antica formazione;
    • B. Insediamenti prevalentemente residenziali o misti;
    • C. Insediamenti produttivi;
  • Sotto il profilo funzionale a scala provinciale:
    • A. nodo urbano di interesse regionale: Livorno;
    • B. nodi urbani di livello subprovinciale con funzioni complesse e/o servizi consolidati di rilevanza sovracomunale: Piombino, Cecina e Portoferraio;
    • C. nodi urbani locali con funzioni di presidio del territorio a più debole armatura, atte prevalentemente a fornire servizi di base alla popolazione insediata: Rosignano Marittimo, Collesalvetti, Bibbona, Castagneto Carducci, Campiglia, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, Campo Elba, Capoliveri, Porto Azzurro, Marciana/Marciana Marina, Rio Elba/Rio Marina, Capraia.
  • Sotto il profilo delle relazioni a scala sovra provinciale il PTC individua:
    • A. il nodo di Livorno con funzioni di caposaldo del sistema di area vasta della costa e di raccordo con l'area centrale toscana;
    • B. i nodi di Collesalvetti e di Cecina con funzioni di raccordo locale con l'adiacente territorio della provincia di Pisa;
    • C. il nodo di Piombino con funzioni di raccordo locale con l'adiacente territorio della Provincia di Grosseto.
    • D. Sono obiettivi prestazionali specifici, per le finalità di questo sottosistema, in relazione alla tipologia degli insediamenti:

A. Per i centri storici e di più antica formazione:

  • - la salvaguardia del patrimonio insediativo che esprime elementi di identificazione per la comunità, quali gli ambiti storici e di vecchio impianto, i beni di interesse architettonico, storico, archeologico e documentale, gli spazi pubblici antichi e recenti, integrando la disciplina di conservazione prevalentemente edilizia riferita a singoli episodi storico - monumentali con interventi integrati riferiti a comparti organici;
  • - il recupero della effettiva centralità dei centri di più antica formazione, garantendo il permanere di funzioni pubbliche e di rilevanza sociale e culturale negli edifici, nei luoghi e negli spazi che hanno determinato i valori fondativi ed identitari della collettività;
  • - il contrasto dei processi di espulsione della residenza stabile, prevedendo strategie di recupero e di valorizzazione delle aree e degli edifici, sia di proprietà pubblica che privata, per soddisfare esigenze di edilizia sociale e finalità di pubblico interesse complementari alla residenza ed in particolare la presenza di funzioni orientate alla soddisfazione delle esigenze della vita quotidiana e dell'integrazione civile;
  • - il rigoroso controllo dei mutamenti di destinazione d'uso e degli interventi che comunque comportano incremento dei carichi urbanistici al fine di garantire il rispetto di prestabiliti livelli di qualità e il loro concorso al miglioramento delle dotazioni che determinano la qualità degli insediamenti;
  • - la tutela della riconoscibilità paesaggistica dei centri, borghi e nuclei storici, e dell'intorno territoriale ad essi correlato, comprese le culture in abbandono, ove si configurino quali componenti paesaggistiche di pregio e come visuale da salvaguardare;
  • - il recupero alle funzioni originarie degli spazi pubblici, la libera percorribilità e la pedonalizzazione dei percorsi di rilevanza storico paesaggistica, la conservazione delle pavimentazioni tradizionali;
  • - il mantenimento della rete commerciale di vicinato e la valorizzazione dei centri commerciali naturali;
  • - la permanenza e la riqualificazione della rete commerciale di vicinato e dell'artigianato di servizio alla residenza, la valorizzazione dei centri commerciali naturali e delle attività di promozione e vendita di prodotti tipici locali;

B. Per gli insediamenti prevalentemente residenziali o misti:

  • - il rafforzamento della struttura policentrica del sistema degli insediamenti, i valori rappresentativi delle identità locali, e le gerarchie funzionali consolidate;
  • - il superamento della dispersione insediativa e della conseguente erosione del territorio rurale;
  • - la conferma ed il consolidamento del ruolo funzionale a scala territoriale dei nodi urbani;
  • - la organizzazione delle funzioni che inducono forte mobilità in ambiti caratterizzati dalla presenza di una pluralità di servizi di pubblica utilità localizzati in reciproca coerenza con i capisaldi delle reti della mobilità, onde permettere la massima accessibilità e attrattività e quale premessa alla attivazione di un sistema di trasporto collettivo basato efficienti linee di forza e nodi di interscambio adeguati ad assicurare agli spostamenti l'uso delle modalità più adeguate sotto il profilo economico e ambientale, in particolare riducendo l'uso della motorizzazione privata e dei tempi di spostamento;
  • - il coordinamento e la condivisione a scala sovracomunale di politiche di evoluzione dei nodi urbani, anche incentivando l'attivazione di strumenti di perequazione territoriale al fine di:
  • - attivare efficaci politiche per l'abitazione a basso costo ed in affitto, e per la programmazione e localizzazione di servizi e funzioni di rango territoriale perseguendo il raggiungimento di una dimensione dei poli erogatori di servizi adeguata per una loro ottimale gestione sotto il profilo economico;
  • - attribuire alle limitazioni incidenti su specifici ambiti territoriali - necessarie per la tutela della qualità paesaggistica ed ambientale, per le sistemazioni idrogeologiche, per garantire l'integrità e la rinnovabilità delle risorse idriche - il loro fondamentale valore di fattori di sviluppo sostenibile a vantaggio, e quindi a carico, di ben più vaste aree territoriali;
  • - garantire pari opportunità di sviluppo ai comuni minori e in posizione decentrata rispetto al sistema degli insediamenti.

C. Per gli insediamenti produttivi, sotto il profili del "sistema" a scala territoriale:

  • - incentivare l'effettivo radicamento delle attività produttive nel territorio in termini di crescita del tessuto locale rappresentato dalla piccola e media impresa - indotto e sub fornitura - attraverso l'organizzazione di ambiti produttivi idonei a fornire un adeguato livello di servizi, a favorire l'attivazione di reti fra imprese, a fornire i necessari supporti logistici, offrire opportunità di economie di scala;
  • - ridurre la dispersione dell'offerta insediativa ed il consumo di territorio - assicurando comunque una offerta adeguata alla domanda - attraverso la individuazione, fra quelle già esistenti o previste dagli strumenti urbanistici, di localizzazioni suscettibili di potenziamento o di interventi di riqualificazione in quanto presentano i requisiti necessari per una efficiente infrastrutturazione, per minimizzare gli impatti ambientali, permettere l'ottimizzazione del ciclo delle acque, favorire l'acquisizione delle certificazioni ambientali, per essere inserite in un sistema di servizi rivolti alla conciliazione fra tempi di lavoro e tempi di vita;
  • - attivare un rigoroso sistema di tutela delle destinazioni d'uso nelle aree produttive a favore delle attività industriali e di servizio alle imprese;
  • - attivare efficaci politiche per la localizzazione e rilocalizzazione di aree produttive.

Art. 35 La rete dei luoghi e degli spazi della collettività. (Tav. 3 e 4)

La Provincia ritiene essenziale, per l'esercizio delle proprie funzioni di raccordo fra le politiche territoriali regionali e locali e di coordinamento della formazione degli strumenti della pianificazione, l'assunzione di obiettivi e criteri comuni per determinarle e promuovere la qualità e la funzionalità degli insediamenti ai diversi livelli territoriali - locali, urbani, di area vasta - ricercando, fra tutti i soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di utilità generale, nuove sinergie e opportunità di crescita e di coesione sociale, offrendo ad ogni cittadino residente, permanentemente o temporaneamente, la possibilità di riappropriarsi degli elementi essenziali dello stare insieme determinati dalla qualità del territorio e dell'ambiente urbano, dalla fruibilità dei valori naturali, da una localizzazione di servizi adeguatamente accessibili per ridurre la mobilità indotta, assicurare il rispetto dei tempi di vita, qualificare gli ambiti di vita quotidiana.

Per quanto sopra, il PTC individua nell'insieme dei luoghi e spazi della collettività, funzionalmente connessi ed organizzati ai diversi livelli territoriali, lo strumento per determinare un diffuso e stabile livello di qualità di vita, che dia concretezza al concetto di "città policentrica toscana" e, pertanto, finalizzato a conseguire i seguenti obiettivi prestazionali :

  • - individuare nel territorio provinciale, con criteri uniformi, le diverse componenti che

concorrono a determinare nel sistema degli insediamenti i necessari requisiti di qualità urbana, ambientale, edilizia e di accessibilità;

  • - costituire una base conoscitiva, univoca e condivisa, quale componente specifica del quadro conoscitivo per il governo del territorio provinciale, assicurando un punto di riferimento centrale e condiviso per il coordinamento, l'integrazione funzionale ed operativa, la valutazione e la gestione dei piani di settore e degli atti amministrativi riferibili ai molteplici obiettivi, strumenti e criteri proposti dalla normativa nazionale, regionale e locale ed in particolare quelli attinenti:
  • - alla localizzazione, distribuzione e qualificazione delle funzioni;
  • - alla organizzazione della mobilità e del traffico a scala locale, urbana e
  • - territoriale;
  • - al Piano di indirizzo e di regolazione degli orari della città;
  • - al Piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche ed urbanistiche;
  • - alla coerente assunzione degli atti amministrativi incidenti sull'accessibilità,

sul verde e gli spazi pubblici, sul commercio, sulla regolamentazione dei

servizi al cittadino, sui temi delle pari opportunità;

  • - superare i criteri numerici e indifferenziati sottostanti agli standard urbanistici, assumendo criteri omogenei e condivisi a scala territoriale per la localizzazione degli elementi incidenti sulla qualità della vita che tengano conto di valutazioni di funzionalità, di accessibilità, di equilibrata distribuzione sul territorio e, nell'insieme, della loro effettive capacità di dare risposte alle diverse tipologie di utenza e di affermare un diffuso e stabile livello di qualità urbana;
  • - evidenziare le situazioni di degrado presenti nel sistema insediativo e determinare le esigenze e le dotazioni necessarie per il recupero di qualità degli insediamenti esistenti da assumere come obiettivo per gli interventi di trasformazione e riqualificazione urbanistica e per le previsioni che comportano nuovo impegno di suolo, ai fini del rispetto di quanto disposto dall'articolo 3, commi 3, 4 e 5 della L.R. 1/2005;
  • - individuare situazioni di valenza sovracomunale per la eventuale definizione di specifici progetti e programmi di intervento per l'incremento della qualità urbana, anche al fine attivare economie di scala e consentire l'accesso alle risorse finanziarie messe a disposizione da piani ne programmi di regionali, nazionali e comunitari;
  • - costituire un riferimento funzionale per la definizione, ai diversi livelli territoriali, di un sistema integrato di mobilità che garantisca l'accessibilità privilegiando il trasporto collettivo e la mobilità pedonale e ciclabile nei centri urbani;
  • - costituire la base sostanziale per la assicurare la corretta distribuzione sul territorio delle funzioni al fine di assicurare l'equilibrio e l'integrazione con l'organizzazione dei tempi della vita quotidiana, in modo da favorire la corretta fruizione dei servizi pubblici e privati di utilità generale;
  • - garantire la continuità programmatica, operativa e gestionale necessaria nei processi finalizzati a sostenere la crescita delle città e degli insediamenti come luogo di accoglienza, di integrazione sociale e di nuove opportunità per la comunità che l'abita e che la frequenta.

Il PTC implementa progressivamente la rete dei luoghi e spazi della collettività a scala provinciale ad opera dei Comuni, e di soggetti pubblici e privati che programmano e gestiscono servizi di pubblica utilità, per costituire una base condivisa ed articolata alle diverse scale idonea a garantire agli insediamenti i necessari livelli di qualità ed a promuovere l'organizzazione sul territorio di ambiti multifunzionali di attrezzature e servizi in grado di generare sinergie ed opportunità i promuovendo e valorizzando i fattori costitutivi della cittadinanza attiva e della qualità della vita.

A tal fine il PTC con il Titolo IV, "Statuto delle risorse essenziali" detta, con riferimento alle risorse che concorrono a qualificano la rete dei luoghi e degli spazi della collettività, specifici criteri per la sua implementazione e, con la Parte III, propone ai Comuni criteri operativi per attuare il coordinamento dei Piani strutturali, e conseguentemente degli atti di governo del territorio, al fine di conseguire sinergicamente gli obiettivi generali del "sistema funzionale degli insediamenti" e quelli specifici della rete dei luoghi e spazi della collettività".

Il PTC individua, per quanto di competenza, le seguenti aggregazioni funzionali come capisaldi della rete dei luoghi e spazi della collettività:

  • - il sistema della sanità;
  • - il sistema della cultura;
  • - il sistema della istruzione;
  • - il sistema della pubblica amministrazione e dei servizi di prevalente interesse pubblico;
  • - quali componenti che a scala territoriale integrano il sistema funzionale degli insediamenti e concorrono a qualificare la rete dei luoghi e degli spazi della collettività.

Il sistema della sanità.

È costituito, a livello provinciale, dal centro direzionale dell'ASL n.6 e da 4 zone articolate come segue:

  • - Zona livornese, che riguarda i comuni di Livorno, Collesalvetti e Capraia isola, e comprende il Presidio Ospedaliero di Livorno, due distretti, entrambi localizzati in Livorno, costituiti da 5 centri Socio-sanitari;
  • - Zona bassa val di Cecina che i comuni di Cecina, Rosignano Marittimo, Bibbona, Castagneto Carducci, oltre a sei comuni della provincia di Pisa, e comprende il Presidio Ospedaliero di Cecina ed un distretto che si articola sui centri Socio-sanitari di Cecina, Rosignano e Donoratico.
  • - Zona val di Cornia che riguarda i comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, oltre a Monteverdi Marittimo in provincia di Pisa, e comprende il Presidio Ospedaliero di Piombino ed un distretto che si articola su centri Socio-sanitari ubicati in ciascun comune;
  • - Zona Elba che riguarda gli otto comuni dell'isola e comprende il Presidio Ospedaliero di Portoferraio ed un distretto che si articola sui centri Socio-sanitari di Portoferraio, Marciana Marina, Marina di campo; Porto Azzurro e Rio Marina;

fanno inoltre parte del sistema sanitario provinciale gli uffici di sanità marittima dislocati nei porti di Livorno e Piombino

Il PTC assume questo sistema, ed in particolare la sua articolazione per ambiti territoriali delle funzioni di programmazione - attraverso le zone socio-sanitarie ed i piani di zona - e il processo di decentramento delle funzioni di assistenza finalizzato a migliorare la capacità di risposta adeguandola alla configurazione territoriale e locale degli utenti, quale base operativa per l'organizzazione funzionale dei servizi che incidono sulla qualità di vita dei cittadini, ricercando le necessarie integrazioni funzionali e sinergiche considerando l'utenza come elemento centrale.

Il sistema della cultura

Comprende in quanto rappresentativi della identità locale e collettiva:

  • - I beni costituenti il sistema storico difensivo costiero;
  • - I beni costituenti il sistema dei luoghi di culto e dei cimiteri storici
  • - Il sistema dei musei
  • - Il sistema delle biblioteche
  • - Il sistema degli archivi storici
  • - Il sistema dei teatri
  • - Il sistema dei beni archeologici

individuati dal quadro conoscitivo del PTC.

Il sistema dell'istruzione

Il PTC individua le strutture scolastiche di valenza sovracomunale, riguardante quindi l'istruzione secondaria superiore e universitaria.

Si articola su 17 istituti di scuola secondaria superiori distribuiti secondo seguenti ambiti di aggregazione e bacini di utenza potenziale

1 area livornese9 istituti52%
2 area bassa val di Cecina3 "18%
3 area val di Cornia3 "18%
4 Elba2 "12%

In generale il sistema dell'istruzione predomina una tendenza prevalente a localizzare il servizio in relazione alla presenza di popolazione e solo marginalmente ad assecondare la domanda di istruzione effettivamente proveniente dal territorio.

Per il sistema dell'istruzione, la provincia ritiene necessario procedere, in accordo con i comuni, a valutare soluzioni organizzative a scala territoriale e urbana per migliorare l'accessibilità al sistema e minimizzare gli effetti della mobilità indotta.

il sistema della pubblica amministrazione e dei servizi di prevalente interesse pubblico.

Comprende le sedi centrali e periferiche di servizi organizzati o influenti a scala territoriale quali:

  • - le sedi e gli uffici della Pubblica Amministrazione aperti al pubblico (uffici amministrativi relativi a funzioni statali, regionali e provinciali, tribunali, uffici finanziari, pubblica sicurezza, carabinieri, VV.FF e protezione civile, ecc)
  • - gli uffici relativi servizi di primario interesse pubblico (energia elettrica e gas, l trattamento dei rifiuti, distribuzione di acqua, servizi postelegrafonici e telefonici ecc.)
  • - le sedi di enti ed organizzazioni quali la Camera di Commercio, le organizzazioni di categoria ecc.)

Il sistema, nel suo complesso, è cresciuto e si è diffuso sul territorio sostanzialmente con criteri di autorefenzialità stabiliti da ciascuna funzione e senza attivare interazioni in grado di favorire una agevole accessibilità da parte dell'utenza, non tanto ai singoli servizi quanto al loro complesso.