Disciplina del PTCP

Art. 46. Invarianti strutturali regionali

Le norme statutarie recano il recepimento e l'implementazione delle caratteristiche prestazionali del paesaggio e ne individua le invarianti statutarie definite a livello di pianificazione territoriale regionale (PIT):

  • - la "città policentrica toscana";
  • - la "presenza industriale" in Toscana;
  • - i beni paesaggistici di interesse unitario regionale;
  • - il "patrimonio collinare" della Toscana;
  • - il "patrimonio costiero, insulare e marino" della Toscana;
  • - le infrastrutture di interesse unitario regionale.

L'integrazione del paesaggio nelle politiche territoriali costituisce l'indirizzo primario generale di riferimento per la definzione delle specifiche modalità di recepimento e implementazione nel PTC con una apposita disciplina.

Art. 47 Individuazione delle Invarianti strutturali

Il PTC individua come invarianti strutturali del territorio le risorse ed i beni riconosciuti quali elementi cardine dell'identità dei luoghi e, pertanto, da sottoporre a tutela al fine di garantire la sostenibilità dello sviluppo.

Le invarianti strutturali il cui valore, storico, culturale, ambientale ed economico è riferibile ad ambiti territoriali o singoli beni, sono individuate e definite in relazione ai sistemi e sotto sistemi territoriali.

Le invarianti strutturali costituite da beni riferibili alla funzionalità ed all'organizzazione del territorio sono individuate e definite in relazione ai sistemi e sotto sistemi funzionali.

Alle Invarianti strutturali sono associati, come parti di esse costituenti, gli obiettivi prestazionali che individuano le regole relative al loro uso, i livelli di qualità e relative prestazioni minime attese.

Gli elementi costituenti le invarianti strutturali statutarie discendono dal complesso dei sistemi territoriali e funzionali individuati dallo Statuto e sono articolate secondo le risorse essenziali del territorio di cui all'art. 3 della l.r 1/2005.

Art. 48 Invarianti strutturale della risorsa paesaggio

Le invarianti della risorsa paesaggio sono individuate e definite dagli elaborati e dall'apposita disciplina allegata al presente piano

Art. 49 Le invarianti strutturali della rete dei luoghi e degli spazi della collettività.

Le invarianti strutturali individuate a scala provinciale per la rete dei luoghi e degli spazi della collettività possono riferirsi sia al valore storico-culturale di singoli beni, sia ad insiemi - reti - di attività, servizi o funzioni che, a vario livello di organizzazione, concorrono significativamente a determinare valori che il PTC considera come risorse imprescindibili in relazione agli obiettivi che lo statuto del territorio assegna al sistema funzionale degli insediamenti.

La modifica delle strutture che accolgono le funzioni e le componenti dei sistemi individuate come invarianti strutturali, cos&igrave come la delocalizzazione e/o rilocalizzazione di funzioni che non alterino il modello organizzativo e funzionale delle invarianti stesse, non attivano processi di variante del PTC, fatta eccezione per i casi nei quali sussista corrispondenza biunivoca fra valore storico/culturale della struttura e le funzione in essa svolte.

Le invarianti strutturali attengono ai sistemi indicati dall'art. 35:

A. sistema della sanità;

B. sistema della cultura;

C. sistema della istruzione;

D. sistema della pubblica amministrazione e dei servizi di prevalente interesse pubblico.

La prestazione d'insieme che il PTC individua per questo complesso di invarianti - integrato con da gli elementi individuati ad opera dei comuni secondo quanto previsto dall'art. 35 della presente disciplina - è quella di concorrere al consolidamento degli obiettivi statutari del sistema funzionale degli insediamenti, in particolare al fine di:

  • - attivare processi di recupero della primaria funzione del sistema insediativo di luogo di incontro, di opportunità, di reciproca conoscenza e di riferimento identitario, promuovendo la crescita alle diverse scale territoriali, di un insieme interrelato "di luoghi e di spazi della collettività" funzionali ad affermare il ruolo determinante dei servizi alla popolazione ed alle attività economiche sul livello di qualità della vita, di coesione sociale, di competitività;
  • - costituire una base operativa e condivisa per affermare la centralità del collegamento delle politiche di erogazione dei servizi - ai cittadini ed alle attività economiche - con l'assetto della mobilità e con una effettiva regolazione degli usi e degli assetti delle città e degli insediamenti, anche in relazione al Piano di regolazione degli orari;
  • - assicurare la costante adeguatezza ed accessibilità del sistema dei servizi quale requisito fondamentale per l'attivazione ed il sostegno di processi di sviluppo sostenibile concretizzando una situazione strutturale, funzionale ed operativa idonea a permettere una effettiva semplificazione nei rapporti fra istituzioni e utenti;
  • - attivare concrete forme di collaborazione ed integrazione fra i soggetti preposti

Nello specifico le invarianti strutturali della rete dei luoghi e degli spazi della collettività, e le loro prestazioni, sono individuate come segue.

A. Sistema della sanità:

costituisce invariante strutturale l'articolazione territoriale delle strutture di assistenza e tutte le funzioni a questa connesse e pertinenziali riportate nell'art. 35 della presente disciplina, comprendente il centro direzionale dell'ASL n. 6, i presidi ospedalieri di Livorno, Cecina, Piombino, Portoferraio, i distretti ed i centri socio sanitari.

Le prestazioni delle invarianti strutturali del sistema della sanità, ulteriori rispetto a quelle proprie del sistema, sono individuate come segue:

  • - concorrere ad individuare e consolidare, ricercando le necessarie integrazioni funzionali e sinergiche con altri centri erogatori di servizi, un sistema di polarità multifunzionali in grado di soddisfare le esigenze degli utenti ai diversi livelli territoriali, riducendo nel complesso i tempi di accesso ai servizi di base.

La Provincia di concerto con i Comuni coordina l'individuazione dei beni in cui svolgere l'attività.

B. Sistema della cultura

Le invarianti strutturali Individuano l'insieme delle strutture, dei manufatti edilizi riconosciuti di carattere storico/artistico, gli impianti e i luoghi naturali testimoniali dei processi storici, culturali, sociali ed economici evolutivi del territorio nonché le funzioni relative ai seguenti temi:

  • - beni costituenti il sistema storico difensivo costiero
  • - beni costituenti il sistema dei luoghi di culto e dei cimiteri storici
  • - la rete dei musei
  • - la rete delle biblioteche
  • - la rete degli archivi storici
  • - la rete dei teatri
  • - i beni costituenti il sistema dei beni archeologici

L'elenco delle invarianti strutturali relative ai documenti della cultura sono riportati nel Documento di piano e nel fascicolo Schede.

Il PTC individua le seguenti prestazioni minime attese dalla risorsa nel rispetto dei criteri di sviluppo sostenibile e dei pertinenti criteri di utilizzazione delle risorse essenziali del territorio.

Le prestazioni di ordine generale delle invarianti strutturali del sistema della cultura sono individuate come segue:

  • - costituire una risorsa da valorizzate per incentivare la fruizione turistica e culturale del territorio attraverso l'arricchimento della documentazione contenuta delle schede illustrative di ogni singolo edificio, già in parte predisposte con il quadro conoscitivo del PTC, e il loro inserimento in circuiti informativi di agevole fruizione;
  • - provvedere al recupero fisico e funzionale delle strutture e al loro mantenimento al fine di non precluderne l'integrità e permettere la riqualificazione delle strutture e degli ambiti di riferimento al fine di accrescere la percezione e la conoscenza del sistema di riferimento come elemento peculiare del territorio;
  • - promozione della loro fruizione turistico/culturale individuando di funzioni di supporto quali percorsi di accesso, punti di informazione, parcheggi, segnaletica, ecc..

Le prestazioni specifiche relative alle invarianti strutturali di singole componenti del sistema della cultura sono indicate come segue.

Per il sistema dei musei:

  • - considerare invariante strutturale l'insieme delle attività svolte nell'ambito del sistema dei musei e la loro distribuzione territoriale, indipendentemente dal valore del singolo bene immobile che le contiene;
  • - eliminare la frammentazione di sistema favorendo processi di razionalizzazione e recupero di una organicità organizzativa;
  • - concorrere alla salvaguardia e all' incremento della conoscenza storica, scientifica, artistica ed etnografica territoriale e favorire la formazione di ulteriori strutture museali relative a tematiche inerenti l'identità provinciale quali, ad esempio la cantieristica artigianale relativa alle attività marittime.

Per il sistema delle biblioteche e degli archivi storici:

  • - considerare invariante strutturale l'insieme delle attività svolte nell'ambito del sistema delle biblioteche e la loro distribuzione territoriale, indipendentemente dal valore del singolo bene immobile che le contiene;
  • - consolidare la rete bibliotecaria e degli archivi storici provinciale unificando in una unico catalogo informatizzato i singoli cataloghi e quelli di altri fondi documentari, archivistici e di beni culturali presenti sul territorio provinciale;
  • - Prevedere un sistema univoco di orari di apertura e accesso alle strutture (piano degli orari) che risponda alle esigenze di tutte le componenti sociali dell'utenza
  • - ampliare la fruibilità del patrimonio bibliotecario e documentale provinciale, realizzando un sistema in rete di video-lettura accessibile a distanza da qualsiasi utente;
  • - promuovere, l'apertura al pubblico strutture private o comunque destinate a particolari utenze, come le biblioteche scolastiche, attraverso la loro immissione nella rete bibliotecaria provinciale.

Per il sistema dei teatri:

  • - prevedere un sistema concertato fra le varie sedi della programmazione al fine di permettere la fruizione ad un maggior numero di utenti;
  • - prevedere adeguati piani di servizio di trasporto pubblico al fine ampliarne il raggio di fruibilità;
  • - favorire l'accessibilità l'attribuzione di specifici parcheggi.

La Provincia di concerto con i Comuni coordina l'individuazione dei beni da tutelare elencati nel sistema funzionale della cultura del presente piano e l'individuazione di spazi per la costituizione della rete provinciale della cultura.

Costituiscono prestazione di sistema al fine del mantenimento del valore di invariante la costruzione di un sistema provinciale della cultura

Gli indirizzi e le prescrizioni di natura paesistica connesse alle presenti invarianti sono contenute nell'apposita disciplina cui si rimanda.

C. sistema della istruzione.

Costituiscono invarianti strutturali i centri di formazione e le sedi complementari e relative pertinenze riportate nel documento Statuto allegato al presente piano. Costituiscono altres&igrave invarianti strutturali i beni individuati come contenitori di nuove funzioni scolastiche nel complesso edilizio dell'ex Caserma le Ghiaie di Portoferraio come centro polifunzionale scolastico e di ospitalità ai docenti, e di quelle di centro servizi e docenza universitarie nella Villa Maurogordato di Livorno.

Esse individuano l'insieme delle strutture necessarie, oltre la sede principale, a garantire la funzionalità del sistema ivi comprese le succursali, le dotazioni esterne, le aree di sedime, le pertinenze e gli immobili necessari all'accoglienza di funzioni quali foresteria degli alunni e del corpo insegnante secondo le necessità organizzative territoriali.

L'elenco delle invarianti strutturali relative ai sistema dell'istruzione sono riportati nel documento di piano e nel fascicolo Schede.

Le prestazioni di ordine generale delle invarianti strutturali del sistema della istruzione sono individuate come segue:

  • - assicurare, anche attraverso più idonee localizzazioni, una maggior correlazione fra offerta di servizio e domanda di istruzione effettivamente proveniente dal territorio al fine di contenere la mobilità indotta;
  • - ricercare, in accordo con gli enti locali, opportunità per concorrere alla costituzione di poli multifunzionali con funzioni sinergiche e complementari, a migliorare l'accessibilità alle diverse sedi, a conseguire economie gestionali;
  • - considerare rilevanti gli interventi e le pratiche gestionali di contenimento dei consumi energetici e idrici attuati negli edifici destinati all'istruzione anche per la valenza didattica che rappresentano.

La Provincia, di concerto con i Comuni, individua gli spazi per la costituzione della rete provinciale dell'istruzione.

D. sistema della pubblica amministrazione e dei servizi di prevalente interesse pubblico;

Costituisce invariante strutturale del PTC per questo sistema la presenza sul territorio dei centri di erogazione dei servizi della pubblica amministrazione e di prevalente interesse pubblico.

Per quanto di diretta competenza provinciale sono invarianti strutturali le funzioni svolte nelle sedi elencate nel documento di piano e nel fascicolo Schede allegato al presente piano.

Le prestazioni di ordine generale delle invarianti strutturali al sistema della istruzione sono individuate come segue:

  • - promuovere aggregazioni funzionali delle componenti del sistema come supporto e rafforzamento di centralità organizzate per quei servizi che necessitano di sedi periferiche con presenza di personale:
  • - promuovere l'utilizzazione degli edifici di proprietà delle varie amministrazioni, o in loro uso, per attivare centri multifunzionali di servizi alla cittadinanza ed alle attività produttive ricercando forme organizzative capaci di generare economie di gestione;
  • - dotare i centri erogatori dei necessari parcheggi pertinenziali e di relazione;
  • - unificare su modelli comuni e di agevole utilizzazione l'accesso informatico ai servizi della pubblica amministrazione anche attivando di punti di accesso multifunzionali assistiti, fortemente diffusi nel territorio, e localizzati in modo da garantire la massima riduzione della mobilità indotta.

Per quanto attiene ai servizi di competenza diretta della Provincia, il PTC indica le seguenti specifiche prestazioni:

  • - attivare sedi decentrate unificate per l'esercizio delle diverse funzioni di competenza;
  • - prevedere in ciascuna sede decentrata punti di accesso assistito non solo alle funzioni di competenza provinciale, ma anche a quelle degli altri enti a scala territoriale.

La Provincia di concerto con i Comuni coordina l'individuazione di spazi per la costituizione del sistema della pubblica amministrazione e promuove intese con le altre amministrazioni.

Art. 50 Le invarianti strutturali del sistema funzionale delle reti infrastrutturali (Tav. 6 e 9)

Costituiscono invarianti strutturali le reti e gli elementi infrastrutturali, nonché i tracciati individuati come di interesse provinciale dall'articolo 41 delle presenti norme.

Il PTC individua i seguenti obiettivi prestazionali:

  • - il completamento del corridoio tirrenico comprensivo del completamento delle direttrici trasversali, l'adeguamento dell'Aurelia in A12 e le relative complanari;
  • - l'attivazione di una rete ferroviaria adeguata al mutamento dei traffici ipotizzati derivanti dalla realizzazione degli ampliamenti portuali di Livorno e Piombino;
  • - la complementarietà infrastrutturale delle reti con le aree logistiche e l'attivazione di processi coordinati di governo dei nodi e delle reti;
  • - il rispetto della normative e regolamentari relative sicurezza alla sicurezza del trasporto anche mediante interventi di riassetto infrstrutturale viario, feroviario, aereo, marittimo;
  • - l'adozione nelle fermate fuori dai centri abitati di adeguate soluzioni tecniche per la sosta temporanea dei mezzi e delle persone;
  • - l'accessibilità ai centri abitati e di organizzazione dei punti di snodo;
  • - una maggiore fluidità di traffico mediante circonvallazioni di centri abitati - ove non sussistano impedimenti di tipo idrogeologico o paesaggistico;
  • - connotare strutturalmente e sotto gli aspetti paesistici i diversi tratti stradali secondo le funzionalità e tipologie prevalenti: storiche, turistiche, commerciali, panoramiche;
  • - prevedere funzionalità di interscambio modale attrezzando apposite aree di al margine dei nodi;
  • - i progetti relativi alla risoluzione di problemi di valenza locale non devono avere effetti su un'area di influenza molto più ampia se non previa individuazione e risoluzione degli effetti indotti;
  • - l'inserimento di un servizio di valenza sovracomunale in una area adiacente ad un tratto di strada provinciale deve risolvere i problemi indotti dalla sovrapposizione degli effetti dei flussi di traffico che l'inserimento di quel servizio produce.

Sono inoltre obiettivi prestazionali individuati dal PTC:

  • - l'individuazione di apposite fasce di rispetto delle infrastrutture secondo le normative vigenti in dipendenza della loro classificazione, necessarie anche per eventuali ampliamenti e raccordi;
  • - il recupero di itinerari con valore storico, con individuazione di circuiti d'interesse culturale e turistico, con conservazione dei caratteri peculiari dei luoghi;
  • - definire specifiche indicazioni contenute nella normativa per il paesaggio per la conservazione delle visuali paesaggistiche della rete viaria panoramica;
  • - la conservazione e di mantenimento delle strade extraurbane con scarpate laterali vegetate ed alberate, con essenze idonee al fine di ricostituire fasce di vegetazione con funzione di connessione col paesaggio rurale dell'intorno e di mitigazione dell'opera;

Art. 51 Le invarianti strutturali del Sistema Funzionale dei nodi infrastrutturali (Tav. 7)

Costituiscono invarianti strutturali i nodi infrastrutturali individuati .come di interesse provinciale dall'articolo 41 delle presenti norme.

Il PTC individua i seguenti obiettivi prestazionali le cui soglie saranno meglio definite e precisate nell'ambito degli accordi e dei procedimenti relativi ai porti commerciali di Livorno e di Piombino nonché dell'intesa sulla portualità dell'isola d'Elba approvata dal Consiglio Provinciale in data 31 ottobre 2008:

Relativamente al porto di Livorno:

  • - lo sviluppo di nuove banchine idonee all'accoglienza dei nuovi vettori navali consentendo l'attracco contemporaneo di più vettori in lunghezza non inferiori a 2 Km..;
  • - lo sviluppo di nuovi spazi di banchina di larghezze adeguate per consentire la movimentazione delle merci unitizzate secondo i nuovi canoni operativi non inferiori a 100 ettari;
  • - lo sviluppo di una capacità di movimentazione complessiva delle merci non inferiore a 36 milioni di tonnellate per anno mediante velocizzazione temporale della movimentazione e la specializzazione a seconda del tipo di merce dell'organizzazione retroportuale e le opportune esternalizzazioni necessarie alla successiva localizzazione delle merci soggette al deposito di lungo periodo;
  • - lo sviluppo di una capacità di traffico passeggeri non inferiore a 2,8 milioni di passeggeri per anno;
  • - lo sviluppo di nuove darsene capaci di accogliere i nuovi vettori mediante accesso a idonei canali di navigazione e movimentazione di adeguata larghezza;
  • - il potenziamento delle infrastrutture di collegamento stradali con le direttrici longitudinali e trasversali del territorio provinciale;
  • - il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e dello scalo Calambrone e lo snellimento del collegamento con le direttrici trasversali (Interporto, Faldo);
  • - il raccordo diretto con le nuove aree portuali dei collegamenti stradali e ferroviari;
  • - il raccordo con le stesse direttrici dei terminal passeggeri;
  • - la ricerca di soluzioni tecnico progettuali coordinate della nuova foce dello Scolmatore in funzione della navigabilità fino alle destinazioni logistiche dell'Interporto e dell'Autoporto;
  • - la possibilità di accogliere attività turistiche, commerciali e della nautica da diporto;
  • - l'effettuazione dell'attività della pesca in sintonia e interazione con la città;
  • - l'approvazione del nuovo PR Portuale.

Relativamente al Porto di Capraia:

  • - l'incremento e la razionalizzazione dell'accessibilità mediante adeguamento tecnico funzionale delle opere di attracco dei vettori sia passeggeri che commerciali;
  • - un riassetto della frazione portuale, in relazione all'incremento dell'accessibilità, mediante sviluppo dei servizi portuali, commerciali e delle funzioni ricettive, comprensive di un'organizzazione spaziale completa di servizi pubblici, spazi di sosta e di aggregazione e di valorizzazione degli spazi archeologici presenti sul waterfront.

Relativamente al Porto di Piombino:

  • - il superamento delle carenze infrastrutturali della rete stradale e ferroviaria di collegamento con il corridoio tirrenico;
  • - la specializzazione di aree mediante separazione dei traffici industriali, commerciali e passeggeri;
  • - l'ampliamento del porto per soddisfare esigenze di traffico derivate dallo sviluppo della ipotizzata produzione industriale per una superficie ulteriore non inferiore a 32 ettari;
  • - il potenziamento delle banchine per una lunghezza ulteriore di 2 Km..;
  • - le nuove aree di banchina ;
  • - lo sviluppo di una capacità di movimentazione complessiva delle merci di almeno 12 milioni di tonnellate per anno;
  • - lo sviluppo di una capacità complessiva di traffico passeggeri di 4,5 milioni di passeggeri per anno;
  • - il raccordo diretto tra le aree a destinazione industriale e i collegamenti stradali e ferroviari;
  • - la specializzazione di aree a traffico passeggeri e raccordi diretti con la rete stradale e ferroviaria;
  • - il nuovo PR Portuale.

Relativamente al Porto di Portoferraio:

  • - il nuovo PR Portuale e la razionalizzazione, il potenziamento e l'adeguamento tecnico funzionale del porto mediante individuazione di aree dedicate, anche mediante delocalizzazione e rilocalizzazione di funzioni per una migliore interazione porto-città;
  • - lo sviluppo della crocieristica e della cantieristica;
  • - la riorganizzazione della Darsena Medicea al fine di incrementare gli ormeggi;
  • - il raccordo diretto tra porto di Portoferraio e viabilità di collegamento coi comuni dell'isola mediante riassetto del waterfront;
  • - l'accoglienza di attività turistiche, commerciali e della nautica da diporto;
  • - l'accoglienza delle attività della pesca in sintonia e interazione con la città.

Relativamente al Porto di Rio Marina:

  • - il nuovo PR Portuale di Rio Marina per il potenziamento e miglioramento dell'accessibilità all'isola d'Elba e relativa la realizzazione di strade di circonvallazione del paese adeguata alla distribuzione del traffico veicolare.

Relativamente all'Interporto di Guasticce:

  • - piena attuazione della funzionalità intermodale ferro, gomma, acqua;
  • - attivazione della funzione di logistica integrata;
  • - ampliamento dell'area di competenza verso est.

Relativamente all'Autoporto del Faldo:

  • - assolvere alla funzione di deposito e rinvio alla distribuzione delle auto da immatricolare provenienti dai mercati esteri secondo le modalità ferro, gomma, acqua;
  • - assolvere alla funzione di logistica integrata;
  • - ampliamento dell'area di competenza verso nord.

Relativamente all'aereoporto di Marina di Campo:

  • - assolvere alla funzione di aereoporto dell'isola d'Elba mediante implementazione; della frequenza dei voli e della loro destagionalizzazione.
  • -

Relativamente ai nodi urbani si individuano i seguenti obiettivi prestazionali relativi a problematiche di natura territoriale.

Per la città di Livorno:

  • - organizzare l'accessibilità nord tenendo di conto dello sviluppo portuale individuando i corridoi infrastrutturali stradali e ferroviari in sintonia coi nuovi traffici merci e passeggeri derivanti dallo sviluppo portuale;
  • - rivedere il nodo di Stagno e parte nord della città per consentire una permeabilità maggiore del traffico stradale da e per i raccordi SGC e Autostradali circonvallando la frazione;
  • - il consolidamento del ruolo di asse di scorrimento veloce dell'Aurelia in relazione agli aumenti di traffico che deriveranno da futuri sviluppi della città, promuovendo un adeguamento tecnico funzionale della medesima connesso ad una rivisitazione degli accessi storici alla città;
  • - rendere più funzionale al suo ruolo di città regionale l'interazione città - territorio - porto ricostituendo l'interscambio modale auto - treno - bus extraurbani- traghetti mediante una riduzione delle distanze intercorrenti tra i centri modali e i vettori più frequenti. Nell'ipotesi di impossibilità dello spostamento dei centri di interscambio riconsiderare la collocazione dei centri attrattori e dei i servizi a più forte valenza sovracomunale.

Per il sistema Rosignano-Cecina:

  • - La salvaguardia da ulteriori pressioni, generate da previsioni locali, dell'accessibilità ai centri urbani con i collegamenti sovracomunali e il corridoio tirrenico che è assicurata dalla previsione dei raccordi complanari con la variante Aurelia, anche in vista della sua trasformarsi in autostrada tirrenica;
  • - la mitigazione dell'utilizzazione del sistema stradale parallelo alla costa nella città turistica e della fabbrica di Rosignano e nella la città terziaria di Cecina;
  • - il raccordo con l'infrastruttura ferroviaria degli altri sistemi infrastrutturali modali passanti per i due territori e verso est;
  • - considerare l'asse di scorrimento longitudinale del corridoio tirrenico come linea su cui attestare i centri di interscambio modale a valenza comprensoriale;
  • - la localizzazione di un'area logistica a servizio della stazione ferroviaria di Vada con immediato raccordo con la variante Aurelia, per accresce le potenzialità del sistema territoriale della pianura centrale.

Per la città di Piombino:

  • - risolvere l'attuale modalità di accesso alla città essendo inidonea al soddisfacimento dei volumi di traffico presenti e futuri attraverso il completamento della SS 398 per attivare la separazione dei traffici portuali sia merci che passeggeri dal traffico di accesso alla città;
  • - garantire la penetrazione al porto della 398 mediante snodi di accesso alle varie funzioni attestate sull'asse, per soddisfare le previsioni insediative del distretto della nautica e il riassetto delle aree industiali connesso allo sviluppo del porto;
  • - la realizzazione di un efficace collegamento della ferrovia direttamente con lo scalo portuale per assicurare il pieno assorbimento dei traffici passeggeri,commerciali e industriali;
  • - risoluzione del nodo stradale di Fiorentina, in parallelo all'adeguamento della SS.398 per agevolare la previsione di adeguate aree logistiche retroportuali.

Art. 52 Le invarianti strutturali relative al sistema funzionale delle attività economiche

Il PTC individua le seguenti invarianti strutturali associate agli obiettivi prestazionali indicati nel relativo sistema funzionale.

Sistema produttivo provinciale della pesca marittima.

Sono invarianti strutturali i porti di attracco della pesca professionale di Livorno, Castiglioncello,Vada, Marina di Cecina, Capraia, Piombino, Cavo, Marina di Campo, Portoferraio, Marciana Marina, Porto Azzurro .

Sono inoltre invarianti strutturali le una adeguata disponibilità di apposite aree portuali attrezzare per l'attracco dei pescherecci, associate a servizi per l'attività della pesca professionale in forme complementari e integrate ad altri servizi per il mare.

Sistema produttivo provinciale industriale

Sono invarianti strutturali:

  • - i seguenti siti industriali: Raffineria petrolifera di Livorno e connesso attracco petrolifero portuale (pipiline), stabilimento chimico di Rosignano Solvay e relativo pontile di Vada cave di San Carlo e linee ferroviarie connesse e pertinenziali, centro siderurgico di Piombino e relative aree portuali, parco industriale di Guasticce;
  • - le seguenti attività estrattive ricomprese come risorse nel PRAER: di Bibbona, Campiglia M.ma, Campo nell'Elba, Capoliveri, Castagneto Carducci, Cecina, Collesalvetti, Livorno, Marciana, Portoferraio, Rio nell'Elba, Rosignano M.mo, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto costituiscono invariante strutturale fino alla definizione del Piano Provinciale delle attività estrattive che individuerà le aree soggette a coltivazione ed estrazione;
  • - l'attività di cantieristica diportistica dell'ex Cantiere Navale Orlando di Livorno, di Piombino e di Portoferraio

Sistema produttivo provinciale commerciale

Costituiscono invariante strutturale:

  • - le sei grandi strutture di vendita distribuite sul territorio provinciale;
  • - il sistema dei i centri commerciali naturali individuati e da individuare prevalentemente nei centri storici e quelli dei centri urbani;
  • - i negozi e le botteghe storiche quali componenti qualificanti del sistema commerciale.

Costituisce inoltre invariante strutturale le funzioni individuate dal relativo sistema funzionale, per i negozi di vicinato insistenti in aree a densità edilizia rarefatta.

Sistema produttivo provinciale Turismo

Le invarianti strutturali sono individuate dai seguenti porti nautici da diporto e relative previsioni di ampliamento:

Continente

  • - Fossi Medicei
  • - Molo Mediceo
  • - Nazario Sauro
  • - Ardenza
  • - Antignano
  • - Quercianella
  • - Foce del Chioma
  • - Porticciolo Rossana
  • - Castiglioncello Nord
  • - Castiglioncello Sud
  • - Cala dÈ Medici
  • - Vada
  • - Marina di Cecina
  • - San Vincenzo
  • - Salivoli
  • - Chiusa del Cornia vecchio
  • - Poggio Batteria

Isole

  • - Capraia
  • - Portoferraio
  • - Marciana marina
  • - Marina di Campo
  • - Cala di Mola
  • - Porto Azzurro
  • - Rio Marina
  • - Cavo
  • - Pianosa.

Costituisce inoltre invariante strutturale la qualificazione del sistema delle strutture ricettive a partire da quelle di alta classificazione presenti a Marina di Castagneto (1), San Vincenzo (1) e di Portoferraio (2).

Art. 53 Le invarianti strutturali relative al sistema funzionale dello Smaltimento dei Rifiuti

Sono strutture funzionali al sistema provinciale le aree e impianti idonei allo smaltimento dei rifiuti gli impianti di smaltimento delle singole aree comprensoriali di Livorno, Rosignano, Piombino, Elba, garantiscono il mantenimento della funzionalità del sistema articolato per aree e costituiscono invarianti strutturali dello Statuto provinciale. Nella definizione della suddetta invariante sono ricompresi gli ampliamenti, ristrutturazioni, modifiche, sostituzioni e riconversioni degli impianti medesimi.

Art. 54 Le invarianti strutturali relative alla risorsa Acqua

Costituiscono invarianti strutturali del sistema acquedottistico livornese i seguenti impianti, connessi siti di emungimento e sorgenti:

Acquedotto di Livorno

Acquedotto di Colognole e sorgenti

Acquedotto industriale di Livorno

Acquedotto di Rosignano Marittimo e Vada

Aquedotto di Cecina

Acquedotto di Castagneto Carducci

Acquedotto di Bibbona

Acquedotto di Campiglia Marittima

Acquedotto di Piombino

Acquedotto di San Vincenzo

Acquedotto di Sassetta

Acquedotto di Suvereto

Impianto anello di Campiglia

Acquedotto sottomarino per l'isola d'Elba

Gli acquedotti comprensoriali comprese le eventuali opere di captazione

I corsi d'acqua elencati nel documento dello Statuto

La regolamentazione delle reti acquedottistiche e i connessi impianti di emungimento e sorgenti è soggetta ad una specifica disciplina provinciale e di settore finalizzata alla salvaguardia e alla qualità. Dal punto di vista che compete al PTC è fondamentale che sia garantita l'erogazione mediante una rete sempre più efficiente con l'obiettivo strutturale del contenimento della dispersione, tale da garantire entro il 15% la differenza tra volume emunto e quello erogato/fatturato e l'obiettivo della minor perdita del volume dei reflui confluenti agli impianti di depurazione e trattamento".

Art. 55 Le invarianti strutturali relative alla risorsa Energia

Relativamente a questa risorsa costituiscono invarianti strutturali i seguenti impianti di produzione di energia elettrica:

Centrale ENEL Produzione - Capraia

Centrale Turbogas ENIPOWER - Stagno (Collesalvetti)

Centrale Turbogas ROS.EN. - Rosignano Solvay

Centrale Termoelettrica ENEL Produzione - Torre del Sale (Piombino)

Centrale ENEL Produzione - Portoferraio, Isola d'Elba

Centrale Turbogas CET EDISON SpA - Piombino

Centrale Turbogas ELETTRA Holdings (Gruppo Lucchini) - Piombino

Impianto di termovalorizzazione A.AM.P.S. S.p.A. - Livorno

e gli impianti di produzione da biogas

Impianti R.E.A. S.p.A. - discarica Scapigliato, Rosignano

Impianto A.AM.P.S. S.p.A. - discarica Vallin dell'Aquila, Livorno

Impianto T.A.P. S.r.l. - discarica Ischia di Crociano, Piombino

i gasdotti, gli oleodotti, gli elettrodotti di trasporto oltre 130 Kw.

Costituiscono inoltre invarianti strutturali il sistema di impianti di produzione energetica da fonti alternative finalizzate alla vendita.

Art. 56 Invarianti strutturali del sistema funzionale delle aree protette

Costituiscono invarianti strutturali le aree protette rappresentate nella tavola 8 del presente piano,i SIR:

Padule di Suese e Biscottino

Calafuria

Monte Pelato

Tomboli di Cecina

Padule di Bolgheri

Boschi di Bolgheri e Bibbona

Monte Calvi di Campiglia

Promontorio di Piombino e Monte Massoncello

Padule Orti Bottagone

Bandite di Follonica

Monte Capannello e Zone umide di Mola e Schiopparello

Monte Capannello e Promontorio dell'Enfola

Cerboli e Palmaiola

Isola di Gorgona

Isola di Capraia

Isola di Pianosa

Isola di Montecristo

I parchi: Poggetti, Monti livornesi, Oasi della Contessa, Macchia della Magona, Parco archeologico minerario di San Silvestro,Rifugio faunistico Padule di Bolgheri, Parco del Fiume Cecina, Parco archeologico di Baratti e Populonia, Parco di Montioni, Oasi Orti Bottagone, Parco della Sterpaia, Il parco minerario di Rio Marina.

Le aree protette marine di Capraia, Gorgona, Montecristo, Pianosa e quelle antistanti la scogliera di Calafuria, Baratti a Salivoli, Pomonte, Promontorio di Capoliveri , Palmaiola e Cerboli, promontorio dell'Enfola.

Le praterie di Posidonia risultanti dagli studi specifici.

Le aree dunali: spiagge bianche di Rosignano Solvay, tra podere Terra Nuova/ la Torraccia e San Vincenzo, tra San Vincenzo e Punta del Tesorino, golfo di Baratti, tra Follonica e Piombino, golfo di Marina di Campo.

La copertura forestale e le pinete costiere come risultante dalle carte del documento dello Statuto.

Il viale dei Cipressi di Bolgheri.

I corsi d'acqua elencati nel documento di piano.

Costituiscono altres&igrave invarianti strutturali i corridoi visivi individuati nella carta dei valori paesaggistici del territorio provinciale, le vie panoramiche e i siti paesaggistici contenenti connotati identitari del paesaggio provinciale.

Del sistema insediativo costituiscono invarianti strutturali le aree di discontinuità insediativa quale valore percettivo e di indicatore della qualità urbana.

A questo sistema appartengono inoltre:

La scogliera del Romito, il parco della Vecchia Aurelia tra Antignano e Castiglioncello, nei tratti non urbanizzati tra Cecina e San Vincenzo, il viale della Principessa fino a Fiorentina, il Parco di Rimigliano.

La rete delle via d'acqua del sistema umido della pianura settentrionale e quella del sistema umido della pianura meridionale.

La qualità batteriologica delle acque di balneazione.

I bacini idrografici del sottosuolo.

Sono parte integrante la rete ecologica, le stazioni di rilevamento delle specie e degli habitat, individuati nel progetto RE.NA.TO.

Sono inoltre invarianti strutturali provinciali riferite al patrimonio protetto quelle costituenti l'ossatura primaria su cui il disegno di piano fonda la sostenibilità delle politiche di governo.

Le norme statutarie del paesaggio contenute nell'apposita disciplina (cui si rinvia) recano l'indentificazione geografica delle caratteristiche prestazionali delle invarianti definite a livello di pianificazione territoriale provinciale (PTC):

1 Identità geomorfologica e naturale.

Identifica la Relazione morfologica ed ecosistemica tra i rilievi e le vallecole perpendicolari alla linea di costa, il sistema costiero dell'ambito dunale, spiagge ed affioramenti rocciosi e la pianura bonificata.

2 Identità della matrice e permanenza degli elementi di differenziazione

Identifica la Relazione ecosistemica e funzionale tra aree boscate, aree agricole intercluse e margini arbustati.

3 La matrice biopermeabile della visività paesistica

Identifica il ruolo funzionale nella connessione tra costa ed entroterra.La relazione ecosistemica e funzionale tra la costa e le aree boscate dell'entroterra, con valore di potenziamento del sistema di connessione ecologica e paesaggistica quale caratterizzazione e specificità della struttura territoriale provinciale disposta parallelamente

alla linea di costa.

4 Identità culturale della pianura

intesa come coerenza morfologica e funzionale della tessitura dei paesaggi agrari planiziali di bonifica:

Identifica la Relazione morfologica e funzionale tra il reticolo dei canali irrigui e la tessitura del paesaggio agrario.

5 Identità culturale della collina

intesa come coerenza morfologica e funzionale dei paesaggi agrari collinari con sistemazioni idrauliche ed insediamento aggregato.

Identifica la Relazione morfologica e funzionale delle residuali colture arborate su terrazzamento in relazione ai nuclei urbani minori.

6 Identità degli insediamenti aggregati in contiguità con la permanenza di articolati mosaici agrari e forestali

Identifica la Relazione morfologica e funzionale degli elementi di caratterizzazione dei borghi pedemontani, dei centri di pianura e del sistema degli appoderamenti, in relazione al contesto paesaggistico.

7 Identità tipologica ed integrità funzionale del reticolo viario storico e dei relativi caratteri visuali.

Identifica la Relazione funzionale e di fruizione del territorio utile a garantire l'accessibilità e la fruizione delle risorse attraverso il sistema delle strade storiche di rilievo storico-culturale e di pregio paesaggistico e panoramico, compresi i collegamenti veloci (Aurelia, autostrada, ferrovia) e la rete minore, e ne determina il grado percettivo.

8 Identità delle aree di relazione tra paesaggi protetti.

Identifica la Relazione funzionale e verifica delle potenzialità del sistema connettivo di reticolarità ecologica attraverso il potenziamento di elementi ecosistemici minori (rete dei fossi, residuali di vegetazione riparia, filari alberati, etc) del paesaggio ordinario.

9 Identità dei contesti di diretta pertinenza dei beni culturali soggetti a tutela

Identifica la relazione funzionale e verifica la sussistenza di elementi di connessione tra i beni d'interesse storico culturale vincolati ed i contesti paesaggistici ordinari.

Art. 57 Indirizzi e prescrizioni statutarie di ordine generale

Alcune invarianti strutturali mantengono la loro efficacia di connotato statutario se:

1 - La Provincia promuove il coordinamento per la formazione di Piani delle Funzioni, quali allegati del Regolamento Urbanistico, specificatamente rivolti all'individuazione dei luoghi storici del commercio e i negozi e le botteghe storiche, procedendo alla loro valorizzazione anche mediante azioni di tutela in funzione delle relazioni sociali complesse che generano. Per il medesimo fine promuovono la realizzazione di empori polifunzionali nei luoghi con densità demografica rarefatta. Le azioni di salvaguardia saranno tese alla conservazione degli esercizi storici, compresi gli arredi e l'architettura degli interni e ad evitare la dismissione dell'attività e impedire i processi di sostituzione e inserimento con nuovi esercizi commerciali in contrasto estetico funzionale con i primi. L'altra azione di tutela è quella di mantenere la dimensione spaziale di riferimento del centro commerciale naturale provvedendo ad attivare programmi di arredo e di decorazione urbana sistematicamente con provvedimenti relativi alla formazione di aree pedonali e individuazione degli ambiti di sosta alternativa dei veicoli.

La Provincia promuove il coordinamento sulla previsione di nuove grandi strutture di vendita mediante accordi comprensoriali qualora ne fosse la necessità.

2 - La Provincia inserisce nel proprio piano provinciale della pesca le intese raggiunte che nei Piani Regolatori Portuali siano individuati i punti di attracco dei pescherecci organizzati in centri servizi della pesca professionale comprensivi delle aree di vendita del prodotto pescato, curando gli aspetti e gli elementi di integrazione con la città.

La Provincia riconosce la necessità che nei Comuni non assoggettati alle competenze delle Autorità Portuali siano individuate nel Regolamento Urbanistico le aree di pertinenza portuale di propria competenza e la relativa quantità di servizi portuali necessari alla gestione del servizio mediante il piano delle funzioni portuali.

La Provincia riconosce la necessità che nell'espressione del proprio parere sui piani degli arenili predisposti dai Comuni che individuano eventuali punti attrezzati per la nautica nelle spiagge limitino l'attrezzamento a dotazioni compatibili ambientalmente, secondo le disposizioni sulla difesa delle coste contenute nel presente piano, da verificare con il piano regionale delle spiagge, i vincoli dunali e le praterie di posidonia.

3 - La qualità delle acque di balneazione deve essere garantita dal preventivo trattamento depurativo degli scarichi di acque reflue nei corpi idrici e in mare.

4 - Nelle aree a bilancio idrico critico coinvolgenti areali sovracomunali deve essere garantito l'equilibrio del bilancio idrico e la disponibilità delle risorse idriche e prive di insalinamento.

5 - La Provincia nell'espressione del proprio parere sui progetti energetici riguardanti corpi aziendali agricoli inseriti nei programmi comunitari e soggetti a finanziamento pubblico per la promozione e salvaguardia di produzioni "tipiche" (intese quelle storicamente ancorate a parti di territorio provinciale) avrà riguardo a che non siano attivati impianti di produzione di energia elettrica da fonti alternative e rinnovabili eccedenti l'autoconsumo aziendale.

Le norme statutarie relative al paesaggio indicano criteri di uso della risorsa e le modalità operative e di linguaggio omogeneo e unitario da tenere di conto nei processi pianificatori ai fini della salvaguardia del patrimonio territoriale e per l'attivazione delle relative strategie tenuto di conto delle invarianti da questo definite.

Art. 58 Invarianti strutturali dei sistemi territoriali

Le invariani strutturali di connotato dei sistemi territoriali mantengono la loro efficacia se sono garantite le seguenti prestazioni di ogni singola invariante componente ciascun sistema. Gli indirizzi e le prescrizioni di natura paesistica sono contenute nell'apposita disciplina cui si rimanda.

Sistema territoriale della linea di costa.

Le linee di riva ed in particolare di quelle prospicienti le aree dunali, comprensivo dell'assetto morfologico e della copertura vegetale propria di quell'assetto sabbioso-lapideo.

La provincia promuove specifiche intese e indirizzi idonee a tutelare i luoghi a più alto indice di integrità nei siti individuati dal presente piano, anche per quanto riguarda l'individuazione della profondità del sistema, riguardanti gli interventi di difesa dai fenomeni erosivi e di ingressione marina che devono essere effettuati prioritariamente in forma di ricostruzione dell'apparato morfologico e vegetazionale della duna, ovvero di ripascimento artificiale protetto, anche mediante barriere soffolte, potendosi altres&igrave prevedere la sostituzione di queste ultime alle esistenti scogliere artificiali, anche allo scopo di migliorare le condizioni di ricambio d'acqua nelle zone di balneazione comprese tra la battigia e le esistenti scogliere artificiali. Una particolare attenzione a che gli interventi non producano modificazione della direzione dei venti suscettibile di incidere sull'apparato dunale. Le misure di tutela devono garantire che nessuna delle componenti del sistema venga alterata o modificata nello stato di fatto in cui si trova.

Costituiscono altres&igrave invariante strutturale: la praterie di posidonia insistenti nei fondali antistanti la linea di riva individuate dalla Provincia .

Le componenti solide dei fondali antistanti la linea di riva.

I complessi edilizi riconducibili alla storia della difesa costiera opportunamente circoscritti da corti, resedi o fasce di rispetto anche se la loro preesistenza non è storicamente documentabile.

Le opere civili, i ponti e i manufatti in genere costruiti in muratura appartenenti alle infrastrutture stradali o ferroviarie esistenti fuori terra prospicienti o attigue alla linea di costa .

I porti e i loro ampliamenti previsti dal presente piano.

I manufatti necessari all'attività di balneazione nelle zone di costa alta e rocciosa e costa bassa e sabbiosa, nei tratti urbanizzati.

I waterfront dei sistemi insediativi e i processi che questo piano attiva di riqualificazione dell'accessibilità, dell'accoglienza e di qualità urbana e funzionale.

L'orizzonte percettivo paesistico che si estende per la profondità di 1 Km.. nell'entroterra.

L'orizzonte percettivo paesistico visivo marino, rappresentato dal contesto mare-costa e esteso per una profondità in mare di 12 miglia nautiche, si applica nel modo seguente agli interventi di realizzazione di opere fisse emergenti il livello del mare con esclusione di quelle attinenti alla sicurezza in mare:

1. È condizione escludente negli ambiti di tutela integrale adiacenti il sistema provinciale delle aree protette, l'arcipelago toscano, le secche della Meloria e i tratti di costa prospicienti aree dunali;

2. È condizione penalizzante nei tratti di costa urbana sabbiosi e i tratti di costa urbana rocciosi;

3. È condizione preferenziale nei contesti mare-costa a carattere insediativo produttivo e portuale".

Sistema urbano di Livorno e della pianura dell'Arno.

La connotazione insediativa della pianura configurata da una vasta rete di canali di scolo sui depositi alluvionali del fiume Arno e sedimenti palustri e/o di colmata e i bacini dei principali corsi d'acqua che vi si trovano: Torrente Tora - Torrente Acqua Salsa - Torrente. Ugione - Rio Maggiore - Rio Ardenza.

Le opere strutturali di messa in sicurezza idraulica previste nel Piano di Bacino dell'Arno e di quello regionale Toscana Costa.

Il canale scolmatore dell'Arno.

La trama dei fossi e dei canali di scolo e del reticolo idraulico minore.

La qualità scenico-percettiva della fascia pedecollinare e collinare.

Gli acquedotti storici e le relative opere civili.

La centrale di produzione di energia elettrica e i connessi elettrodotti di trasporto dell'energia elettrica

Il porto di Livorno e i suoi ampliamenti e le opere infrastrutturali a carattere territoriale connesse

La funzionalità logistica dei territori afferenti la movimentazione delle merci.

Il sistema di cave dismesse e i processi di riqualificazione paesistico ambientale.

Le fortezze medicee e il sistema dei fossi.

I luoghi di culto della storia cosmpolita della città.

Il sistema della pianura centrale del Fine e del Cecina

I due fiumi Fine e Cecina e i corridoi paesistico ambientali che rappresentano.

I corsi d'acqua di pari valenza: Fosso della Madonna. Fossa di Bolgheri, Fossa Camilla, Fosso della Carestia, Fosso dell'Acquabona.

Le opere strutturali di messa in sicurezza idraulica previste nel Piano di Bacino regionale Toscana Costa.

Gli habitat costieri (dune e vegetazione dunale e retro-dunale).

La copertura forestale costiera ancorchè in rinnovazione e i tomboli.

La trama riconoscibile degli appoderamenti .

Le zone umide.

La consistenza e qualità della risorsa idrica dei bacini idrici che lo compongono.

La qualità scenico-percettiva della fascia costiera retrodunale.

La qualità scenico-percettiva della fascia pedecollinare e collinare.

Sistema urbano di Piombino e della pianura meridionale del Cornia

Il fiume Cornia e il corridoio paesistico ambientale che rappresenta.

I corsi d'acqua e i canali di bonifica della pianura.

La bonifica planiziale e il sistema degli appoderamenti.

La consistenza e qualità della risorsa idrica dei bacini idrici che la compongono.

Le opere strutturali di messa in sicurezza idraulica previste nel Piano di Bacino regionale Toscana Costa.

Gli habitat costieri (dune e vegetazione dunale e retro-dunale).

Le zone umide.

Il promontorio di Popolunia.

La qualità scenico percettiva della fascia pedecollinare ricompresa tra la città e il promontorio di Populonia.

Le risorse idro-termali.

La qualità scenico-percettiva della fascia costiera retrodunale.

Il porto di Piombino coi suoi ampliamenti e le opere infrastrutturali a carattere territoriale connesse.

La funzionalità logistica dei territori afferenti la movimentazione delle merci

Il forte di Piombino.

Il sistema delle colline settentrionali

Le macchie e la copertura forestale diffusa.

Gli insediamenti collinari.

Le funzioni faunistico venatorie e del tempo libero del comparto.

Le qualità di parco delle colline livornesi.

La qualità scenico-percettiva del paesaggio collinare in sé e degli orizzonti di crinale in particolare.

Le opere strutturali di messa in sicurezza idrogeologica previste nel Piano di Bacino dell'Arno e di quello regionale Toscana Costa.

Il sistema delle colline centro meridionali

Le macchie e la copertura forestale diffusa a propensione naturalistica.

Le funzioni faunistico venatorie e del tempo libero del comparto.

Gli insediamenti collinari.

I siti minerari e la qualificazione paesaggistica delle aree estrattive.

Le qualità di parco delle colline meridionali.

La qualità scenico percettiva del paesaggio ancorata ai valori naturalistici.

La qualità scenico-percettiva del paesaggio collinare in sé e degli orizzonti di crinale in particolare.

Sistema dell'isola di Gorgona

L'intero ecosistema associato e integrato a quello insediativo e funzionale.

La qualità scenico percettiva del paesaggio ancorata a valori naturalistici dell'isola nel suo complesso.

La contiguità terra mare.

Sistema dell'isola di Capraia

Le qualità geomorfologiche dell'isola.

Le qualità di parco della contiguità terra mare.

Il porto e i suoi ampliamenti e la riqualificazione del waterfront.

Le opere strutturali di messa in sicurezza idraulica previste nel Piano di Bacino regionale Toscana Costa.

Le aree e il sistema insediativo dell'ex colonia penale.

I terrazzamenti.

Le qualità scenico percettive del paesaggio dell'isola fondate sulla gariga.

Il corridoio ambientale e di separazione tra il porto e il castello.

Il castello.

Sistema dell'isola d'Elba

I corridoi paesistici costituiti dai vallivi ricomprendenti i corsi d'acqua correnti verso il mare.

La consistenza e qualità della risorsa idrica dei bacini idrici che la compongono.

Le opere strutturali di messa in sicurezza idraulica previste nel Piano di Bacino regionale Toscana Costa.

Le risorse termali.

La qualità scenico-percettiva della fascia costiera e degli orizzonti di crinale in particolare.

Il sistema della portualità elbana e le opere infrastrutturali a carattere territoriale connesse.

Il sistema aereoportuale di Marina di Campo.

La funzionalità logistica dei territori afferenti la movimentazione delle merci a Portoferraio.

Le fortezze di Portoferraio e i luoghi di Napoleone.

Le condizioni naturalistiche dell'isola: l'ecosistema della flora e della fauna.

Sistema dell'isola di Pianosa

Le dotazioni idriche del sottosuolo a tutela del mantenimento delle funzionalità produttive.

Le qualità scenico percettive del paesaggio dell'isola fondate sull'assetto rurale.

Il sistema insediativo del porto di attracco.

Sistema dell'isola di Montecristo

Le componenti dell'ecosistema integrale.

Per tutto il sistema insulare si individuano le seguenti invarianti:

Gli habitat floro-faunistici peculiari.

Le caratteristiche geomorfologiche.

Il patrimonio storico architettonico.

Il mare

Gli elementi costituenti il sistema.

L'orizzonte paesistico percepito dai diversi punti di vista: continentale, insulare, navale.